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Chi rompe non paga e si siede al governo

Leo Longanesi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Muso (del 21/08/2008 @ 18:10:35, in Lo sapevi che , linkato 1436 volte)

Cosa dire di questo indispensabile articolo.

Non serve la suoneria, basta la vibrazione. Così almeno recita il sito che lo propone sul mercato a 9,95 dollari.

 

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Di Muso (del 21/08/2008 @ 13:52:08, in Lo sapevi che , linkato 1836 volte)

Il video non è nuovo ed è finito su queste pagine segnalato tanti mesi fa. Lo ripropongo di nuovo oggi perché mi segnalano che è stato doppiato in italiano, accessibile quindi anche a chi non ha confidenza con l'inglese.

Il bello è che è tutto documentato puntualmente sul relativo sito, dichiarazione per dichiarazione, numero per numero.
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Di Muso (del 20/08/2008 @ 18:16:28, in Lo sapevi che , linkato 1525 volte)

Provengono tutti dal sito ictblog e non potro' fare a meno di comprarli :

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Di Pelo (del 04/08/2008 @ 18:19:47, in società, linkato 3315 volte)

In una società che sembra andare al contrario, esistono ancora persone in grado di dare una speranza, capaci di migliorare con il loro semplice esempio, la vita di tutti noi.

L’antefatto è il seguente:
giovedì scorso (31 Luglio 2008) mi godevo il meritato riposo sulla spiaggia di Sottomarina di Chioggia (Ve) e precisamente nei pressi della concessione “Da Gigetto”.
Erano circa le 11:00 del mattino ed approfittando della poca gente presente ,a seguito di un temporale, il gestore del bagno puliva la spiaggia con il trattore e l’apparecchiatura del setaccio a rimorchio.
Lo sporco “trattenuto” dal setaccio veniva poi depositato sul bagnasciuga.
Alcuni bagnanti fermavano lo zelante gestore protestando per l’uso del trattore ed il disturbo che a loro dava; nello stesso momento un altro gruppo di persone sottolineava il fatto che la sporcizia della spiaggia andava raccolta e non depositata a portata delle onde.
Il nostro uomo delle pulizie da spiaggia imperterrito non batteva ciglio, sostenendo che il suo setaccio puliva la spiaggia solo da conchiglie ed alghe noiose per i piedi dei turisti e che era tutta “roba” che il mare produceva, di conseguenza poteva anche riprendersi.
In una telefonata ascoltata giorni dopo nel bar dello stesso bagno, il nostro uomo delle pulizie sosteneva che erano conchiglie: solo carbonato di calcio che non si può buttare nei normali rifiuti perchè non brucia “...a zè un casino poi...al sà anca lu come èl và...” chi fosse il lui e come vada realmente non lo sappiamo neanche noi, però abbiamo capito cosa significa il cartello all’ingesso dei bagni.


"Cucina da Gigetto porkeria mista"

A questo punto, il “pulitore” si allontana e nei mucchietti di “carbonato di calcio” lasciati sulla battigia spuntano resti di sacchetti di plastica, flotte di mozziconi di sigarette qualche vetro e tra altre cose anche dei resti gommosi di un amore consumato da qualche coppia tempo prima.
Nel constatare il classico degrado all’italiana, vedo che un gruppo di ragazzini che guidati da due signore, iniziano a “recuperare” tutto quello che non era proprio del mare e nel giro di pochi minuti raccoglie un sacchetto (nel luogo si chiama “sporta”) di rifuti che non sono propriamente marini.

La prontezza e la semplicità con cui questi ragazzi si sono dati da fare in un gesto così spontaneo per le coscienze di tutti ma maledettamente prigro per i più mi ha veramente colpito.
Le persone che li hanno indirizzati in questa attività, anche con la giusta vena di gioco, hanno lasciato un segno in me e penso abbiano dato un grande insegnamento anche aglii stessi ragazzi.
Mi rimprovero di non aver chiesto i nominativi di queste persone, sperando che si riconoscano in questa foto e mi segnalino i loro nomi per poterveli presentare “ufficialmente”.

I rifiuti raccolto sono stati, poi, riconsegnati al paladino dell’ambiente che aveva pulito la spiaggia.

Voglio ringraziare queste persone ed invitarvi ad unirvi a me, per la semplicità e la spontanetà con cui hanno : sottolineato, ripreso e riparato ad un gesto di maleducazione e di inciviltà sociale ed ambientale come quello di abbandonare rifuti al mare. Il tutto ricordandoci che bisogna salvaguardare il pianeta che abbiamo non soltanto sapendo cos’è il trattato di Kyoto o comprando i quaderni del WWF ma con piccoli gesti concreti che devono essere fatti ogni giorno.

