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 Uomini di Ferro... di Admin
 
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Non sono un Libertador. I Libertadores non esistono. Sono i popoli che si liberano da se'.

Ernesto Che Guevara
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Di seguito gli articoli e le fotografie che contengono le parole richieste.

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Di Muso (del 06/01/2009 @ 21:57:41 in Racconti, linkato 1621 volte)
…non riesco a dormire…il cartone mi è sceso sotto al culo…e mi sta gelando…
ci si è messa sta cazzo di nebbia…il freddo mi entra attraverso i vestiti..e attraverso le ossa…
apro gli occhi ed è ancora buio…
Sono le 6.30 del mattino..e non ci riusciro’ piu’…il lampeggiante dell’AMSA mi abbaglia gli occhi..speriamo non si prendano pure me…
Guardo di la’ il primo tram che parte…la città si sveglia..
Mi tiro su e mi appoggio al muro di sta’ cazzo di stazione…
Chissa’ quanti stronzi oggi partiranno per andare in montagna..al mare…fanculo a loro..
Ho la bocca impastata…ho ancora mezzo tavernello li..che faccio colazione??
No dai oggi è Natale e aspetto di brindare piu’ tardi…
L’alba è vicina…le macchine impazziscono…clacson che suonano..gente che urla…e la mia dose giornaliera di smog…
Passa una puttana…la guardo “che ti farei…se fossi ancora in grado…” ho 60 anni…e sono tutto rotto…fossi passata 30 anni fa…
Ora è giorno…quanta gente passa davanti a me…frenetica..nervosa…sare
i curioso di sapere quanta ne passa e dove va..
Be’ la stazione è casa mia oramai da diversi anni…e non riesco a vedere una persona per due volte di seguito..o forse si è quel giorno non volevo pensare ed ero ubriaco…
Passa una mamma con un bambino…il bambino mi guarda e mi indica…e dice..” mamma mamma guarda la barba..è babbo natale…e mi sorride…lo guardo e dico “ no non sono…” ci penso..” si sono Babbo Natale…ma ho avuto qualche problema…” la mamma sorride e abbassa la manina del bimbo…e lo prende in braccio e va..mentre il bambino mi guarda ancora..e mi saluta…ciao bimbo..
E Natale anche per me…
Cazzo..una fitta allo stomaco..questa non mi lascia in pace nemmeno oggi…
Ok sono le 12.00 provo a tirarmi su…ahi ahi…
Il mio giro di bar lo conosco…vediamo che si racimola…
Saluto “ IL CIOTTO” che mi fa vedere mezzo panettone che ha racimolato..sto’ stronzo..tutte agli altri le fortune…
Quanta gente che si bacia..e si fa gli auguri…va’ ci provo anche io…vedo l’autista di sto’ pulman..” ehi auguri” e mi becco il mio “ma vai a cagar!”
Sti milanesi cafoni …e sorrido..
Adesso è cosi’..dieci anni fa ti cagavo in testa amico mio!
Se avessi ancora la mia ditta…e va be’ me la sono voluta…ma quanto stronzo sono stato??? Mia moglie non aveva tutti i torti!!
…ma per quanto dovro’ ancora pagare? Dio è crudele con me…ma perche tutto sto’ accanimento?
Ci sono stronzi e piu’ stronzi di me…ma perche io?? Perche’ devo soffrire cosi’ tanto…odio tutto e tutti..perche devo morire cosi’?? un cenno..un segno..oggi ti prego si…è Natale anche per me guardami cazzo! Non vedi che freddo che sento??? Che fai mi guardi e basta?? Dov’è il tuo voler bene?? Non voglio morire cosi…
…fanculo al brindisi…fanculo a tutti…mi scolo sto’ mezzo tavernello…e mi rilasso…
Mi siedo qualcosa ho racimolato…be’ dai oggi qualcosa in piu’…sono le 16.00..la giornata e corta…e dal buio al buio..quasi non te ne accorgi…
Stasera molta gente brindera’…e per un attimo..lo so’ non mi fregate…per un attimo sarete felici..contenti…ma forse un po’ meno soli…
Io saro’ qui a pensarVi’…a preparare questa ennesima notte…a sperare di addormentarmi prima possibile…ma con la piccola gioia di essere stato babbo natale per un attimo..e di aver fatto contento qualcuno..
Oggi guardami nonostante tutto io ti credo!
…non riesco a dormire…il cartone mi è sceso sotto al culo…e mi sta gelando… ci si è messa sta cazzo di nebbia…il freddo mi entra attraverso i vestiti..e attraverso le ossa… apro gli occhi ed è ancora buio… Sono le 6.30 del mattino..e non ci riusciro’ piu’…il lampeggiante dell’AMSA mi abbaglia gli occhi..speriamo non si prendano pure me… Guardo di la’ il primo tram che parte…la città si sveglia.. Mi tiro su e mi appoggio al muro di sta’ cazzo di stazione… Chissa’ quanti stronzi oggi partiranno per andare in montagna..al mare…fanculo a loro.. Ho la bocca impastata…ho ancora mezzo tavernello li..che faccio colazione?? No dai oggi è Natale e aspetto di brindare piu’ tardi… L’alba è vicina…le macchine impazziscono…clacson che suonano..gente che urla…e la mia dose giornaliera di smog… Passa una puttana…la guardo “che ti farei…se fossi ancora in grado…” ho 60 anni…e sono tutto rotto…fossi passata 30 anni fa… Ora è giorno…quanta gente passa davanti a me…frenetica..nervosa…sarei curioso di sapere quanta ne passa e dove va.. Be’ la stazione è casa mia oramai da diversi anni…e non riesco a vedere una persona per due volte di seguito..o forse si è quel giorno non volevo pensare ed ero ubriaco… Passa una mamma con un bambino…il bambino mi guarda e mi indica…e dice..” mamma mamma guarda la barba..è babbo natale…e mi sorride…lo guardo e dico “ no non sono…” ci penso..” si sono Babbo Natale…ma ho avuto qualche problema…” la mamma sorride e abbassa la manina del bimbo…e lo prende in braccio e va..mentre il bambino mi guarda ancora..e mi saluta…ciao bimbo.. E Natale anche per me… Cazzo..una fitta allo stomaco..questa non mi lascia in pace nemmeno oggi… Ok sono le 12.00 provo a tirarmi su…ahi ahi… Il mio giro di bar lo conosco…vediamo che si racimola… Saluto “ IL CIOTTO” che mi fa vedere mezzo panettone che ha racimolato..sto’ stronzo..tutte agli altri le fortune… Quanta gente che si bacia..e si fa gli auguri…va’ ci provo anche io…vedo l’autista di sto’ pulman..” ehi auguri” e mi becco il mio “ma vai a cagar!” Sti milanesi cafoni …e sorrido.. Adesso è cosi’..dieci anni fa ti cagavo in testa amico mio! Se avessi ancora la mia ditta…e va be’ me la sono voluta…ma quanto stronzo sono stato??? Mia moglie non aveva tutti i torti!! …ma per quanto dovro’ ancora pagare? Dio è crudele con me…ma perche tutto sto’ accanimento? Ci sono stronzi e piu’ stronzi di me…ma perche io?? Perche’ devo soffrire cosi’ tanto…odio tutto e tutti..perche devo morire cosi’?? un cenno..un segno..oggi ti prego si…è Natale anche per me guardami cazzo! Non vedi che freddo che sento??? Che fai mi guardi e basta?? Dov’è il tuo voler bene?? Non voglio morire cosi… …fanculo al brindisi…fanculo a tutti…mi scolo sto’ mezzo tavernello…e mi rilasso… Mi siedo qualcosa ho racimolato…be’ dai oggi qualcosa in piu’…sono le 16.00..la giornata e corta…e dal buio al buio..quasi non te ne accorgi… Stasera molta gente brindera’…e per un attimo..lo so’ non mi fregate…per un attimo sarete felici..contenti…ma forse un po’ meno soli… Io saro’ qui a pensarVi’…a preparare questa ennesima notte…a sperare di addormentarmi prima possibile…ma con la piccola gioia di essere stato babbo natale per un attimo..e di aver fatto contento qualcuno.. Oggi guardami nonostante tutto io ti credo! Qui il link all'originale http://www.facebook.com/note.php?note_id=41003986138
 
Di morale (del 26/03/2012 @ 21:00:00 in Lo sapevi che , linkato 3250 volte)
tratto da: ilmegafonoquotidiano, come indicato dall'autore il seguente articolo e' coperto da Licenza Creative Commons

Il governo portoghese, nella morsa dell'austerità, abbandona il faraonico progetto ferroviario dentro il quale è progettata la Torino-Lione. Che fine fa il Tav su scala europea?

Checchino Antonini

Addio portoghese all’Alta velocità tra Lisbona e Madrid. E forse al famoso corridoio Kiev-Lisbona di cui fa parte anche la Torino-Lione. Il progetto era già stato sospeso nel giugno di un anno fa ma ieri la Corte dei Conti lusitana ha messo la parola fine alla grande opera annullando il contratto per la tratta principale, 150 km tra Poceirao e la frontiera con la città spagnola di Badajoz. Un appalto per 1,4 miliardi di euro, aggiudicato nel 2010 dal precedente esecutivo socialista. Il ministero di Economia ha confermato la priorità data alla realizzazione di reti ferroviarie transeuropee per i trasporti merci dai porti di Dines e Aveiro, per stimolare la competitività delle esportazioni portoghesi. La parte spagnola, fra Madrid e Badajoz, alla frontiera con il Portogallo, è già in corso di realizzazione. Madrid e la Ue hanno fatto molte pressioni su Lisbona perché su quel versante sono a rischio 133 milioni di euro di fondi europei.

