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Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto.

Boris Makaresko
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Di seguito gli articoli e le fotografie che contengono le parole richieste.

Ricerca articoli per politica

Di Muso (del 14/06/2007 @ 23:36:15 in Politica, linkato 1719 volte)
Casa
Dopocena
Divano
Tv
AnnoZero
politica
Santoro
Brutti
Castelli
Scarpellini
Palazzi Marini
Contratti di Affitto
652 Milioni di euro
18 anni
Finanziamenti ai Partiti
DS e Lega Nord
Sono incredulo
Che schifo
Mi viene da vomitare
Andate a fare in c.lo!!!!
Buona Notte
http://www.annozero.rai.it/annozero/default.htm
 
Di Muso (del 20/10/2010 @ 20:30:00 in Societa', linkato 1695 volte)
Il sindaco di Kamikatsu, una piccola comunità sulle colline del Giappone orientale, ha esortato i politici di tutto il mondo a seguire il suo esempio e rendere le loro città "Rifiuti Zero", questo il loro sito http://www.kamikatsu.jp/.

Non molto tempo fa' la vita in Kamikatsu ruotava intorno alla coltivazione del riso e i turisti arrivavano per un bagno ristoratore nelle calde acque della sorgente locale. Ora il piccolo villaggio, situato sulle montagne ricche di boschi dell'isola di Shikoku, nel sud-ovest del Giappone, ha una nuova ossessione: la spazzatura.


Dal 2003 Kamikatsu e i suoi 2.000 residenti sono parte di un esperimento ecologico che, se accolto, potrebbe costringere i netturbini di tutto il paese a cercare un nuovo posto di lavoro.


Il sindaco ha detto a BBC News che tutte le comunità potrebbero imparare da Kamikatsu, dove i residenti hanno una compostiera (compostaggio) per tutti i rifiuti alimentari e dividono gli altri rifiuti domestici in 34 diverse categorie prima di portarlo nel centro di riciclaggio, nel quale i volontari controllano chi si dimentica di togliere il coperchio da una bottiglia di plastica o sciacquare una bottiglia di birra vuota.


Sonae Fujii presso il centro di riciclaggio dei rifiuti in Kamikatsu, Giappone

Gli abitanti di Kamikatsu intendono eliminare gli inceneritori entro il 2020, diventare la prima comunita' a rifuti zero del Giappone. Fotografia: Robert Gilhooly

A un'ora di macchina dalla città più vicina e 370 km da Tokyo, il villaggio è stato costretto a cambiare il modo in cui gestire i rifiuti nel 2000, quando rigorose nuove normative sulle emissioni di diossina hanno costretto a chiudere i suoi due inceneritori da all'ora Kamikatsu cerca di porre fine alla sua dipendenza da impianti di incenerimento e discariche entro il 2020 e fregiarsi del titolo di primo comune in Giappone a zero-rifuti.

L'ottimismo del sindaco è supportato dai dati che mostrano che il tasso di riciclo Kamikatsu è cresciuto a dismisura dal 55% di dieci anni fa a circa 80% di oggi. Solo cinque anni dopo che il progetto e' iniziato il 98% della popolazione utilizzava gia' un composter domestico.

Un recente sondaggio ha mostrato che il 40% dei residenti sono ancora scontenti su almeno un aspetto della politica di rifiuti zero. "Abbiamo ancora degli avversari, soprattutto perché quasi tutto deve essere lavato", ha detto Fujii "Tutto ciò che possiamo fare è parlare con i dubbiosi e spiegare loro perché quello che stanno facendo è così importante . . . . che non è solo la cosa giusta da fare, ma l'unica cosa da fare ".

Il sindaco Teruhiko Kasuichi è imperterrito: "Dobbiamo considerare che cosa è giusto e cosa è sbagliato, e credo che sia sbagliato mandare un camion per raccogliere i rifiuti e bruciarlo. Questo è un male per l'ambiente." e invita i politici di tutto il mondo a seguire il suo esempio.

In italia sono 3.644 i comuni con meno di 2.000 abitanti (rapporto "Investire nel BelPaese") cioe' 7.300.000 abitanti, il 12% degli italiani potrebbero tranquillamente seguire questo progetto, pecentuale che salirebbe notevolmente se ad aderire al progetto fossero i comuni con meno di 5000 abitanti cioe' 5.868 pari a ben il 72% dei comuni italiani (stima per eccesso 30.000.000 di abitanti il 50% ! ! ! ! !).

Sorgenti:
http://en.wikipedia.org/wiki/Kamikatsu
http://www.kamikatsu.jp/
http://it.wikipedia.org/wiki/Compost
http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/7499954.stm
http://www.guardian.co.uk/environment/2008/aug/05/recycling.japan
http://www.uniurb.it/giornalismo/lavori2002/antonucci/files/InvestiresulBelPaese.pdf
 