Ringrazio ancora questi giovani eroi della nostra società, per l’ottimismo e la fiducia nel futuro che mi hanno regalato, sono loro che”governeranno” la società nei prossimi anni e anche grazie a loro che posso pensare di invecchiare in futuro sicuramente migliore del presente.

"La terra non l'abbiamo ereditata dai nostri padri, l'abbiamo avuta in prestito dai nostri figli"

questo articolo è presente anche su questi siti:
www.spaziodil.eu
www.oirad.com

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Di Muso (del 29/07/2008 @ 12:30:00, in Informatica, linkato 1910 volte)

tratto da IL Disinformatico:

Cospirazioni reali: la falla nel DNS turata segretamente



L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sei mesi fa, un ricercatore, Dan Kaminski della società di sicurezza informatica IOActive, ha scoperto un difetto nel funzionamento del DNS o Domain Name System: il sistema distribuito che, in estrema sintesi, smista il traffico di Internet e che quando digitate un nome di un sito lo traduce in una coordinata numerica (l'indirizzo IP) che indica dove si trova su Internet quel sito e permette quindi di raggiungerlo.

Il difetto permetteva di alterare il funzionamento del DNS in modo da fornire agli utenti delle "traduzioni" sbagliate e quindi far credere agli utenti di star visitando un sito fidato, per esempio la propria banca, mentre in realtà stavano visitando il sito-trappola, visivamente identico, di un aggressore.

La falla era potenzialmente devastante: minava alla base la fiducia nei sistemi di Internet e, come dice Kaminski, permetterebbe di prendere il controllo di Internet in dieci secondi. E' stato quindi compiuto in gran segreto uno sforzo coordinato fra i più grandi nomi del mercato informatico per turarla prima che diventasse di dominio pubblico e ne approfittassero i vandali e i criminali della Rete.

Non si tratta di un errore di programmazione di uno specifico programma, ma di una vulnerabilità insita nelle specifiche di funzionamento del DNS: praticamente tutti i programmi di gestione del DNS hanno (o avevano) questa stessa falla proprio perché seguono le specifiche tecniche. Tutti i più diffusi sistemi operativi e quasi tutti i provider erano vulnerabili: l'elenco stilato dal CERT per descrivere il problema è sterminato e contiene i nomi più in vista del settore: 3com, Alcatel-Lucent, Apple, AT&T, Belkin, Cisco, D-Link, Debian, FreeBSD, Fujitsu, Gentoo, Hewlett-Packard, IBM, Internet Systems Consortium, Mandriva, Microsoft, Novell, OpenBSD, Red Hat, Slackware, Sun Microsystems, SUSE, Ubuntu, ZyXEL, giusto per citarne qualcuno.

La vulnerabilità, oltretutto, era gravissima: permetteva a un aggressore di sostituirsi perfettamente a un sito fidato, assumendone in tutto e per tutto l'identità, beffando antivirus, antispyware, firewall e ogni altra misura di sicurezza tradizionale. Roba da mettere in ginocchio il mercato del commercio elettronico e paralizzare le aziende che dipendono sempre più dai servizi di Internet.

Il 31 marzo scorso, sedici esperti di sicurezza da tutto il mondo si sono radunati in gran segreto presso il campus di Microsoft, a Redmond, per decidere la strategia da adottare per evitare un vero e proprio disastro informatico: tenere segreta la natura della falla e coordinarsi (anche fra concorrenti) per distribuire simultaneamente la patch che correggeva il problema.

Praticamente tutti i sistemi operativi, e quindi tutti gli utenti e tutti i provider di accesso a Internet, devono applicare una o più patch al proprio software di gestione del DNS o passare a una versione aggiornata.

La segretezza non è durata a lungo, nonostante il numero ristrettissimo di persone a conoscenza del problema (complottisti, prendete nota): una delle società di sicurezza coinvolte, la Matasano Security, ha pubblicato per errore lo spiegone, che trovate in copia qui, il 21 luglio, tredici giorni dopo l'annuncio pubblico dell'esistenza della falla, dato senza dettagli e con preghiera di non discuterne pubblicamente. L'ha ritirato subito, con tante scuse, ma ormai il danno è fatto (complottisti, prendete nota anche di questo).