«Lo sapevamo da un po’ che in Portogallo tirava un’aria pessima per quel progetto, e per la popolazione sotto l’austerity. Sapevamo anche che non c’era un progetto preciso. Anche a Kiev, l’altro capolinea, d’altronde, non ne sanno quasi nulla. E’ più l’Ue che premeva sul progetto. Sono infinite le prove che non serve a nulla quel corridoio», dice da una Valsusa ormai militarizzata, Nicoletta Dosio.

Ora sarà interessante capire non solo quali saranno le conseguenze sull’erario dell’annullamento, ossia eventuali penali. Ma soprattutto le ricadute sulla compagine europea dove la decisione portoghese è considerata un «problema politico». Anche in Portogallo il progetto Tgv aveva scatenato polemiche sull’utilità di una linea che avrebbe tagliato fuori pezzi di territorio dalle comunicazioni.

Tutto ciò accade proprio mentre i trasporti pubblici in Portogallo sono praticamente paralizzati dal secondo sciopero generale - con manifestazioni di protesta nelle principali città -contro l’austerità del cosiddetto piano di salvataggio da 78 miliardi concordato con Ue e Fmi l’anno scorso. La metropolitana di Lisbona e i traghetti sul Tago sono fermi da questa notte, treni e autobus circolano solo in servizio minimo. Lo sciopero è stato deciso dal principale sindacato del paese, la Cgtp, senza l’appoggio questa volta del secondo sindacato, l’Ugt, che ha invece aderito in gennaio ad un accordo con il governo del premier conservatore Pedro Passos Coelho sulla riforma del lavoro.

 
Di Muso (del 29/12/2007 @ 20:48:23 in Racconti, linkato 1462 volte)
Un tipo sta guidando la macchina, quando a un certo punto capisce di essersi perso.
Avvista un uomo che passa per la strada, accosta al marciapiede e gli grida:
- Mi scusi, mi potrebbe aiutare? Ho promesso a un amico di incontrarlo alle due, sono in ritardo di mezz'ora e non so dove mi trovo...
- Certo che posso aiutarla. Lei si trova in un'automobile, tra 40 e 42 gradi latitudine Nord e tra 58 e 60 gradi longitudine Ovest, sono le 12 e 23 minuti e 35 secondi e oggi venerd e ci sono 21,5 gradi centigradi...
- Lei un informatico? - chiede quello dentro l'automobile.
- Certamente. Come fa a saperlo?
- Perche’ tutto ci che mi ha detto "tecnicamente" corretto, ma praticamente inutile. Infatti non so che fare con l'informazione che mi ha dato e mi ritrovo ancora qui perso per strada!
- Lei allora deve essere un dirigente, vero? - risponde stizzito l'informatico.
- Infatti, lo sono. Ma... da cosa lo ha capito?
- Abbastanza facile: lei non sa' dove si trova, ne dove andare, ha fatto una promessa che non sa assolutamente come mantenere ed ora spera che un altro le risolva il problema. Di fatto, esattamente nella stessa situazione in cui si trovava prima che ci si incontrasse... ma adesso, per qualche strano motivo... risulta che la colpa la mia!
 
Di Muso (del 18/10/2009 @ 20:30:00 in Tecnologia, linkato 2514 volte)
In tutto tre notizie, due ottime e una (per par condicio) pessima.
Famose per la neve, le donne, le aurore boreali e gli orsi, Svezia, Danimarca e Finlandia sono alla ribalta per notizie che alle nostre latitudini sono fantascenza.
Inizio con la brutta notizia cosi' poi si va' alla grande con le altre due:
Sveziada TecnoZoom
è uno dei paesi europei tecnologicamente più avanzati, ed in cui l’alfabetizzazione informatica della popolazione è altissima. Nonostante ciò, un problema ad un aggiornamento di un software, durante una normale operazione di manutenzione, ha portato un black-out completo di tutti domini .se esistenti al mondo (circa 900.000 in totale).
Per alcuni il problema è rientrato in breve tempo, mentre altri hanno visto le tempistiche allungarsi anche ad alcune ore, a causa dell’aggiornamento della cache dei nameserver. Il problema, infatti, è stato individuato proprio nei Domain Name Server (DNS).
Danimarca: da La Stamapa
Il governo intende sperimentare un nuovo sistema, che premierà gli studenti migliori con l'accesso alla Rete durante le prove scritte.
Internet è in procinto di entrare nelle scuole danesi non solo come aiuto allo studio, ma anche come strumento accessibile durante gli esami. La notizia è apparsa online sul quotidiano Politiken ed è stata ripresa dal Guardian.
Per ora solo in via sperimentale, agli studenti con i voti migliori verrebbe data la possibilità di utilizzare pc connessi alla Rete, con la motivazione, dicono i responsabili, che non è necessario inibire l'utilizzo di accessori che hanno contribuito alla loro preparazione.
Come precauzione contro i plagi, sono previsti controlli da parte degli insegnanti, per rintracciare le pagine Web consultate dagli allievi durante le prove scritte.
Uno dei rischi probabili è che i più disinvolti con le tecnologie riescano a trovare il modo di bucare le protezioni e mettersi in comunicazione tra loro, o con persone esterne, tramite la Rete.
Sorge spontaneo chiedersi come se la caverebbero nel ruolo di supervisori tecnologici i professori italiani. Per il momento, attendiamo di conoscere gli esiti dei test danesi, che cominceranno nelle scuole  già dal prossimo autunno.

Ed ora veniamo ora alla vera notizia BOMBA ......
Finlandia : da Ilsole24Ore
La Finlandia rende l'accesso a internet veloce un diritto
I blog per appassionati di internet, come Techcrunch, brindano titolando: «Applausi alla Finlandia». Su Twitter, Finland è salita rapidamente tra le parole più discusse della giornata. La rete guarda alla penisola scandinava perché la Finlandia ha raggiunto un primato: è il primo Paese al mondo a rendere l'accesso a internet veloce un diritto. Il ministro dei trasporti e della comunicazione ha fortemente voluto la legge che obbligherà le telecom a offrire la banda larga a tutti i 5,3 milioni di cittadini finlandesi. Dal prossimo primo luglio anche i residenti nelle aree più remote potranno fare conto su un megabit al secondo.
Il Paese, già oggi, connette il 96% dei cittadini. In quanto a penetrazione della banda larga Danimarca, Olanda e Svezia fanno meglio. L'Italia è sedicesima, tra Spagna e Cipro (dati European competitive telecom association). L'obiettivo del provvedimento finlandese è migliorare la qualità della vita delle popolazioni remote, incoraggiare l'e-commerce e il banking online. Non finisce qui. La visione di lungo periodo è molto più ambiziosa: portare a tutti i finlandesi la connettività a 100 megabit al secondo entro il 2015. Cento volte più veloce di quella che oggi, per i cittadini finlandesi, è diventata un diritto.
 
Di Muso (del 17/10/2010 @ 20:30:00 in Tecnologia, linkato 2783 volte)
Ebbene si'! Sembra INCREDIBILE ma e' vero, telefonando da un telefono fisso al numero 190 non e' possibile parlare con un operatore, notizia confermatami anche da un negozio rivenditore Vodafone che dopo aver provato per piu' di 30 minuti dalla sua linea fissa, ha chiamato con il telefono di servizio (al quale ovviamente rispondono) e dopo aver fatto presente la problematica (io ho la sim che non va' e per saperne lo stato devo chiamare il 190 ovviamente da telefono fisso) la risposta e' stata . . . . . . . . . . NON SAPPIAMO COME FARE !!!!!!!!!!
Cmq per completezza di informazione nei vari menu' proposti dal risponditore automatico e' presente quello per il blocco della sim in caso di furto o smarrimento, inserendo il numero viene detto che la sim verra' automaticamente bloccata (balla) e che dopo risponde un operatore per la conferma.
Io ho provato, l'operatore ha risposto e la sim non e' stata bloccata pero' . . . . . la mia gia' non funzionava per altre problematice quindi . . . . . . a voi il rischio.
Ho avuto notizia (non suffagrata da prove) che Vodafone abbia abilitato un risponditore automatico "dinamico" cioe' si modifica a seconda del profilo utente che chiama il 190, assegnando anche un livello di priorita' per l'attesa.
Notizia che, visto quello che mi e' successo, considero verosimile ma non vera, se avete info in merito scrivetele.
 
Di Muso (del 14/12/2010 @ 20:30:00 in Informatica, linkato 3188 volte)
tratto da : Giampiero Granatella

I test unitari sono problematici quando ti trovi in un ambiente dove il contesto è fondamentale per far funzionare il tuo programma. Prendiamo ad esempio una servlet che ha bisogno di un application server (come Tomcat) per poter girare, o una EJB, o un qualsiasi programma che gira all’interno di un framework.

Come isolare il tuo programma, nascondendo l’ambiente, per poterlo testare? La soluzione è usare degli oggetti Mock, ogetti fittizzi che nascondono e fanno da interfaccia verso il mondo esterno.

In questo esempio userò EasyMock per fare il testing di una servlet isolandola dall’application server.

Ecco l’esempio di un mio test su una servlet che deve ricevere due parametri in ingresso: var_1 e var_2. La servlet leggerebbe i due parametri dalla request e poi li elabora all’interno del metodo doGet. Essendo il mio test fuori da un container devo nascondere HttpServletRequest tramite un mock object. Alla mia applicazione non interessa nulla di quello che la request fa o dovrebbe fare, interessa solo che mi restitutisca i miei due parametri.

EasyMock si comporta come un registratore (simile ad una macro): registriamo cosa l’oggetto deve fare e poi ci prepariamo ad usare la nostra registrazione quante volte vogliamo nei nostri test.

public class ServletTest extends TestCase {

public ServletTest(String name) {
super(name);
}

public void testGet() {
//passo 1.
HttpServletRequest request = createMock(HttpServletRequest.class);

//passo 2.
expect(request.getParameter("var_1")).andReturn("5");
expect(request.getParameter("var_2")).andReturn("10");

//passo 3.
replay(request);

//Passo 4.
//Oggetto del test
MyServlet servlet = new MyServlet();
try {
//esecuzione del metodo con Mock Object
servlet.doGet(request, null);
//TODO: verifiche...