Di Muso (del 13/12/2009 @ 20:00:00 in Politica, linkato 1651 volte)
Secondo questa classifica il nostro premier e' il meno amato all'estero, credo che dopo i fatti di ieri sera anche in Italia non e' messo benissimo.
La giuria, composta da rappresentanti e inviati a Bruxelles delle maggiori agenzie di stampa e testate europee, ha valutato i ventisette leader dando a loro un punteggio per ognuno di questi sette criteri: capacità di leadership, capacità di lavorare in squadra, atteggiamento nei confronti delle tematiche ambientali, politica economica, rispetto del mercato interno, conformità alle linee guida del trattato di Lisbona e impegno europeista. Il presidente del consiglio italiano riesce nell'impresa di accaparrarsi non solo l'ultimo posto nella classifica generale, ma anche su cinque dei sette criteri presi in considerazione dai giurati. Berlusconi riesce a staccarsi dal fondo classifica soltanto per capacità di leadership, in cui risulta terzultimo, e politica economica, nel quale riesce a raggiungere addirittura il quartultimo posto.
Qui' trovate la classifica completa: CLASSIFICA
 
Di Muso (del 10/02/2008 @ 18:30:59 in Racconti, linkato 1668 volte)
TITOLO:
HAI 2 MUCCHE

SOCIALISMO:
Hai 2 mucche.
Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.

COMUNISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.

FASCISMO:
Hai 2 mucche
Il governo te le prende e ti vende il latte.

NAZISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo prende la vacca bianca ed uccide quella nera.

DITTATURA:
Hai 2 mucche.
La polizia te le confisca e ti fucila.

FEUDALESIMO:
Hai 2 mucche.
Il feudatario prende metà del latte e si tromba tua moglie.


DEMOCRAZIA:
Hai 2 mucche.
Si vota per decidere a chi spetta il latte.

DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA:
Hai 2 mucche.
Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.

ANARCHIA:
Hai 2 mucche.
Lasci che si organizzino in autogestione.

CAPITALISMO:
Hai 2 mucche
Ne vendi una per comprare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.

CAPITALISMO SELVAGGIO:
Hai 2 mucche.
Fai macellare la prima ed obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4 mucche. Alla fine licenzi l'operaio che se ne occupava accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.

BERLUSCONISMO:
Hai 2 mucche.
Ne vendi 3 alla tua Società quotata in borsa, utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito, con una partecipazione in una Società soggetta ad offerta pubblica e nell'operazione guadagni 4 mucche beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche. I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una Società con  sede alle Isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua Società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche.
Nei libri contabili di questa Società figurano 8 ruminanti con l'opzione d'acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 mucche perchè sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti, diventi Presidente del Consiglio.

PRODISMO:
Hai 2 mucche.
Tu le mantieni, il governo si prende il latte e ti mette una tassa su: la stalla, la mangiatoia, la produzione. A te rimane lo sterco. Intanto è in approvazione un disegno di Legge sulla tassazione dei rifiuti organici animali.
 
Di Muso (del 15/05/2009 @ 17:53:08 in società, linkato 4455 volte)
Fortunatamente ne avevo gia' sentito parlare e sono riuscito a scamparla, quindi ne posso scrivere con traqullita'. L'altra sera stavo raggiungendo in auto alcuni amici per un aperitivo in zona Loreto. Giunto in zona noto una macchina che, fermo al semaforo, mi accosta a destra in uno spazio abbastanza angusto ma sufficiente a contenere un'auto. Allo scattare del verde parto per primo e .... " STOCK " sento un colpo secco e asciutto come una pallonata sulla portiera di un'auto. Essendo sicuro di non aver urtato nulla proseguo la marcia, purtroppo ero appena stato vittima dell'inizio di una truffa. Inpochi secondi vengo raggiunto da quella stessa macchina che mi aveva affiancato al semaforo che lampeggia e suona, vuole che io mi fermi. Fortunatamente mi ricordo della metodologia di questo tipo di truffa e quindi chiudo la macchina con la chiusura centralizzata e imposto sul cell il numero dei carabinieri. Fatto questo mi faccio accostare dal veicolo che mi segue ed entrambi abbassiamo il fienstrino per parlarci. Nell'altra auto tre persone, stranieri, il conducente approccia con un "Puoi almeno chiedere scusa?" ...... di cosa ? Mi domando. Conoscendo gia' la risposta, in questo tipo di truffa ti devono far credere che gli hai toccato e rotto lo specchietto, in questo modo possono farti scendere dall'auto e con la scusa dell'intimidazione e del "Lo metto a posto io", spillarti un po' di soldini. Proseguendo nel racconto, gli chiedo scusa ma gli facico capire che non credo di essere stato io e che non ho intenzione di fermarmi per colloquare amichevolmente (questo e' quello che mi vuole far credere) con lui / loro. Proseguo per la mia strada e vengo ancora inseguito e raggiunto ad un nuovo semaforo dall'auto dei truffatori. Il guidatore scende, telefono alla mano e mi dice che devo accostare per risolvere il problema altrimenti chiama i carabinieri. Gli rispondo che se vuole li puo' chiamare e che non credo di avergli procurato nessun danno, il semaforo scatta e riparto. A questo punto pero' chiamo io il 112 e inizio a spiegare la situazione, sopratutto dove sto per fermarmi, in modo da essere raggiunto da una pattuglia, scelgo cmq una via trafficata (non e' difficile a milano), magari di fronte a un bar o una scuola, dove, nel caso peggiore, ci possa essere qualcuno che ti aiuti. Appena fermo verifico di nuovo la chiusura dell'auto e abbasso il finestrino. Il ragazzo alla guida scende dalla sua auto e mi raggiunge di nuovo, vuole fare l'amicone, si presenta "Luca", "Guarda che non voglio casini, pero' se mi costringi chiamo i carabinieri", nel frattemopo all'aulicorare "Riesce a vedere la targa?". .. . purtroppo l'auto e' troppo vicina e non riesco a vedere nulla, pero' avviso che sono in tre che sono fermo in via xx e che uno e' sceso per parlarmi. Ora Luca e' abbastanza alterato, vede che non voglio scendere, che mi sono chiuso dentro e che sono al telefono!!! Prova la via dell'orgolio "Ma che sei un uomo o no, hai paura e ti sei chiuso dentro, guarda che tanto chiamo i carabinieri", a questo ultimo affronto rispondo con molta calma, "Guarda sono giusto al telefono con la centrale, stanno per mandare una pattuglia, se hai la pazienza di attendere qualche minuto risolviamo la ...." io ho allungato la frase per farne comprendere il senso, Luca pero' deve essere molto perspicace perche' al "sono al telefono con la centrale..." aveva gia' capito tutto e mandandomi ........ dove potete immaginare corre in macchina, fa inversione e scappa. La manovra pero' non e' stata vana, infatti riesco a vedere chiaramente la targa e leggerla all'operatore che era al telefono e quindi completare la segnalazione. Alla fine della telefonata vengo avvisato che nel caso li prendano posso sporgere denuncia per tentata truffa, io sarei per una punizione differente, pero' non e' politically correct, quindi niente. Finita la storia mi piacerebbe dare una morale o fare delle considerazioni, pero' a botta calda sono un po' belligerante e preferisco soprassedere, vi dico solo di tenere sempre gli occhi ben aperti, l'inculazio e' sempre dietro l'angolo.
 