Ai primi di luglio, praticamente tutti i principali produttori di software (tranne Apple per OS X Server) hanno distribuito un aggiornamento dei propri prodotti che risolve la falla, per cui se avete l'aggiornamento automatico del vostro Windows, Mac o Linux, avete già fatto il vostro dovere per blindarvi. Il problema sta principalmente nelle aziende e nei provider di accesso a Internet, che per ragioni tecniche talvolta hanno esitato a installare un aggiornamento così radicale, ma chiunque abbia o gestisca un domain name server deve mettersi a posto. Presso Doxpara trovate un test (basta cliccare su Check My DNS) per sapere se il vostro provider è già a posto. Se non lo è, potete ricorrere a OpenDNS.

Nel frattempo sono già spuntate le prime forme di attacco basate su questa falla, per cui non c'è tempo da perdere. I più curiosi possono godersi Evilgrade, il video dimostrativo pubblicato da Infobyte che usa questa falla per spacciare falsi aggiornamenti dei programmi più diffusi.
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Di Muso (del 24/07/2008 @ 12:21:06, in Politica, linkato 1444 volte)

Disinformazione perche?!
A chi giova questa disinformazione?

Vediamo di capire cosa sta accadendo senza farci influenzare dai titoloni dei giornali.
In Italia esistono diversi campi nomadi/accoglienza, cioe' posti dove possono fermarsi persone senza fissa dimora. Gia' a questo punto vediamo che non stiamo parlando ne di rom ne di sinti, infatti i campi in questione accolgo persone di diverse nazionalita', tra cui anche italiani.
Verranno schedate le persone che non esibiscono un documento che ne attesti l'identita'.
Anche in questo possiamo notare come si discostino i giornali dalla realta', non verranno prese le impronte dei bambini rom, ma le impronte di tutte le persone che, al momento del controllo, non potranno esibire un documento di identita'. Quindi anche dei bambini che non hanno documenti.
Io sinceramente non riesco a vedere dove siano le discriminazioni paventate dai giornali e dalla CEE.
Vorrei solo ricordare che per noi italiani le leggi sono molto piu' restrittive, per poter avere la carta di identita' di mio figlio, ho dovuto bisogno che un ente esterno attestasse che quel bimbo fosse effettivamente mio figlio e cioe', presentare in comune la carta dell'ospedale che attesta chi e' la madre che lo ha partorito e quando.
Se fossi stato un rom sarebbe bastata la mia parola!

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Di Muso (del 24/07/2008 @ 11:36:49, in Informatica, linkato 1253 volte)
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Di Muso (del 02/07/2008 @ 13:53:31, in Blogosfera, linkato 1341 volte)
Girovagando su internet guarda cosa mi trova il mio amico Pelo!!!!
Un omonimo che fa' il poeta, bhe non posso che segnalarvi il link a
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Di Muso (del 25/06/2008 @ 20:00:00, in Lo sapevi che , linkato 1642 volte)

da ICTBLOG:   Il giubbotto scossa

Si chiama No-Contact Jacket ed è una fantastica giacca anti-stupro, anti-violenza, anti-rapimento e tutto il resto.


Come funziona?
The No-Contact Jacket is a wearable defensive jacket created to aid women in their struggle for protection from violence. When activated by the wearer, 80,000 volts of low amperage electric current pulses just below the surface shell of the entire jacket. This exo-electric armor prevents any person from unauthorized contact with the wearer's body.
Insomma, in altre parole una bella armatura attivata da un minitelecomando che crea un elettrocampo difensivo.


Non è necessario attivarlo nell'istante esatto in cui si è aggrediti, ma basta accenderlo una manciata di secondi prima di avere la sensazione di essere in cattiva compagnia.
Il malintenzionato sarà automaticamente dissuaso dal suo attacco.
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Di Muso (del 24/06/2008 @ 20:00:00, in Gossip Corner, linkato 2520 volte)

da SpeedBlog:

Il casting di Playboy su YouTubeDa alcune settimane Playboy ha iniziato a sperimentare il servizio di YouTube per la ricerca della playmate per il 55° anniversario della rivista.

Possono partecipare alla selezione tutte le ragazze che hanno compiuto 18 anni e sono residenti in Canada o Stati Uniti. Nei video non sono ammesse scene di nudo, dato che è vietato dalla policy di YouTube.

La ricerca della candidata è guidata da Holly Madison, moglie dello storico fondatore di Playboy Hugh Hefner ed ex playmate.

Al momento è possibile vedere circa 60 video relativi alle candidature.

Anche le indicazioni su come realizzare i filmati sono stati resi disponibili in formato video, ecco la Playboy Cyber Girl Dana Dicillo che snocciola i suoi consigli alle ragazze interessate:

Link: il canale YouTube di Playboy dedicato al casting.

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