} catch (ServletException e) {
e.printStackTrace();
fail("Servlet Exception");
} catch (IOException e) {
e.printStackTrace();
fail("IO Exception");
}
}
}

Un test con un easy mock si compone di quattro fasi:

  1. Creazione dell’oggetto mock  (metodo createMock) a partire da una interfaccia (HttpServletRequest) (passo 1)
  2. Addestriamo(registriamo) il nostro mock a come deve rispondere a particolari chiamate tramite i metodi expect() andReturn (passo2)
  3. Concludiamo la fase di registrazione e ci predisponiamo all’utilizzo con il metodo replay
  4. Utilizziamo il nostro mock nella nostra classe e verifichiamo i risultati

E questo è tutto, notate la semplicità e la pulizia offerte da EasyMock per registrare le sole funzioni che ci servono. Se volete utilizzare più volte un mock ricordate di usare il metodo reset per pulirlo prima di una successiva fase di addestramento.

Abbiamo visto come, tramite easyMock, possiamo effettuare test unitari nascondendo tutte quelle implementazioni di interfaccie dipendenti dall’esterno del nostro test.

 
Di Muso (del 05/12/2007 @ 20:00:30 in Informatica, linkato 2284 volte)

Finalmnte ho deciso di varcare il Rubicone e ho installato sul mio portatile la nuova versione di OpenSuse 10.3.
Inizio subito col dirvi che la cosa piu' complicata e articolata e' sicuramente fare il back-up del sistema esistente, che prevede una OBBLIGATORIA pulizia dello stesso. Incredibile quanto gli 80G di hard disk ti spingano a conservare cose veramente inutili. Cmq vi rimando all'articolo Pulizie di Natale per i dettagli.

Partiamo col creare una bella calda e accogliete partizione Linux Ext2 per il nostro nuovo sitema operativo (PartitionMagic a pagamento e GParted free).

Fatto questo si scarica l'immagine ISO di OpenSUSE si masterizza il DVD e . . . . . . . inserito il DVD viene installato un programmino di installazione della suese (al primo riavvio in modalita' windows vi verra' richiesto se volete disinstallarlo) che fa partire tutto il cinema, avete capito bene, ho scelto il cinema perche' non dovete dare molto altro che preme NEXT e accettare tutto il default.
Questa operazione ha installato l'OpenSUSE 10.3  e il GRUB che e' il boot-manager, cioe' quello che al prossimo riavvio (boot) vi permette di scegliere quale sistema operativo caricare (windows o linux).

Essendo un Java Developer ho deciso di installare NetBeans 6.0 e qui' ho dovuto scontrarmi con un problemino. Primo, la versione della JDK fornita con OpenSUSE non e' sufficiente per NB6 quindi vi conviene scaricare la JDK6 e installarla.

Una volta fatto questo anche l'installazione di NetBeans e' modello cinema.
Il probelma piu' grande lo incontrerete quando vorrete lanciare il vostro nuvo ambinte di sviluppo, lanciato da icona creata sul desktop . . . non parte e basta!!! Quindi aprite una shell e lanciatelo da riga di comando e, oltre a vedere il log dell'istruzione, avrete un messaggio a dir poco criptico:

xcb_xlib.c:50: xcb_xlib_unlock: Assertion 'c->xlib.lock' failed.

ERRORACCIO ! ! ! ! ! ! ! Dovuto alla libreria awt che non permette la visualizzazione dell'interfaccia.
Soluzioni:
sun-java5-bin:
sed -i 's/XINERAMA/FAKEEXTN/g' /usr/lib/jvm/java-1.5.0-sun-1.5.0.11/jre/lib/i386/xawt/libmawt.so
sun-java6-bin:
sed -i 's/XINERAMA/FAKEEXTN/g' /usr/lib/jvm/java-6-sun-1.6.0.00/jre/lib/i386/xawt/libmawt.so

OKKIO a mettere il path corretto che punti alla JVM che usa NB ! ! ! !

Letteratura a riguardo:
http://bugs.sun.com/bugdatabase/view_bug.do?bug_id=6532373
http://forum.java.sun.com/thread.jspa?threadID=782829
http://lists.debian.org/debian-devel-announce/2006/11/msg00010.html

Sito di supporto per la OpenSUSE in italiano:
http://www.suseitalia.org/

Ora avete Finito BUON DIVERTIMENTO ! ! ! !

 
Di Muso (del 13/10/2010 @ 20:00:00 in Lo sapevi che , linkato 1467 volte)

da noruff

Una sola sigaretta emette la stessa quantità di particolato di una automobile diesel euro 3 di 2 litri che giri al minimo per 100 minuti (Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, 2004).

Entriamo più a fondo, nel dettaglio del problema… fumo.

Cosa succede quando si accende una sigaretta?

  • Le sostanze che si liberano durante la combustione si condensano sullo strato successivo di tabacco non ancora acceso così che, ad ogni aspirazione, la loro concentrazione aumenta, e alla fine il loro contenuto relativo è circa 4 volte superiore che all’inizio.
  • Il fumo emesso direttamente dalla combustione del tabacco contiene concentrazioni maggiori di sostanze tossiche rispetto alla frazione di fumo espirata. Ciò è dovuto al fatto che durante l’inalazione il tabacco è bruciato ad una temperatura più alta che consente una più completa combustione degli agenti tossici in esso contenuti.

Alcuni degli agenti tossici e cancerogeni sviluppati durante la combustione della sigaretta sono i seguenti:

  • agenti tossici: ossidi di azoto, ammoniaca, monossido di carbonio, formaldeide, acetaldeide, acroleina, acido cianidrico, nicotina e altri alcaloidi, metalli (cadmio, arsenico, nickel, piombo), fenoli
  • agenti cencerogeni: nitosamine, formaldeide, amine aromatiche, idrocarburi aromatici policiclici, composti radioattivi (polonio 210, radon), benzeni.

Gli effetti tossico-irritativi e cancerogeni sono capaci anche di determinare significative compromissioni del sistema immunitario locale e generale. Il materiale che si ritrova nel filtro per effetto della combustione si definisce “catrame”.

Si è cercato di ridurre le concentrazioni di catrame e di nicotina presenti nella sigaretta, modificando le tecniche di crescita e di trattamento del tabacco, filtrando e diluendo il fumo attraverso l’uso di filtri di acetato di cellulosa e carbone attivo.

Il monossido di carbonio, invece, non è trattenuto da nessuno dei filtri oggi disponibili.

Le azioni lesive a livello polmonare, da parte dei fattori tossico-irritativi contenuti nel fumo di tabacco, sono molteplici e possono essere così riassunti:

  • Azione citolitica (ditruzione della cellula) diretta sulle cellule brachiali e parenchimali;
  • Ridotta rimozione delle sostanze nocive a livello delle vie aeree per compromissione della dinamica delle cilie ed importanti modificazioni a carico delle proprietà visco-elastiche del muco, per azione diretta sulla sua composizione e secrezione;
  • Degradazione delle componenti della matrice extracellulare ed alterazioni delle strutture connettivali di sostegno, esposte all’azione degli enzimi proteolitici rilasciati dalle cellule infiammatorie;
  • Ossidazione diretta sull’alfa-1-antitripsina che determina la riduzione fino al 50% dell’attività di questo enzima; la riduzione dell’alfa-1-antitripsina è responsabile delle lesioni distruttive della matrice connettivale tipiche dell’enfisema.

Le alterazioni strutturali a carico della parete bronchiale, il danno ipersecretivo e l’incapacità funzionale della difesa meccanica (clearance mucociliare), bio umorale e cellulare favoriscono le aggressioni ripetute da parte di agenti patogeni batterici e virali. Il fumo, poi, stimolando una parte del nostro sistema nervoso (adrenergico) può favorire la vasocostrizione o gli spasimi delle arterie (soprattutto delle coronarie). Smettendo di fumare il rischio si riduce dopo solo un anno di astinenza. Dopo 20 anni diventa simile, ma sempre un po’ superiore a quello di chi non ha mai fumato.

Il ripetersi degli episodi infettivi porta alla cronicizzazione del processo fisiologicocon eventi lesivi dei tessuti interessati e riparativi anormali, che si susseguono  e che conducono, inevitabilmente, ad alterazioni anatomo-funzionale irreversibili a carico di tutte le vie aree, soprattutto di quelle periferiche.

Per quanto riguarda il sistema cardio-vascolare, il fumo è la causa principale di malattie coronariche in uomini e donne e si associa al 30% delle morti causate da malattie coronariche ed e’ causa di:

  • Aumentato rischio di morte improvvisa.
  • Aumentata mortalità perioperatoria in pazienti con by pass coronarico.
  • Aumentato rischio di morte per aneurisma addominale aterosclerotico.
  • Aumentato rischio di vasculopatia periferica aterosclerotica
  • Azione sinergica con ipertensione ed ipercolesterolemia con forte aumento del rischio di coronaropatia e infarto.
  • Aumentato rischio di malattie cerebrovascolari.
  • Aumentato rischio di sviluppare emorragie cerebrali in donne che usano contraccettivi orali.

E POI L’INCIVILTA’ DI MOLTI  FUMATORI “RIFIUTI DI CICCHE” AVUNQUE!