Di Muso (del 26/08/2008 @ 17:00:29 in Politica, linkato 2913 volte)

da Pandemia:



E' stato un piccolo shock, lo ammetto, sentire il discorso del Primo Ministro di Singapore al National Day Rally - una sorta di festa nazionale - del 17 agosto scorso e non sono l'unico ad aver avuto questa reazione.

Singapore è un regime in cui la libertà di espressione (e altre libertà) non è garantita e se ne potrebbe discutere ore. Non è questo l'argomento di questo post.

Confrontata con l'Italia la politica di Singapore sembra avanti anni luce. Le ragioni sono molteplici, ma ne cito solo alcune riferite al campo della comunicazione e della partecipazione rese possibili dai nuovi media e da Internet.

Nel suo discorso il Primo Ministro, in ordine sparso:

  • effettua una dimostrazione della tecnologia di Qik per la trasmissione di video live dal telefonino;
  • cita Singapore come paese che usa attivamente Facebook per comunicare con i cittadini;
  • cita buone pratiche di altri paesi nel mondo, in Asia, da cui prendere esempio;
  • afferma che alcuni servizi sono e devono essere 24/7, come aprire una impresa (in 20 minuti), pagare le tasse online con facilità, avere il rinnovo del passaporto subito o quasi;
  • Internet cambia il rapporto tra politica e cittadino e il Governo ha il dovere di educare i cittadini ad un uso consapevole e corretto della rete.
Prendiamo ora la prima e la seconda linea di tutti i partiti italiani, al governo e all'opposizione, in Parlamento e fuori. Non mi viene in mente un solo nome di politico capace di fare, nel nostro piccolo, un discorso simile in un incontro politico nazionale pubblico, con tale visione e tale dimestichezza con la tecnologia.

Dico però che coltivare l'idea di un paese che possa sfruttare Internet per ridurre il divario tra cittadini e vita pubblica, tra cittadini e politica, non è utopia se all'estero queste cose succedono. Siamo sulla stessa Terra dopo tutto, no?

Voglio essere ottimista e mi limito a dire che abbiamo tanto da imparare.

Questo è il primo passaggio della parte del discorso sui nuovi media sintetizzata in un PDF e completamente online in video (12 minuti circa).

Our children will grow up in a completely different world and we have to prepare them and prepare Singapore society for this world. One of the biggest changes that would affect us is the Internet. And new media is pervasive and fast-moving. Everyone is plugged in and connected. People are blogging, engaging one another, organising themselves online, doing politics online. We used to talk about grassroots. Now we have to think about net roots, people on the Internet.

Via Media Futurist e FriendFeed.
 
Di Muso (del 13/12/2007 @ 16:55:18 in Politica, linkato 1503 volte)

Non avrei mai sperato tanto, a distanza di sei mesi chi va a riprendere un concetto espresso da me nel primo articolo del DIL "BASTA!!!!"?
Prima di rispondere vorrei dirvi che il progetto Democrazia In Linea (D.I.L.) prosegue e cresce, speriamo che arrivino anche le sovvenzioni.

Tornado alla domanda: Chi denuncero' per plagio? . . . . . . . . . . . (ovviamente scherzo) . . . . . . . . . . niente popo' di meno che Antonio Di Pietro per l'articolo "Le false emergenze"! ! ! !
Diciamo che piu' che copiare ha espresso un concetto da cui ero partito io nel mio articolo (che trovi qui e qui), ovviamente arriviamo a conclusioni diverse con motivazioni diverse . . . . . sara' perche' lui, volendo, puo' gia' cambiare le cose? Domanda retorica, che pero' mi serve per parlare anche di lui e del suo ruolo nel governo.
Per dirla proprio tutta e' un po' di tempo che mi frulla nella testa di scrivere un post su Di Pietro e diciamo che oggi me ne ha data l'occasione.