 
Di Muso (del 14/02/2011 @ 20:00:00 in Informatica, linkato 2563 volte)
tratto da : capitanfuturo

Oggi sono un pò "cattiverioso" come dice il caro Marco e vi racconterò di una bella storia da buttare nel cestino, in seguito all'attento lettore sarà tutto più chiaro. I protagonisti di questa storia informatica sono uno gnomo, un koala che ogni sei mesi si traveste da animale diverso e un pò di utenti irriverenti ma non per questo meno divertenti.
La storia ha inizio quando l'utente umano carica una pen-drive, ci lavoricchia un pò, cancella dei file e quando è tempo di andarsene prova a smontare il dispositivo con annessa finestra della discordia:
Cosa vi aspettate che faccia questa dialog? Sinceramente mi aspetto esattamente quello che fa: prende onestamente i file contenuti nel cestino e li elimina. L'inghippo sta nel fatto che per l'utente non è chiaro che i file in questione non sono quelli del cestino dell'utente ma di un cestino, una directory di nome .Trash-1000 che viene creata e gestita sul dispositivo montato. La directory è nascosta in Linux mentre in Windows no.

Attuale work around
Mi sembra onesto e plausibile come comportamento: predispongo un sistema sicuro sul device e poi sarà l'utente a scegliere: se non si vuole spostare i file nel cestino li si può sempre eliminare con la combinazione di tasti SHIFT + CANC oppure abilitare nel menu contestuale di Nautilus l'icona per l'eliminazione.
Se siete interessati a quest'ultima soluzione potete accedere a Nautilus (l'esploratore dei file in Gnome), dal menu Modifica selezionare la voce preferenze. Si apre una finestra come quella sottostante. Dalla scheda Comportamento abilitate il flag Includere un comando «Elimina» che scavalchi il cestino.
A questo punto per ogni file con il tasto destro, dal menu contestuale comparirà la voce "elimina..."

Si può far meglio!
Tornando a noi, cerchiamo di capirci qualcosa cercando tra i vari issue tracker di Gnome e Ubuntu. Il punto della diatriba è che queste cartelle nascoste vengono sempre generate e si accumulano nel dispositivo come mi capita giornalmente quando sono a casa.
Perchè non eliminarle?
Secondo la risposta di Sebastien Bacher: bug 362050 Empty trash' on flash drive leaves unnecessary '.Trash' folder commento 3, la cosa non viene fatta di default perchè in alcuni file system non si hanno i permessi per poter scrivere e il malcapitato utente dovrebbe crearsi manualmente tutte le volte la cartella del cestino per poterla usare e poi cita il comportamento da prendere come esempio: il caso di Windows che come sempre fa quello che vuole e nessuno può aprir bocca. No comment.
Did you read my comment before? there is filesystem where you will have no such directory until you create one manually to say that you want one, if the system was to delete if for you every time you unmoun the drive you would have to do this work every time you plug the key, not really a win for users, the microsoft folder is already available under linux and nobody at microsoft will modify their os to delete their special directory that's not much different, that seems extra trouble, work and issue for a small cosmetic change
Ma vediamo un pò come questo comportamento viene recepito dall'utente umano. Cito un commento (non chiedetemi di tradurre...) dal bug di Launchpad correlato #12893 Shouldn't put .Trash-$USER on removable devices dove viene richiesto esplicitamente di non gestire proprio il cestino nei dischi removibili... praticamente una non soluzione:
Please, remove the creation of the .Trash-$USER folder in removable drives, completly, is an incredible pain in the ass for human users.
Thanks
Ma perchè se nella maggior parte dei casi sarebbe auspicabile poter eliminare tutto non lo si può fare in modo automantico? Se me la devo creare a mano, allora sicuramente sono un utente a conoscenza del problema e vorrei semplicemente avere la possibilità di scegliere cosa fare come viene proposto nella descrizione di questo bug #138058
I use nautilus to move pictures from my digital camera to my computer. Several times after deleting items on the camera, I have forgotten to empty the trash, so a large fraction of the memory stick is filled with a .Trash folder that I can't remove with the camera's file managment functions. It would be nice if nautilus would ask before unmounting a removeable device with files in the trash. What's needed is a dialog asking something like "There are 24 files totalling 30 megabytes in the trash on /mnt/digicam. Do you want to delete those files now? (Delete Files) (Keep Files) (Don't Unmount)".
Giusto, ho bisogno di un pulsante in più, una nuova funzionalità che mi chieda di rasare via tutto se lo voglio, ma questa funzionalità sarà disponibile in GNOME 2.16 come domandava tomi nel lontano 2006 sempre nello stesso bug al commento 24?
tomi 2006-10-20 10:05:31 UTC Comment 24
Is this funcion now added in GNOME 2.16 or not
Sven Herzberg [developer] 2006-10-20 16:37:39 UTC Comment 25
i don't think so
tomi 2006-10-20 17:46:05 UTC Comment 26
great! Do they even do anything smart with their releases
e vissero felici e contenti!
 
Di Muso (del 17/07/2011 @ 20:00:00 in Tecnologia, linkato 12892 volte)
Dopo anni di ottimo servizio il mio MySky collegato al proiettore da ieri mi da' qualche problemino:
"Autenticazione HDCP fallita"
essendo sempre piu' probabile un problema degli apparti sky che altro, provo a scrivere al servizio tecnico che cosi' mi riponde:

la informiamo che il messaggio “Autenticazione HDCP Fallita” appare quando il televisore non decodifica correttamente il formato di protezione HDCP adottato su tutti i canali Sky.
 
Per una possibile risoluzione le consigliamo di spegnere e riaccendere il televisore e, se il messaggio di errore dovesse essere ancora presente, di scollegare e successivamente ricollegare il cavo HDMI (cavetto nero collegato all’uscita HDMI del decoder) sia sul decoder che sul televisore.

In caso il disguido non si risolva le consigliamo di staccare e riattaccare il cavo di alimentazione del decoder.

 
Le ricordiamo inoltre che il decoder Sky HD o My Sky HD, per il suo corretto funzionamento, deve essere posizionato in luogo areato lasciando almeno 10 cm di spazio libero per ogni lato.

certo la probabilta' che non avessi gia' provato e' molto alta, stasera riprovo e prima di riaccendere conto fino a 10 e faccio una giravolta . . .gurdo in su . . . guardo  in giu . . . . . .   :))))) 

Forse che la soluzione risieda tra le ultime righe della risposta ???
Secondo me, se chiamassero le cose con il loro nome, ........si chiama SURRISCALDAMENTO, quel macinino rimane sempre acceso e raggiunge temperature da caffettiera..appunto !!!!
 
Di morale (del 23/01/2012 @ 20:00:00 in Recensioni, linkato 14517 volte)
Data la straordinaria ondata pubblicitaria, l'indubbia convenienza di un conto on-line a zero spese, l'apertura di filiali e con l'aggiunta di uno smart-phone in omaggio, ho deciso di aprire un Conto Corrente Arancio.
Mi sono recato nella loro filiale il 14 Dicembre e ho sottoscritto il modulo di richesta apertura conto. Come da prassi sono rimasto in attesa della documentazione che doveva pervenire, per posta al mio domicilio, in pochi giorni.
Trascorsi una decina di giorni contatto il servizio clienti che mi rassicura sul fatto che a breve sarebbe arrivato tutto. Passano altri giorni e, non ricevendo nulla, li ricontatto, questa volta c'era un problema sull'indirizzo di spedizione, la via in cui abito era censita male, risolvono il problema e mi assicurano che in un paio di giorni la documentazione arrivera' per posta.
Trascorrono altri giorni e altre telefonate dove vengo sempre rassicurato sull'imminenza dell'arrivo della documentazione, talmente imminente che a momenti mi giuravano che il postino stava per suonare alla porta.
Arrivati al 23 gennaio, stanco di aspettare, ricontatto per avere chiarimenti e questa volta, come per magia, si scopre che ci sono dei problemi interni nell'apertura della pratica. La richiesta e il modulo da me compilati in filiale sono arrivati correttamente e registrati correttamente . . . ma . . . . . .non si capisce cosa sia successo, un'anomalia, la pratica non prosegue.
A questo punto, da una banca, una persona normale si aspetta un comportamento normale e invece  . . . . . "NON POSSIAMO SAPERE QUANDO L'ANOMALIA VERRA' RISOLTA" . . eehhhhh!!!  cosaaaa!!!!! Non posso aprire il contro corrente e non sapete nemmeno quando potro' farlo ? ? ? ?
Lasciamo stare il fatto che al giorno d'oggi chi vuole aprire un conto corrente dovrebbe, non solo essere coccolato, ma anche corteggiato e incoraggiato, cmq, sicuramente, dovrebbe essere almeno preso in considerazione.
Purtroppo le innumerevoli contraddizioni riscontrate nelle risposte degli operatori del call-center, evidentemente indaguati al ruolo, il fatto che un istituto bancario che fa' dell'on-line il suo prodotto di punta, che pubblicizza il suo rapporto con il cliente, non si puo' permettere di fare una cosi' brutta figura e dare una immagine di cosi' bassa affidabilita'.
Ero e sono un contento possessore di conto arancio (quello legato a un conto corrente fisico presso altri istituti) e non ho mai avuto nessun problema, ne con il conto ne con ING DIRECT, questo mi ha fatto subito pensare a un'ottima opportunita' l'aprire un conto corrente presso di loro, purtroppo ho constatato che in caso di problemi la risposta di questa banca e' praticamete nulla se non al limite della presa in giro.
Ho buttato via piu' di un mese per problemi interni di ING DIRECT, senza mai essere contattato da loro quindi alla fine non apriro' il conto corrente e lo sconsiglio vivamente a tutti.
 
Di Muso (del 21/08/2008 @ 18:54:00 in Informatica, linkato 1805 volte)

Da geekissimo:

La cosa che mi da più fastidio delle registrazioni on-line è la necessità di dover inserire il mio indirizzo e-mail per poi confermare, attraverso un link, la mia registrazione.
Fortunatamente ho trovato di risolvere il problema: un servizio on-line che mi permette di creare in 2-3 secondi il mio indirizzo e-mail personalizzato.
Il servizio si chiama FilzMail ed usarlo e una cosa veramente banale.
Tutto ciò che bisogna fare è scegliere un nome utente e premere sul tasto “create filzmail”.
Fatto ciò avremmo la nostra nuovissima casella di posta che sarà composta da: nomescelto@filzmail.com!!! Quanto ci avremmo messo? 5 secondi al massimo!!!
Ogni casella e-mail ha una durata di 24 ore… Dopo questo periodo tutto il contenuto e lo stesso indirizzo si distruggeranno in maniera completamente automatica.
Possiamo estendere la durata del nostro indirizzo e preservane il contenuto per altre 24 ore in maniera completamente gratuita utilizzato l’apposito tasto.
In qualsiasi momento è possibile cancellare l’indirizzo e-mail e il contenuto semplicemente utilizzando il tasto delete.
 
Di Muso (del 15/05/2009 @ 17:53:08 in società, linkato 4477 volte)
Fortunatamente ne avevo gia' sentito parlare e sono riuscito a scamparla, quindi ne posso scrivere con traqullita'. L'altra sera stavo raggiungendo in auto alcuni amici per un aperitivo in zona Loreto. Giunto in zona noto una macchina che, fermo al semaforo, mi accosta a destra in uno spazio abbastanza angusto ma sufficiente a contenere un'auto. Allo scattare del verde parto per primo e .... " STOCK " sento un colpo secco e asciutto come una pallonata sulla portiera di un'auto. Essendo sicuro di non aver urtato nulla proseguo la marcia, purtroppo ero appena stato vittima dell'inizio di una truffa. Inpochi secondi vengo raggiunto da quella stessa macchina che mi aveva affiancato al semaforo che lampeggia e suona, vuole che io mi fermi. Fortunatamente mi ricordo della metodologia di questo tipo di truffa e quindi chiudo la macchina con la chiusura centralizzata e imposto sul cell il numero dei carabinieri. Fatto questo mi faccio accostare dal veicolo che mi segue ed entrambi abbassiamo il fienstrino per parlarci. Nell'altra auto tre persone, stranieri, il conducente approccia con un "Puoi almeno chiedere scusa?" ...... di cosa ? Mi domando. Conoscendo gia' la risposta, in questo tipo di truffa ti devono far credere che gli hai toccato e rotto lo specchietto, in questo modo possono farti scendere dall'auto e con la scusa dell'intimidazione e del "Lo metto a posto io", spillarti un po' di soldini. Proseguendo nel racconto, gli chiedo scusa ma gli facico capire che non credo di essere stato io e che non ho intenzione di fermarmi per colloquare amichevolmente (questo e' quello che mi vuole far credere) con lui / loro. Proseguo per la mia strada e vengo ancora inseguito e raggiunto ad un nuovo semaforo dall'auto dei truffatori. Il guidatore scende, telefono alla mano e mi dice che devo accostare per risolvere il problema altrimenti chiama i carabinieri. Gli rispondo che se vuole li puo' chiamare e che non credo di avergli procurato nessun danno, il semaforo scatta e riparto. A questo punto pero' chiamo io il 112 e inizio a spiegare la situazione, sopratutto dove sto per fermarmi, in modo da essere raggiunto da una pattuglia, scelgo cmq una via trafficata (non e' difficile a milano), magari di fronte a un bar o una scuola, dove, nel caso peggiore, ci possa essere qualcuno che ti aiuti. Appena fermo verifico di nuovo la chiusura dell'auto e abbasso il finestrino. Il ragazzo alla guida scende dalla sua auto e mi raggiunge di nuovo, vuole fare l'amicone, si presenta "Luca", "Guarda che non voglio casini, pero' se mi costringi chiamo i carabinieri", nel frattemopo all'aulicorare "Riesce a vedere la targa?". .. . purtroppo l'auto e' troppo vicina e non riesco a vedere nulla, pero' avviso che sono in tre che sono fermo in via xx e che uno e' sceso per parlarmi. Ora Luca e' abbastanza alterato, vede che non voglio scendere, che mi sono chiuso dentro e che sono al telefono!!! Prova la via dell'orgolio "Ma che sei un uomo o no, hai paura e ti sei chiuso dentro, guarda che tanto chiamo i carabinieri", a questo ultimo affronto rispondo con molta calma, "Guarda sono giusto al telefono con la centrale, stanno per mandare una pattuglia, se hai la pazienza di attendere qualche minuto risolviamo la ...." io ho allungato la frase per farne comprendere il senso, Luca pero' deve essere molto perspicace perche' al "sono al telefono con la centrale..." aveva gia' capito tutto e mandandomi ........ dove potete immaginare corre in macchina, fa inversione e scappa. La manovra pero' non e' stata vana, infatti riesco a vedere chiaramente la targa e leggerla all'operatore che era al telefono e quindi completare la segnalazione. Alla fine della telefonata vengo avvisato che nel caso li prendano posso sporgere denuncia per tentata truffa, io sarei per una punizione differente, pero' non e' politically correct, quindi niente. Finita la storia mi piacerebbe dare una morale o fare delle considerazioni, pero' a botta calda sono un po' belligerante e preferisco soprassedere, vi dico solo di tenere sempre gli occhi ben aperti, l'inculazio e' sempre dietro l'angolo.
 
Di Muso (del 04/05/2007 @ 17:30:00 in Racconti, linkato 2724 volte)

C’era una volta . . . . . . . . . . . . . . .

è cosi’ che iniziano tutte le piu’ belle fiabe che conosciamo. Questo, che mi accingo a raccontarvi, non e’ un racconto, si avvicina di piu’ alla leggenda, una di quelle storie che vengono tramandate oralmente, le cui origini si perdono nella memoria e nel tempo e che i confini tra relata’ e mito sono offuscati dalle aggiunte o omissioni che i vari cantastorie hanno fatto nell’arco di questi . . . . . . . pochi giorni!!!!!!!

Correva l’anno 2007, un anno eccezionale per molti ma non per tutti, un caldo da record e la siccita’ preannunciata dagli indovini, particolari non trascurabili da tenere a mente, che per i nostri protagonisti, sentirete in seguito, hanno creato non pochi problemi.

Ci troviamo nella contea di Carbonate, uno di quei posti dove ancora, per strada, ci si saluta per nome, dove allo scattare del giallo si frena invece di accelerare. Un posto immerso nel verde, circondato da un bosco . . . . . . e proprio il bosco tra Carbonate e Appiano Gentile, e’ il luogo dove incontreremo in nostri protagonisti, (per il rispetto della privacy li chiameremo cosi’) Luis, Mici e Papoz. È un bel mattino di aprile, la brezza che ricopre i prati, all’interno del bosco si tramuta in un brividino che percorre la schiena.

Eccoli la’ in fondo, mi sembra ancora di vederli, tra i raggi di sole che filtrano dalla folta vegetazione, in fondo al sentiero, avanzano incoraggiandosi a vicenda, stanno per compiere la loro impresa, stanno correndo incontro al loro destino, stanno correndo. . . . . appunto, corrono!!

A prima vista sembrano riposati, freschi, baldanzosi, proseguono a grandi falcate verso l’inesorabile, ancora non possono nemmeno immaginare cosa gli accadra’ tra poco. Sono mentalmente preparati e pronti, esattamente come il loro abbigliamento, non hanno lasciato nulla al caso, nulla di insondato, ogni piu’ piccolo dettaglio e’ stato curato in modo maniacale, d'altronde sappiamo che in questo campo non c’e’ spazio per il minimo tentennamento, per il minimo errore. Abbiamo tutine traspiranti ultraleggere con inserti catarifrangenti, fascette assorbi sudore, scarpini all’ultimo grido (AIUTOOOO!!!!) leggere e performanti con l’inserto del contachilometri collegato con l’i-pod per la musica, che dire dell’orologio conta battiti e passi, una cosa sola manca ai nostri ragazzi per completare l’avventura, . . . . . . un fisico all’alltezza!!

Ovviamente non sono piu’ dei ragazzini, ma in mezzo alla natura, grazie al cameratismo e ottimismo che li contraddistingue si lanciano a testa bassa in quella che possiamo definire “l’avventura di una vita” il riscatto agli occhi di tutti, soprattutto di chi non ha mai creduto in questi metodi, non ha mai creduto nello spirito che li guida, non ha mai creduto . . . . bhe’ possiamo dirlo . . . . non ha mai creduto in loro!

Tutto era tranquillo, il brusio del vento, il cinguettio degli uccellini, il frullare di ali al loro passaggio, il tonfo cadenzato come un metronomo dei loro passi, il respiro profondo quasi ….affannato, oserei spingermi fino a trafelato. Ebbene si’, e’ passata poco piu’ di un’oretta e i nostri eroi sono leggermente provati, molto sudati, direi decisamente stanchi. È a questo punto che la mente entra in gioco, è qui’ che avviene la selezione naturale, è qui’ che il vero campione tira fuori gli attributi e sopperisce alle mancanze fisiche con la volonta’. I nostri protagonisti ora hanno un solo pensiero che li pervade “la crisi ipoglicemica”!!!!!

Non riescono a pensare ad altro, svanisce il bosco, si attutiscono i rumori, si annebbia la vista e solo il cuore il protagonista, batte batte batte sempre pu’ forte vuole sempre piu’ ossigeno, lo senti nelle orecchie, negli occhi, nel petto e . . . . . . . . non ce la fai proprio piu’! Ma visto che i nostri ragazzi non sono di primo pelo, appena prima della crisi, un ultimo briciolo di zucchero va a cozzare col neurone sudato di Luis, questo incontro fa partorire un’idea malsana, che gettera’ ombra sull’impresa dei tre, ma che tutti riconoscono come unica via di uscita da un collasso ormai certo: E-TI TELEFONO A CASA!!