 Dopo una partenza folgorante, negli anni delle superiori, quando era l'idolo di noi ragazzi e di "MANI PULITE", ho iniziato a provare un po' di diffidenza (forse piu' per il mio retaggio culturale che per demeriti del ministro) sara' per l'italiano zoppicante, per la storia della mercedes, sopratutto perche' non mi convince mai una persona che raggiunta la notorieta' (otretutto per aver solo fatto il suo dovere) si butta in politica, insomma non ero convinto. Poi arrivano gli anni dell'opposizione dove non sono d'accordo su alcune sue denunce, lotte o proposte, fino ad arrivare finalmente al governo e all sorpresa.

Passa il tempo e il Ministro Di Pietro mi coinvolge sempre di piu', sicuramente anche merito del blog, dove spiega quotidianamente cosa fa', xche' lo fa' e come lo fa'. Sopratutto COSA INCREDIBILE PER UN POLITICO continua, giorno per giorno, a FARE QUELLO CHE DICE, lo so' che dovrebbe essere la normalita' ma non e' cosi'. Oltre a fare quello che dice, persegue progetti e idee condivisibili e fa' il suo lavoro. Come ovvio che sia non sono sempre in acordo con lui ma mi stupisco di quanto piu' spesso stia accadendo, staro' cambiando io o lui?

Comunque la notizia bella e' che forse qualche cosa tra i politici sta cambiando, che seguire il suo blog e' quasi un dovere da cittadino e anche un modo per essere informati su cio' che succede nel Consiglio dei Ministri (vi consiglio di sottoscrivere il feed) e . . . . . . . . . poi che dire se non . . . . . . . . .

VAI TONINO ! ! ! ! ! lo stesso incitamento che urlavo al Beccaria, quando bigiando le superiori, mi recavo con i miei compagni a seguire le udienze pubbliche (Tangentopoli) di quel pazzo PM che sfidava lo stato.

 

 
Di Pelo (del 29/01/2008 @ 16:32:42 in Spazio DIL, linkato 1723 volte)

 

La seguente situazione "potrebbe" accadere in un paese qualunque della nostra amata penisola

Un sindaco (di qualunque colore) chiede un preventivo per pitturare la facciata del municipio e gli arrivano 3 offerte.

Quella di un tedesco di Euro 3000
quella di un francese di Euro 6000 
quella di un napoletano 9000 euro

Davanti a tali offerte, convoca una riunione con i 3 concorrenti affinchè giustifichino i loro preventivi, prima di deliberare al consiglio comunale scegleinto a chi dare il lavoro.

Il tedesco gli dice che vuole usare una vernice acrilica per esterni che costa 1000 euro e che vuole dare due mani, poi tra impalcature e pennelli si spendono altri 1000 euro ed il resto è il suo guadagno.

 Il francese giustifica il suo preventivo dicendo che lui è il miglior pittore in circolazione, che usa vernice poliuretanica e che vuole dare tre mani. La pittura viene quindi 3000 euro, tra impalcature e pennelli si spendono altri 2000 euro e gli altri 1000 euro sono il suo guadagno.

l lavoro viene poi affidato al Napoletano ...scopri il perchè......

 

Il napoletano, che venne ascoltato per ultimo poiché il suo preventivo non è paragonabile agli altri, disse:
"sindaco, il mio è sicuramente il preventivo migliore: 3000 euro sono per te, 1000 euro sono per la giunta, 2000 euro sono per me e....3000 euro sono x il tedesco che pittura la facciata....."

 
Di Muso (del 10/12/2009 @ 13:18:28 in Tecnologia, linkato 1471 volte)

Ho aderito con piacere a questa campagna per cercare di porre fine agli effetti nefasti del Decreto Pisanu e di questo ne sia seguito a livello normativo.

wifi_zone

Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore.

Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità .

Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.

Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.

Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte.

Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.

Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet.

Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico.

Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese.

Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al parlamento di non prorogare l’efficacia delle disposizioni del Decreto Pisanu in scadenza e di abrogare la previsione relativa all’obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti.

 
Di morale (del 24/01/2011 @ 12:15:04 in Politica, linkato 3357 volte)


Vignetta di Vauro su chiesa e caso Ruby apparsa ieri sera ad Annozero. Che, come spesso capita, dice solo cose vere.

DENUNCIA - Adesso il sito cattolico Pontifex Roma ha presentato una denuncia per ipotesi di reato relativo ad offesa a capo di stato estero contro la vignetta di Vauro sul papa proposta giovedi’ ad Annozero. La denuncia e’ stata presentata alla Questura di Bari contro lo stesso Vauro, Michele Santoro e il presidente della Rai Paolo Garimberti. Lo scrive l’Ansa, anche se sul sito internet non sembra esserci traccia della denuncia.