A questo punto, dietro l’ultimo cespuglio, ecco comparire inequivocabili segni di vita intelligente, un vociare di persone, una insegna luminosa “SALI E TABACCHI”, la salvezza!!! Sicuri di poter ricevere il ricercato aiuto, si presentano all’interno del bar e Luis chiede con antica gentilezza se fosse possibile utilizzare per pochissimi minuti e solo per una volta il telefono, in cambio offriva uno dei suoi fantastici e inimitabili sorrisi. . . . . . . . . . . come? . . . . . . anche voi come il padrone del bar, pensate sia troppo poco ?!! Avete ragione, per quel poco che potevano offrire sono stati allontanati in malomodo.

Per niente scoraggiati da questo primo e, pensavano isolato evento sfortunato, si allontanarono da baretto in cerca di un buon samaritano che potesse farli chiamare con il cellulare e quindi mettere fine alla loro sofferenza. La ricerca fu affannata, era questione di vita o di . . . . . . . . il tempo era la chiave di tutto, dovevano fare in fretta, la crisi era dietro l’angolo, dopo il bar, e stava arrivando per loro, li avrebbe presi e trascinati nel baratro. Chi meglio di un ciclista poteva fare al caso loro, sicuramente il ciclista della domenica porta con se’ un mezzo di comunicazione moderno, non so’ magari quel bel telefonino ultraleggero che i tre si sono regalati da poco ma che hanno lasciato volutamente a casa, sul tavolino di fianco alla frutta e ai soldi.

Il tempo passa, i ciclisti anche, ma nessuno che si degna nemmeno di fermarsi, come dare torto ai malcapitati, in fondo i tre hanno facce poco raccomandabili, sono rossi in viso, sudati e dall’aspetto malaticcio. Anche gli extracomunitari rifiutano loro l’aiuto e li appellano con un semplice “va a laurà barbun!”. Come in preda ad un attacco di panico ed essendo ormai accomunati dallo stesso problema, decidono di comportarsi come un branco, questa e’ l’idea, accerchiare e attaccare tutti insieme.

La fortuna, che in questo caso sorride ai nostri protagonisti, manda in contro al branco una coppia di indifesi nonnetti al consueto passeggio domenicale. Adocchiata la preda e’ bastato un solo sguardo del capobranco per dare il comando di attacco, in pochi istanti le prede sono state accerchiate e non hanno potuto esimersi da concedere il loro vecchio telefono cellulare al capo, a Luis.

Una chiamata veloce, hanno garantito, poi lo avrebbero restituito. In effetti la chiamata fu breve, un pochino piu’ lunghi furono gli insulti che arrivarono dalla casa madre, impegnata nello svolgere attivita’ ricreative per i cuccioli. Impacchettata la piccola Jessica ehm…. Scusate , impacchettata la piccola Maty, la mamma Franpesca, come tutte le buone e brave chiocce, si precipita in aiuto di quello che in quel momento risulta essere il piu’ piccolo e indifeso della famiglia.

È purtroppo cosi’ che si conclude l’avventura di Luis, Mici e Papoz, iniziata come un riscatto e finita con l’autostop. Forse e’ meglio cosi’ sono queste le storie piu’ belle, quelle che iniziano sembrando chissa’ cosa e finiscono come leggende tra gli amici.

Ma noi li vogliamo ricordare cosi’, vestiti di tutto punto, pronti anche per la maratona di NewYork, correte ragazzi correte, la strada per evitare le figure di merda e’ ancora LUNGA!!!!

 
Di Muso (del 08/11/2011 @ 17:04:15 in Blogosfera, linkato 2717 volte)
tratto da: Andrea Beggi, come indicato dall'autore il seguente articolo e' coperto da Licenza Creative Commons

La sicurezza della maggior parte dei nostri account dipende da un solo fattore di autenticazione, il che è abbastanza rozzo e non particolarmente sicuro; questo fattore è la password: un oggetto che può essere indovinato, forzato, smarrito, trovato in un cassetto e così via. In pratica, per accedere a un sistema, oltre al nome utente mi basta “qualcosa che so”.

Aggiungere un fattore aumenta drasticamente la sicurezza, oltre a “qualcosa che so”, mi serve “qualcosa che ho”. Un esempio noto a tutti è il bancomat: il PIN (che “so”) non serve senza la tessera (che “ho”). Un caso simile sono i token forniti dalle banche per i servizi online, ma in quel caso la sicurezza è ulteriormente incrementata perché si aggiunge il fattore tempo: le password che il token mi aiuta a generare non sono riutilizzabili (one-time password) e funzionano solo in un determinato arco di tempo.

Qualcuno potrebbe obbiettare che anche “qualcosa che ho” può essere rubato, e infatti il terzo strato di sicurezza è quello biometrico: “qualcosa che sono”. Impronte digitali o della retina o vocali, o altre forme di identificazione personale possono essere utilizzate per raggiungere un livello di sicurezza molto elevato, se combinate con i fattori visti prima. (Se poi vi picchiano per estorcervi la password, vi rubano il portafoglio per la tessera magnetica e vi cavano un occhio perché serve la vostra retina, avete un problema più grosso).

La password del vostro account Google vi fa accedere  alla vostra casella Gmail e a tutta la serie dei servizi forniti da Big G; inoltre serve per autenticarsi su tutti quei siti di terze parti che avete autorizzato nel tempo. E’ evidente che si tratta di qualcosa che deve essere custodito con la massima cura e deve essere ragionevolmente complesso.

Google stessa ha tutto l’interesse perché  il bouquet della sua offerta sia il più possibile sicuro, in modo da tranquillizzare gli utenti che vi si sono affidati. Per questo ha introdotto la possibilità di attivare su tutti gli account la verifica in due passaggi. Il processo è spiegato in dettaglio nella pagina dedicata. Vediamo di chiarire alcuni dubbi che potrebbero sorgere.

Intanto: come funziona? Una volta attivata, per accedere al vostro account Google (il caso più frequente è la posta), dovrete inserire come sempre la vostra password, dopodiché vi verrà richiesto un codice numerico che verrà immediatamente mandato via SMS. Al momento dell’inserimento, potete decidere se mantenere “registrato” il computer che state usando per un periodo di 30 giorni. Cosa significa? Se decidete di non registrare il computer, il codice verrà richiesto anche agli accessi successivi, mentre nel caso opposto passerà un mese; potete quindi discriminare tra un computer “temporaneo” ed il vostro.

Anche se la password viene rubata o intercettata, un malintenzionato non potrà accedere alla casella perché sprovvisto di PIN, e quello che avete usato sul computer non sicuro è scaduto pochi secondi dopo l’utilizzo. In pratica, il PIN rende la password ogni volta nuova, unica, utilizzabile una sola volta e in un arco ristretto di tempo. Non male.

Analogamente alla spiegazione precedente, adesso i fattori sono due: qualcosa che “sapete” (password) con qualcosa che “avete” (il cellulare). Inoltre, la sicurezza è ulteriormente aumentata dalla password one-time che scade dopo pochi secondi. Naturalmente in questo caso la vostra password originale non cambia, è l’unione con il PIN che la rende unica ogni volta. Anche se qualcuno viene a conoscenza, indovina o ruba la password, essa è inutile senza il vostro cellulare.

Per attivare la verifica in due passaggi (2 step authentication) è necessario collegare un telefono cellulare al vostro account Google. Il numero verrà utilizzato solo per l’invio dei PIN necessari all’autenticazione. Se possedete uno smartphone, potete anche utilizzare in alternativa un’apposita applicazione gratuita fornita da Google. Il dispositivo va autorizzato tramite un codice o un QR code, e da quel momento in poi il PIN sarà fornito da Google Authenticator, che in pratica trasforma il vostro smartphone in un token software concettualmente analogo ai token forniti dalle banche o dalle aziende per l’accesso VPN. Authenticator esiste per Android, iCoso e BlackBerry.

Ma non tutte le applicazioni supportano la 2 step authentication: il caso più comune sono i client di posta e le applicazioni desktop che accedono ai servizi Google. In questo caso vanno create delle password “dedicate” per ciascuna applicazione. La spiegazione di Google è un po’ fumosa, al riguardo. In realtà il concetto è semplice: per le applicazioni che non supportano il PIN (G. lo chiama “codice di verifica”) è necessario far creare dal sistema una nuova password. Benché sia possibile utilizzare la stessa per diverse cose, è più flessibile fare in modo che ciascun programma abbia la sua, in modo da poter in qualunque istante revocare la validità delle credenziali di una singola applicazione. E’ per questo che al momento della creazione viene chiesta un’etichetta: in modo da poter distinguere. Esempio (brutto): vi rubano il portatile ma voi potrete disattivare le credenziali di Mail o di Outlook senza che la posta e la sincronizzazione sul vostro Android/iPhone/BlackBerry smetta di funzionare. Fate attenzione che la password generata viene mostrata una sola volta, se la dimenticate, dovete cancellarla e ricrearla, quindi nella applicazione in cui la userete assicuratevi di selezionare “ricorda password”, a meno che non vogliate usarne una nuova di zecca ogni volta.

“Ma ho lasciato il cellulare (o lo smartphone) a casa, come faccio a ricevere il PIN?” C’è una soluzione: durante il processo di attivazione potrete stampare una tabella analoga a quella che vedete nell’immagine a lato, con una serie di PIN utilizzabili una sola volta in caso non disponiate temporaneamente del dispositivo di autenticazione che avete registrato. E’ una soluzione meno “robusta” perché i codici non scadono, ma è ugualmente “una cosa che avete” e non è riutilizzabile. Naturalmente dovete tenere questi codici al sicuro, nel vostro portafoglio, oppure online su un altro servizio. Potete generare nuovi “pin pad” accedendo alle impostazioni della 2-step-authentication nel vostro account Google.

L’autenticazione in due fattori aumenta drasticamente la sicurezza del vostro account e lo protegge da intercettazioni, furti e altre pratiche illecite. Utilizzando questo processo si possono tagliare fuori gran parte degli attacchi più banali e alla portata di molti, rendendo il vostro account meno “appetibile” di altri più vulnerabili. Un plauso a Google che in questo caso dimostra attenzione per la sicurezza dei suoi utenti.