E CONDANNA – Intanto anche il quotidiano dei vescovi si schiera: “Alla Rai, finalmente, stavolta qualcuno s’e’ indignato. Spero solo che adesso Vauro e Santoro e qualcun altro che non sto a ricordare non facciano, loro, le vittime. E che in Italia ci sia piu’ di qualcuno che comincia a farsi avanti e, senza ridere, dice chiaro e tondo che non si puo’ continuare a infangare impunemente quegli onesti cittadini dell’Italia e del mondo che sono i preti”. Lo scrive don Maurizio Patriciello nell’editoriale che firma oggi sul quotidiano cattolico Avvenire, dedicato alle vignette di Vauro trasmesse giovedi’ sera, “che dovrebbero far ridere tutti e invece, spesso, mortificano e uccidono nell’animo tanti innocenti. Ma non si deve dire. E’ politicamente scorretto”. Oggi, denuncia il sacerdote, “e’ la satira il nuovo idolo davanti al quale inchinarsi. La satira, cioe’ il diritto dato ad alcuni di dire, offendere, infangare, calunniare gli altri senza correre rischi di alcun genere”.

 
Di Muso (del 17/07/2007 @ 12:09:53 in Politica, linkato 1958 volte)
 

Continuo a seguire su radio24 trasmissioni e politici che parlano (chi pro, chi contro) del referendum elettorale. Le ultime novita' ci dicono che le firme sono state raccolte e che quindi si votera'.
Nel mio solito ragionare durante il viaggio di A/R per lavoro, inizio a chidermi un paio di cose e come al solito il musopensiero parte.
Sembrerebbe che tutti gli italiani vogliano cambiare la legge elettorale perche' capiscono (causa l'attuale maggioranza) che il governo puo' essere ostaggio di piccoli partiti che fanno parte della coalizione.
Ma siamo proprio sicuri che sia colpa dei piccoli partiti che compongono le coalizioni??
Non potrebbe essere un errore di chi ha costituito questa coalizione, che pur di governare ha imbarcato personaggi poco affidabili??
Ora vi spiego anche perche' il referendum elettorale mi preoccupa veramente.
Spero di non poter essere contraddetto se dico che fino ad oggi non siamo stati governati un gran che bene e che fino ad oggi la classe politica ha MANGIATO abbastanza e alle spalle dei cittadini.
Quindi vi chiedo: Chi ci ha governato fino ad oggi?
Saranno i Verdi, L'Udeur, la Rosa Nel Pugno, L'Italia dei Valor,l'MSI ecc.. ecc. oppure Forza Italia, L'Ulivo ecc...
Innegabile che anche i piccoli partiti a volte hanno avuto un peso decisivo nelle discussione e che alcune delle loro lotte sono poi arrivate in parlamento, pero' io parlo di chi tiene le redini, chi e' la mente, chi prende le decisioni di strategia e questi sono decisamente i partiti maggiori.
Quindi oggi cosa si decide? Di fare in modo che i piccoli partiti spariscano in modo che solo i grandi partiti possano partecipare alla vita politica.
Questo, a parte istituire veramente una casta politica, (xche' d'ora in avanti chi vuole fare politica e partecipare alla governabilita' del paese deve essere veicolato da questi grandi partiti e quindi preso nelle maglie e negli ingranaggi che proprio danno fastidio agli italiani), fa' in modo che sia sempre piu' difficile fondare un partito, un movimento o cmq un gruppo per fare politica, in sostanza sia sempre piu' difficile avere quello che tutti gli italiani chiedono VOLTI NUOVI, VALORI NUOVI gente diversa da quella che e' stata seduta in parlamento fino ad oggi.
Riassumendo vi dico, siamo proprio sicuri di voler far gestire il paese solo a grandi partiti, come le l'obbi farmaceutiche o i cartelli della droga (parole un po' forti ma ........ci sta!!! Ricordate Falcone e Borsellino).
Non e' meglio come ora, dove bisogna far fatica per mettere insieme teste diverse, la politica non e' questo?
Sinceramente il governo precedente ha avuto grosse difficolta' ma e' cmq sopravissuto, ha legiferato (a volte bene a volte meno bene), quindi non e' questa maggioranza che e' incapace di accordarsi, o meglio, non e' il capo della maggiornaza che non e' in grado di tirare le fila della maggiornaza. Mi sembra un po' svilente dire che l'Italia non si puo' governare per colpa di una legge elettorale, svilente e mortificante per chi fa parte di piccoli partiti che si sente colpevole di comportameto legittimo.
Detto cio' , non sono nemmeno contento che l'ago della bilancia per l'approvazione di una legge possa essere un voto dell'Udeur o dei Repubblicani Italiani. Ripeto che pero' non e' colpa del piccolo ma di chi lo ha voluto nella coalizione di governo, o di chi non e' abbastanza bravo da poter governare da solo.

 

Mettiamola cosi':
Visto che non posso governare come dico io xche' non ho i numeri per stare al governo da solo, taglio tutte le percentuali piccole in modo che solo io possa essere votato
credo che sia la solita porcata!!!

 
Di Muso (del 10/07/2007 @ 12:00:00 in Politica, linkato 1979 volte)
Eccomi di nuovo a scrivervi sulla o di politica.
Nuovo allarme signori, o si fa' il referendum o si muore. Come al solito, il problema e' diventato di primaria importanza, sembra che senza non si possa andare avanti e con si vada peggio.
Vorrei prima di tutto tranquillizzare chi e' in fibrillazione per il referendum, dicendo che se si votera', lo si fara' la primavera prossima. SE SI VOTERA', perche' non e' detto che vengano raccolte le firme sufficienti per l'approvazione.
A parte avvisare, chi ancora non ne fosse al corrente, che il referendum e' SOLO ABROGATIVO, quindi non puo' migliorare una legge se non TOGLIENDO pezzi giudicati errati, vorrei porre l'attenzione di tutti su un fattore che mi ha dato molto fastidio. Infatti siamo gia' stati avvisati, dai nostri solerti politici, che cmq vada il referendum, loro alla fine faranno il famoso LISTONE per essere eletti e poi formeranno i gruppetti in parlamento.
BRAVISSIMI e' proprio cosi' che ragiona un buon politico.
Io mi chiedo se non si vergognano solo a pensarle certe cose.
Ora vi spiego il musopensiero:
partiamo dal fatto, spero innegabile (anche se scommetto che il politico di turno riuscirebbe a negarlo) che lo stato e' al servizio dei cittadini. In questo caso cosa vorrebbe dire, che il popolo ha notato che questa legge elettorale non va' poi cosi' bene come ci avevano detto e che preferirebbe una modifica ponendo un po' piu' di difficolta' ai piccoli partiti che oggi tengono in pugno la o le maggioranze.
Concetto semplice e preciso, volete sapere come immagino la risposta sintetizzata dei politici:
"Chi se ne frega, puoi essere d'accordo o meno con noi, puoi se vuoi anche tentare di cambiare la legge elettorale, tanto noi sappiamo come organizzarci per fregarti ancora!!"
VERGOGNATEVI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Dire semplicemte cambiamo la legge, oppure accettiamo il referendum (sempre che raccolgano le firme e passi) e visto che gli Italiani ci dicono che la legge fa schifo, evitiamo di fare LISTONI per non avere lo stesso problema che gli Italiani stanno cercando di eliminare???
Incredibile, io inizio a vedere la classe politica che ci governa, piu' che come (io credo giustamente) definita CASTA, come un essere, una entita' vivente, riesce a darsi delle regole che puo' tranquillamente infrangere, se gli Italiani promuovono un referendum (vedi Ministero dell'Agricultura) riesce a girarci in torno e a fare cmq quello che vuole, l'importante e' che LA TORTA C'E, ME LA MANGIO IO E LE FETTE LE DO' A CHI VOLGIO!!!
Siamo messi veramente male, bisogna scardinare l'ingranaggio, smontare il gioco non credo che se si va' avanti cosi' . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .vabbe' domani devo andare a lavorare, dico solo . . . . . . . . . . . . . ma se liberallizzassimo il poolitico????

Dimeticavo, questo e' il sito del referndum ma sappiate che se firmate o meno, se votate SI o NO, cmq vada chi lo prende nel . . . siam sempre noi!
 
Di Muso (del 15/10/2010 @ 11:43:00 in società, linkato 1657 volte)

Cara Allieva, Caro Allievo,
In questi ultimi due anni stiamo assistendo a una campagna denigratoria, sempre più intensa e aggressiva, nei riguardi dell’Università italiana e di tutti coloro che onestamente vi operano.
E’ una campagna che rischia di demotivare profondamente tutti noi e soprattutto quei giovani che vi sono entrati da poco o che desiderano entrarvi.
E’ una campagna che può indurre legittimi dubbi in Voi e nelle Vostre famiglie.
Spesso le persone che incontro mi chiedono se è reale il quadro che viene rappresentato dai molti interventi riportati dai media, oppure se stiamo assistendo, forse senza rendercene conto, a un attacco teso a sfiduciare le università statali.
Appare legittimo il dubbio che vi sia il desiderio di sostituire l’ università pubblica con un sistema privato, devastando le aspettative di più di un milione e mezzo di famiglie italiane.
Noi, che  siamo allo stesso tempo insegnanti e ricercatori, ci sentiamo profondamente offesi perché ci si vuole delegittimare proprio di fronte alla comunità che abbiamo scelto di servire col nostro lavoro e con i nostri sacrifici.
Questi tentativi di delegittimazione fanno male a tutti noi che crediamo nell’università, che vi lavoriamo per formare e per traghettare Voi giovani dalla scuola secondaria al mondo del lavoro, per fare ricerca e servire il nostro Paese in cui ancora crediamo.  Ci fanno perdere l’entusiasmo, ci spingono a fare il minimo richiesto, ci allontanano dalla voglia di operare in un servizio che abbiamo scelto e in cui ancora crediamo. Vogliamo reagire soltanto perché, altrimenti, faremmo il gioco di chi ci vuole distruggere privandoci di quella libertà che, sola, permette di fare ricerca e insegnare a Voi giovani.
In questi giorni si parla di agitazioni dei ricercatori, di richiesta di sospensione delle lezioni, di volontà a non tenere insegnamenti,  di rivendicazioni  da parte di persone che possono sembrare fortunate perché hanno ancora un lavoro, ma alle quali  si sta togliendo quella speranza che li aveva spinti a rinunciare ad attività più remunerative per iniziare quel lavoro che a noi, più vecchi, è sempre parso il  più bel lavoro del mondo: fare ricerca e contemporaneamente insegnare ai più giovani.
Le aspettative di carriera dei più giovani sono deluse. Da più di tre anni non sono banditi concorsi per passare da ricercatore a professore associato e da associato a professore ordinario e non si può ragionevolmente prevedere il numero di anni che dovranno ancora passare prima che questi concorsi vengano banditi. Per non invecchiare senza speranza molti giovani valenti stanno vincendo concorsi per  posizioni di professore in università straniere e  coloro che vanno via non sono sostituiti da  colleghi stranieri che desiderino venire a lavorare in Italia.
Ci viene impedito di fare ricerca con colleghi stranieri anche se riusciamo a farci finanziare da enti pubblici o privati perché un nuovo dispositivo legislativo prescrive di spendere in missioni di lavoro meno della metà di quanto speso nel 2009.
Ci viene impedito di  continuare a offrire una formazione finora apprezzata dal mondo del lavoro perché un recente decreto ministeriale impone una riduzione di insegnamenti e corsi di laurea, indipendentemente dal numero di allievi iscritti. Forse il nostro Ateneo sarà costretto a ridurre le immatricolazioni oppure a chiudere attività didattiche che fino ad oggi hanno soddisfatto le esigenze dei territori in cui il Politecnico è presente.
Ci viene proposto un Disegno di Legge che, seppur necessario, presenta alcuni punti critici:

-         l’imposizione di forme di governo dell’Ateneo molto diverse da quelle da noi  adottate nell’ultimo decennio che ci hanno permesso di crescere nella reputazione internazionale

-         l’obbligo di assumere docenti provenienti da altre Università in un paese che fa di tutto per contrastare la mobilità a causa della carenza di servizi erogati

-         pesanti incertezze sul destino dei giovani ricercatori che lavorano con noi per la mancanza di una programmazione nella progressione delle loro carriere

-         scarsa attrattività della carriera accademica per le nuove generazioni poste di fronte a una serie di contratti a tempo determinato che aumenta il loro senso di precarietà.

L’approvazione di una legge che non tenga conto di queste criticità e di un programma pluriennale di finanziamento all’Università rischia di produrre una situazione anche peggiore dell’attuale.
Come si fa a gestire un Ateneo o a fare una programmazione adeguata quando ancora oggi non si conosce  l’ammontare del finanziamento statale del Politecnico relativo all’anno 2010?
Questa lettera nasce proprio dal desiderio di condividere con Voi questi sentimenti,  di chiedere la vostra comprensione, di cercare la vostra solidarietà.
Tutti noi del Politecnico vogliamo continuare la missione che da quasi 150 anni ci è stata affidata,  ma non possiamo  essere lasciati soli in balia di chi sta usando una falciatrice per fare di tutta l’erba un fascio, incurante di tagliare in un solo passaggio l’erba secca, quella verde e i fiori già cresciuti.
E’ proprio la capacità di distinguere il grano buono dalla gramigna che, insieme a Voi, indipendentemente da ogni fede politica,  vorremmo chiedere a questo nostro Paese. Vogliamo che non sia distrutto quanto di buono abbiamo, chiediamo con forza che si investa anche su quanto c’è di buono per renderlo ancora migliore.
Probabilmente molti di Voi si stanno ponendo un certo numero di interrogativi quali ad esempio: Cos’è l’autonomia dell’università? Le università sono tutte uguali? Chi sostiene economicamente le università? Perché i docenti fanno ricerca? Quali sono i doveri che la legge impone ai docenti universitari? Come si recluta un docente universitario? La ricerca italiana è così di basso livello come viene dipinta? E’ vero che le nostre università sono molto indietro nelle classifiche internazionali? I baroni esistono ancora? Il cosiddetto 3+2 è una iattura? Cosa vuol dire titolo legale?
A queste e ad altre domande, che potrete propormi scrivendo a comunicazione@polimi.it, sarà data una risposta sul sito Polimi nelle prossime settimane.
Cordiali saluti
Giulio Ballio

 
Di Muso (del 07/01/2008 @ 08:30:00 in Politica, linkato 1608 volte)

Oltre a segnalarlo lo copio integralmente, preso da : Voglio Scendere

Uno si ripromette per l’anno nuovo di essere più buono, di non fare il qualunquista, di trovare qualcosa che non va nelle invettive di Beppe Grillo, poi accende la tv o legge un giornale e diventa più cattivo, più qualunquista e più grillista.

La situazione è questa: la Campania affoga nei suoi escrementi dopo aver ingurgitato quelli di tutti noi. Bassolino e la Jervolino, invece di chiudersi in un cassonetto e sparire per sempre, opinano ed esternano come se fossero due passanti. Il Sole 24 ore, edito anche dall’Impregilo che s’è ingrassata a spese nostre sul non-smaltimento dei rifiuti a Napoli, pontifica sul “fallimento della classe dirigente” (esclusi i presenti, s’intende, cioè gli editori).

Per la strada si muore di freddo, nel senso che due clochard nella civilissima Roma del molto democratico Veltroni vanno al creatore per il gelo, mentre il molto democratico Veltroni insegue Berlusconi per un dialogo sulla riforma elettorale, ma trova occupato perché intanto il Cainano è partito alla volta di Antigua per farsi un’altra villa.

Mentre Torino seppellisce il settimo operaio della ThyssenKrupp, molto opportunamente D’Alema domanda ai compagni se siano per caso impazziti, ma non perché si fanno le pippe coi Vassallum, i Mattarellum, i Franceschinum, i Biancum alla francese corretti alla tedesca ritoccati alla olandese corrotti alla spagnola mentre nel mondo reale succede di tutto, bensì perché si fanno le pippe in ordine sparso.