 
Come avevo accennato in vari post il cambio contratto con Vodafone non e' stato del tutto indolore.
Passare da contratto a prepagato mi e' costato 24 giorni di buio, cioe' non ho potuto utilizzare la mia sim.
Da qualche tempo, per controversie tra gli utenti e i gestori di telecomunicazione, e' attivo presso la regione di appartanenza un servizio apposito di conciliazione. In Lombardia si chiama CORECOM "Comitato Reguionale per le Comunicazioni" e organizza incontri conciliatori tra utente e compagnia di telecomunicazione. Per esmpio tra me e Vodafone (o meglio un rappresentante della compagnia).
La procedura e' molto semplice, si compila un documento che si trova on-line sul sito del CORECOM, spiegando sommariamente il perche' si chiede il loro intervento, lo si manda per fax e si aspetta di essere contattati.
Si riceve una mail o un fax dove, se anche la controparte accetta, si viene convocati presso il CORECOM.
Nel mio caso, dopo la procedura descritta, sono stato convocato dal CORECOM per incontrarmi con un responsabile delegato di Vodafone.
All'incontro e' sempre presente anche un funzionario del CORECOM detto anche conciliatore.
In questo incontro a tre si parla e si espongono i fatti, i problemi e le richeste, il tutto in presenza appunto di un conciliatore che facilita la discussione e la ricerca di una soluzione condivisa.
Nel caso di arrivi a questa concililazione il tutto si risolve a questo livello, diversamente l'utente e' libero di rivolgersi alla magistratura o comunque proseguire con le azioni che riterra' opportune.
Indipendentemente dall'esito di questi incontri trovo molto utile ed esempio di civilta' aver l'opportunita' di dialogare con la propria compagnia telefonica in merito ad un problema o torto che si pensa di aver subito, cercando una soluzione condivisa senza dover arrivare a denunce o altro.
Quindi non posso che consigliare, se avete problemi con la vostra compagnia telefonica, rivolgeteci al CORECOM.
 
Di Muso (del 05/10/2007 @ 14:15:34 in Personali, linkato 1417 volte)

Ragazzi non date retta a chi vi dice che i figli sono un problema che la vostra vita diventa uno schifo e ca..ate varie. Sicuramente la vita cambia, sopratutto si dorme poco, si trona ad avere 20 anni, quando si dormiva 5 ore per notte (se andava bene). Per questo motivo vi dico FATE I FIGLI IL PRIMA POSSIBILE, consiglio i 25 anni, dove mi e' sembrato di iniziare a vivere, invece mi sa' che ho buttato via, cazzeggiando, qualche annetto che ora (dato che dormo 5 ore per notte) mi frebbe proprio comodo!!!!!

Cmq ALBERTO sei fantastico!!!!! Non pensavo di poter amare un esserino cosi' piccolo e spratutto dello stesso sesso!!! Scherzi a parte lo sbattimento e' tanto . . . . . . . . . . tanto quanto la soddisfazione!!!!!!

Mi stavo dimenticando di scrivere che il motivo per cui non sono piu' cosi' presente nel blog e' . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . sbagliato!!!!!! Non e' Alberto, ho piu' lavoro del solito !!! LOL !!!!

 
Di Muso (del 20/06/2007 @ 14:06:50 in Informatica, linkato 2317 volte)

Ecco due estratti da blog che seguo regolarmente, fate molta attenzione e leggetevi, oltre i blog indicati, i link suggeriti!!!

E' sicuramente la notizia del momento: ne parlano PC al Sicuro, Punto Informatico e, in inglese, Slashdot, The Register, Websense, Trend Micro e ZDNet. Symantec elenca alcuni dei siti compromessi dall'attacco in corso da sabato scorso ai danni di un enorme numero di siti, principalmente italiani.

L'attacco è stato molto improvviso: ha preso inizio con un'infezione ai danni di oltre un migliaio di siti Web, prevalentemente italiani, che usano Internet Information Server di Microsoft; da lì è partito un contagio esponenziale.

Secondo alcune indicazioni, il provider maggiormente colpito è Aruba. I siti infettati, se visitati con un computer Windows (con qualsiasi browser) non opportunamente blindato, iniettano automaticamente nel computer del visitatore del codice ostile che consente ogni sorta di malefatta, compreso il furto di dati personali.

E' importante, per gli utenti, tenere presente che nessun genere di sito è al sicuro: risultano coinvolti anche rispettabilissimi siti commerciali e di comuni e pubbliche amministrazioni. La trappola scatta semplicemente visitando una pagina Web con un computer Windows (gli utenti Mac e Linux sono sostanzialmente immuni).

Chi usa Windows deve aggiornare appena possibile il proprio antivirus e tutti i programmi che interagiscono con Internet, oltre al proprio sistema operativo, perché l'attacco sfrutta anche falle in Apple Quicktime e WinZip. Va detto che si tratta sempre e comunque di vulnerabilità che sono già state risolte dai produttori, per cui la cosa migliore è appunto assicurarsi che il proprio computer sia completamente aggiornato, usando per esempio il servizio di verifica gratuita di Secunia.

- Contromisure

per gli hoster:

1)vigilare su eventuali vulnerabilta' e tappare le falle immediatamente
(non come hosting solutions che avvisata se ne è beatamente fregata)
2)Segnalare il problema ai clienti e modificare preventivamente tutti i siti che contengono codice infetto

per gli utenti:

1) aggiornare con tutte le patch i loro sistemi ed anche i programmi con secunia inspector
2) usare account limitato
3) utilizzare un AV efficace (ma l'antivirus non basta piu')
4) bloccare con un firewall gli Ip pericolosi
5) usare una sandbox sul browser (sandboxie)
6) non usare I.E. (il 15% degli utenti di questo blog usa I.E. 6 che senza sandbox è veramente un colabrodo )
7) leggere la posta via web ed utilizzare un servizio valido tipo gmail
8) usare antirootkit (piu' se ne usano e meglio è ... gmer, darkspy,icesword,....)

Eventualmente

9) usare hips (host-based intrusion-prevention system)
10) virtualizzazione del sistema (wmare, virtual pc , ecc..)

Ma forse conviene utilizzare s.o. diversi da win per la navigazione se continua di questo passo
ed io sono uno di quelli a cui non frega nulla delle guerre di religione tra sistemi operativi
uso qualsiasi cosa possa essere utile.

Fonti:

- http://attivissimo.blogspot.com/

- http://maipiugromozon.blogspot.com/

 
Di Muso (del 29/07/2008 @ 12:30:00 in Informatica, linkato 1703 volte)

tratto da IL Disinformatico:

Cospirazioni reali: la falla nel DNS turata segretamente



L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sei mesi fa, un ricercatore, Dan Kaminski della società di sicurezza informatica IOActive, ha scoperto un difetto nel funzionamento del DNS o Domain Name System: il sistema distribuito che, in estrema sintesi, smista il traffico di Internet e che quando digitate un nome di un sito lo traduce in una coordinata numerica (l'indirizzo IP) che indica dove si trova su Internet quel sito e permette quindi di raggiungerlo.

Il difetto permetteva di alterare il funzionamento del DNS in modo da fornire agli utenti delle "traduzioni" sbagliate e quindi far credere agli utenti di star visitando un sito fidato, per esempio la propria banca, mentre in realtà stavano visitando il sito-trappola, visivamente identico, di un aggressore.

La falla era potenzialmente devastante: minava alla base la fiducia nei sistemi di Internet e, come dice Kaminski, permetterebbe di prendere il controllo di Internet in dieci secondi. E' stato quindi compiuto in gran segreto uno sforzo coordinato fra i più grandi nomi del mercato informatico per turarla prima che diventasse di dominio pubblico e ne approfittassero i vandali e i criminali della Rete.

Non si tratta di un errore di programmazione di uno specifico programma, ma di una vulnerabilità insita nelle specifiche di funzionamento del DNS: praticamente tutti i programmi di gestione del DNS hanno (o avevano) questa stessa falla proprio perché seguono le specifiche tecniche. Tutti i più diffusi sistemi operativi e quasi tutti i provider erano vulnerabili: l'elenco stilato dal CERT per descrivere il problema è sterminato e contiene i nomi più in vista del settore: 3com, Alcatel-Lucent, Apple, AT&T, Belkin, Cisco, D-Link, Debian, FreeBSD, Fujitsu, Gentoo, Hewlett-Packard, IBM, Internet Systems Consortium, Mandriva, Microsoft, Novell, OpenBSD, Red Hat, Slackware, Sun Microsystems, SUSE, Ubuntu, ZyXEL, giusto per citarne qualcuno.

La vulnerabilità, oltretutto, era gravissima: permetteva a un aggressore di sostituirsi perfettamente a un sito fidato, assumendone in tutto e per tutto l'identità, beffando antivirus, antispyware, firewall e ogni altra misura di sicurezza tradizionale. Roba da mettere in ginocchio il mercato del commercio elettronico e paralizzare le aziende che dipendono sempre più dai servizi di Internet.

Il 31 marzo scorso, sedici esperti di sicurezza da tutto il mondo si sono radunati in gran segreto presso il campus di Microsoft, a Redmond, per decidere la strategia da adottare per evitare un vero e proprio disastro informatico: tenere segreta la natura della falla e coordinarsi (anche fra concorrenti) per distribuire simultaneamente la patch che correggeva il problema.

Praticamente tutti i sistemi operativi, e quindi tutti gli utenti e tutti i provider di accesso a Internet, devono applicare una o più patch al proprio software di gestione del DNS o passare a una versione aggiornata.

La segretezza non è durata a lungo, nonostante il numero ristrettissimo di persone a conoscenza del problema (complottisti, prendete nota): una delle società di sicurezza coinvolte, la Matasano Security, ha pubblicato per errore lo spiegone, che trovate in copia qui, il 21 luglio, tredici giorni dopo l'annuncio pubblico dell'esistenza della falla, dato senza dettagli e con preghiera di non discuterne pubblicamente. L'ha ritirato subito, con tante scuse, ma ormai il danno è fatto (complottisti, prendete nota anche di questo).

Ai primi di luglio, praticamente tutti i principali produttori di software (tranne Apple per OS X Server) hanno distribuito un aggiornamento dei propri prodotti che risolve la falla, per cui se avete l'aggiornamento automatico del vostro Windows, Mac o Linux, avete già fatto il vostro dovere per blindarvi. Il problema sta principalmente nelle aziende e nei provider di accesso a Internet, che per ragioni tecniche talvolta hanno esitato a installare un aggiornamento così radicale, ma chiunque abbia o gestisca un domain name server deve mettersi a posto. Presso Doxpara trovate un test (basta cliccare su Check My DNS) per sapere se il vostro provider è già a posto. Se non lo è, potete ricorrere a OpenDNS.

Nel frattempo sono già spuntate le prime forme di attacco basate su questa falla, per cui non c'è tempo da perdere. I più curiosi possono godersi Evilgrade, il video dimostrativo pubblicato da Infobyte che usa questa falla per spacciare falsi aggiornamenti dei programmi più diffusi.
 
Di Muso (del 01/10/2008 @ 12:02:22 in Personali, linkato 1248 volte)

Finalmente sono tornato!!! Non ancora capito bene dove si cela il problema ma l'informazione sicura e' che non riesco piu' a fare le ferie come le intendevo qualche anno fa'.
E' bastato fermarsi un paio di anni (cioe' non fare ferie per 2 anni) e alla ripresa e' tutto diverso.
Oggi non voglio dilungarmi nel racconto delle mie ferie (che non vi risparmio ma rimando ai prossimi giorni), vorrei solo dirvi che non sono sparito, il lavoro e' un po' piu' pressante, Alberto e' un po' piu' esigente e i tempi si restringono in maniera incredibile!!!!!¨

Provero' cmq a postare almeno un paio di volte a settimana, avrei in canna un paio di racconti e articoli carini, appena li finisco sarete i primi a scoprirlo.

 
Di Muso (del 10/07/2007 @ 12:00:00 in Politica, linkato 1999 volte)
Eccomi di nuovo a scrivervi sulla o di politica.
Nuovo allarme signori, o si fa' il referendum o si muore. Come al solito, il problema e' diventato di primaria importanza, sembra che senza non si possa andare avanti e con si vada peggio.
Vorrei prima di tutto tranquillizzare chi e' in fibrillazione per il referendum, dicendo che se si votera', lo si fara' la primavera prossima. SE SI VOTERA', perche' non e' detto che vengano raccolte le firme sufficienti per l'approvazione.
A parte avvisare, chi ancora non ne fosse al corrente, che il referendum e' SOLO ABROGATIVO, quindi non puo' migliorare una legge se non TOGLIENDO pezzi giudicati errati, vorrei porre l'attenzione di tutti su un fattore che mi ha dato molto fastidio. Infatti siamo gia' stati avvisati, dai nostri solerti politici, che cmq vada il referendum, loro alla fine faranno il famoso LISTONE per essere eletti e poi formeranno i gruppetti in parlamento.
BRAVISSIMI e' proprio cosi' che ragiona un buon politico.
Io mi chiedo se non si vergognano solo a pensarle certe cose.
Ora vi spiego il musopensiero:
partiamo dal fatto, spero innegabile (anche se scommetto che il politico di turno riuscirebbe a negarlo) che lo stato e' al servizio dei cittadini. In questo caso cosa vorrebbe dire, che il popolo ha notato che questa legge elettorale non va' poi cosi' bene come ci avevano detto e che preferirebbe una modifica ponendo un po' piu' di difficolta' ai piccoli partiti che oggi tengono in pugno la o le maggioranze.
Concetto semplice e preciso, volete sapere come immagino la risposta sintetizzata dei politici:
"Chi se ne frega, puoi essere d'accordo o meno con noi, puoi se vuoi anche tentare di cambiare la legge elettorale, tanto noi sappiamo come organizzarci per fregarti ancora!!"
VERGOGNATEVI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Dire semplicemte cambiamo la legge, oppure accettiamo il referendum (sempre che raccolgano le firme e passi) e visto che gli Italiani ci dicono che la legge fa schifo, evitiamo di fare LISTONI per non avere lo stesso problema che gli Italiani stanno cercando di eliminare???
Incredibile, io inizio a vedere la classe politica che ci governa, piu' che come (io credo giustamente) definita CASTA, come un essere, una entita' vivente, riesce a darsi delle regole che puo' tranquillamente infrangere, se gli Italiani promuovono un referendum (vedi Ministero dell'Agricultura) riesce a girarci in torno e a fare cmq quello che vuole, l'importante e' che LA TORTA C'E, ME LA MANGIO IO E LE FETTE LE DO' A CHI VOLGIO!!!
Siamo messi veramente male, bisogna scardinare l'ingranaggio, smontare il gioco non credo che se si va' avanti cosi' . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .vabbe' domani devo andare a lavorare, dico solo . . . . . . . . . . . . . ma se liberallizzassimo il poolitico????

Dimeticavo, questo e' il sito del referndum ma sappiate che se firmate o meno, se votate SI o NO, cmq vada chi lo prende nel . . . siam sempre noi!
 
Di Muso (del 11/10/2010 @ 10:51:17 in Tecnologia, linkato 2684 volte)
Ad oggi sono passati solo 5 CINQUE giorni !!!!!!!!!!!!!!!  Dalla richiesta di cambio contratto che ho fatto presso un centro Vodafone per passare da abbonamento a prepagato, ovviamente siamo ad un incremento del 6000% ripsetto a quanto affermato dal centro vodafone ........ cioe' massimo un paio d'ore !!!!!!
Cmq per farla breve sono assulutamente NON RAGGIUNGIBILE da 5 giorni e probabilmente per altri 5 (dato che avendo telefonato al 190 mi dicono che ci voglio 5 giorni lavorativi per risolvere il problema).

Per provare ad ovviare al problema ho provato, ingenuamente, a chiedere se fosse stato possibile trasferire le chiamate ad un numero differrente . . . . . . ma . . . . . . indovinate un po' ??????  Siamo nel 2010, riusciamo a telecomandare una sonda su Marte . . . . . . ma. . . . .non si puo' fare un trasferimento di chiamata se non dalla sim attiva . . . . . ma  . . . . ma  . . .  ma va affan . . . . . . !!!!!!
Inutile dire che fuggo da Vodafone a gambe levate!!!!
Che operatore mi consigliate ( e' quasi come scegliere chi votare , in un mare di M anche uno str.. galleggiante ti puo' salvare)  lo so' sono volgare ma sono molto arrabbiato!!!!!!!!!!!!

Se vaete bisogno di contattarmi chiamate la mie' o via mail o skype !!
 
Di Muso (del 12/04/2007 @ 00:56:15 in Spazio DIL, linkato 2244 volte)
E' questa la prima cosa che pensi quando senti parlare un politico, vedi un TG o accendi la TV??? Bene sei capitato nel posto giusto! Sono ormai anni che un senso di impotenza e rabbia mi pervade ogni qual volta la nostra societa' viene attraversata da quello che i media ci forniscono come CRISI DEL MOMENTO (sempre e comunque studiata e pre digerita a tavolino). Una volta e' la legge elettorale, una volta i referendum, le staminali, l'adozione, i pacs o dico, valletopoli, calciopoli . . gli ultra'!!!!!! Ad ogni problema corrisponde inevitabilmente e fatalmente . . la SOLUZIONE SBAGLIATA, almeno quella che ogni uno di noi ritiene errata o la meno efficace. Poi mi capita sempre piu' spesso di parlarne con amici o parenti, durante le fredde cene invernali o le magnifiche grigliate estive e capita la cosa piu' logica eppure inaspettata che ci sia, siamo tutti di comune accordo che le soluzioni proposte sono del tutto inutili e sicuramente lontane, oltre che da noi (che in fin dei conti siamo la societa'), dalla realta'. Tutto cio', sfocia in una voglia di migliorare, in una sentimento di cambiamento cosi' forte che mi sento esplodere il petto al solo pensiero. Ho dovuto convogliare questa energia in qualcosa di concreto perche', malgrado tutto, POSSO E VOGLIO CAMBIARE LE COSE. Non a mio piacimento ma secondo un rigore cosi' logico che sembrera' banale. Non voglio svelare tutto ora e vi rimando ai prossimi aggiornamenti per le spiegazioni di dettaglio. Quello che vi posso dire e' che ci chiameremo DIL (Democrazia In Linea) ma non per un senso di appartenenza politica specifica ma piuttosto perche' , spero condividiate il mio pensiero, credo fermamente che la svolta futura e' proprio nel senso stretto e originale della parola democrazia (Demos = popolo, Crazia = potere) NOI, il popolo, possiamo esercitare direttamente il potere!! Ed e' assolutamente fattibile, credetemi. Vi dico che e' e sara' cosi' , mi immagino il mio paese che riesce a prendere decisioni velocemente e condivise dalla maggioranza del popolo cioe' NOI. Inutile che ora vi dica a cosa serve il resto dell'acronimo "IL" ovvero In Linea. . . . . A questo giro mi fermo qui' con il raccontarmi e raccontarvi cosa c'e' che non va' in noi e cosa mi piacerebbe migliorare, anche perche' il senso di questo sito, che diventera' presto (ne sono convinto) un movimento, e' la certezza che non sono le mie idee a proseguire e crescere, non sarete voi a dover aderire alle mie idee nella speranza che rimangano coerenti, ma sono le NOSTRE idee, i nostri sogni, le soluzioni, che cresceranno di comune accordo e di volta in volta faranno parte del cammino che intraprenderemo INSIEME.
 

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