Il Molto Intelligente Ferrara, in compenso, fa la dieta contro l’aborto, riuscendo a trasformare un’immane tragedia in farsa con la collaborazione della Binetti e di James Bondi, e nei ritagli di tempo chiede la grazia per Contrada: non per i morti in Irak e in Afghanistan, non per i morti sul lavoro, non per le vittime della criminalità e per gli avvelenati dai rifiuti, ma per Contrada, cioè per l’unico esponente dello Stato in galera per mafia.

Lamberto Dini, dal canto suo, si appresta a far cadere il governo se Prodi non accetterà a scatola chiusa 12 proposte che non risolverebbero uno solo dei problemi dell’Italia, ma in compenso riporterebbero Berlusconi al potere.

La Moratti, cioè Berlusconi con la lacca, riserva il centro di Milano ai ricchi che pagano, come se la merda che respirano i milanesi dipendesse da qualche auto in più o in meno (nelle pagine economiche, i giornali segnalano trionfalmente che ogni due italiani ci sono cinque auto e tutti ad applaudire la Fiat che ha fatto il miracolo).

Chiude in bellezza Mastella, che denuncia una gravissima intimidazione: un artista gli ha inviato un’opera d’arte e lui l’ha scambiata per una minaccia terroristica. Dulcis in fundo, i politici si aumentano di nuovo gli stipendi. Questo il bilancio, purtroppo provvisorio, dei “professionisti della politica”, gente che ha fatto le scuole alte. Quelli che invece non lo sono, come Rita e Salvatore Borsellino, trovano le sole parole adeguate per rispondere a Contrada e al suo pittoresco avvocato. E non a caso due professori prestati alla politica, come Prodi e Padoa Schioppa, riescono a far pagare un filo di tasse agli evasori e a sistemare un po’ i conti pubblici. Il che - di questi tempi e vista l’armata brancaleone che li sostiene - è un miracolo a cielo aperto. Infatti, nei sondaggi, sono impopolarissimi.

Ps. Dimenticavo: ieri, alle 13.30, il Tg1 dell’ameregano Johnny Raiotta aveva un lungo servizio sulle flatulenze dei canguri. Questa sì che è controinformazione.

 
Di Muso (del 12/04/2007 @ 00:56:15 in Spazio DIL, linkato 2231 volte)
E' questa la prima cosa che pensi quando senti parlare un politico, vedi un TG o accendi la TV??? Bene sei capitato nel posto giusto! Sono ormai anni che un senso di impotenza e rabbia mi pervade ogni qual volta la nostra societa' viene attraversata da quello che i media ci forniscono come CRISI DEL MOMENTO (sempre e comunque studiata e pre digerita a tavolino). Una volta e' la legge elettorale, una volta i referendum, le staminali, l'adozione, i pacs o dico, valletopoli, calciopoli . . gli ultra'!!!!!! Ad ogni problema corrisponde inevitabilmente e fatalmente . . la SOLUZIONE SBAGLIATA, almeno quella che ogni uno di noi ritiene errata o la meno efficace. Poi mi capita sempre piu' spesso di parlarne con amici o parenti, durante le fredde cene invernali o le magnifiche grigliate estive e capita la cosa piu' logica eppure inaspettata che ci sia, siamo tutti di comune accordo che le soluzioni proposte sono del tutto inutili e sicuramente lontane, oltre che da noi (che in fin dei conti siamo la societa'), dalla realta'. Tutto cio', sfocia in una voglia di migliorare, in una sentimento di cambiamento cosi' forte che mi sento esplodere il petto al solo pensiero. Ho dovuto convogliare questa energia in qualcosa di concreto perche', malgrado tutto, POSSO E VOGLIO CAMBIARE LE COSE. Non a mio piacimento ma secondo un rigore cosi' logico che sembrera' banale. Non voglio svelare tutto ora e vi rimando ai prossimi aggiornamenti per le spiegazioni di dettaglio. Quello che vi posso dire e' che ci chiameremo DIL (Democrazia In Linea) ma non per un senso di appartenenza politica specifica ma piuttosto perche' , spero condividiate il mio pensiero, credo fermamente che la svolta futura e' proprio nel senso stretto e originale della parola democrazia (Demos = popolo, Crazia = potere) NOI, il popolo, possiamo esercitare direttamente il potere!! Ed e' assolutamente fattibile, credetemi. Vi dico che e' e sara' cosi' , mi immagino il mio paese che riesce a prendere decisioni velocemente e condivise dalla maggioranza del popolo cioe' NOI. Inutile che ora vi dica a cosa serve il resto dell'acronimo "IL" ovvero In Linea. . . . . A questo giro mi fermo qui' con il raccontarmi e raccontarvi cosa c'e' che non va' in noi e cosa mi piacerebbe migliorare, anche perche' il senso di questo sito, che diventera' presto (ne sono convinto) un movimento, e' la certezza che non sono le mie idee a proseguire e crescere, non sarete voi a dover aderire alle mie idee nella speranza che rimangano coerenti, ma sono le NOSTRE idee, i nostri sogni, le soluzioni, che cresceranno di comune accordo e di volta in volta faranno parte del cammino che intraprenderemo INSIEME.
 

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