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Il linguaggio politico e' concepito in modo che le menzogne suonino sincere e l'omicidio rispettabile, e per dare una parvenza di solidita' all'aria

George Orwell
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di morale (del 17/11/2011 @ 16:39:39, in Politica, linkato 1876 volte)
Quando uno pensa a un governo tosto, con le palle, che faccia riforme, che rinnovi il paese . . . . . . a chi pensate?? A un giovane o a vostro nonno?? Ed ecco a voi i nostri nonni...opsss... salvatori....oppss.... il nostro governo Monti (69 anni), Gnudi (74), Giarda (75), Ornaghi (64), Fornero (64), Cancellieri (68), Balduzzi (57), Profumo (59), Riccardi (62), Catania (60), Severino (64), Di Paola (68), Terzi (66), Passera (57), Moavero (58), Clini (65) 1030 anni in 16, età media 64.4...sì, in Italia comandano i Nonni, beffa delle beffe vogliono riformare il sistema pensionistico.
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Di Muso (del 17/11/2011 @ 16:20:59, in Tecnologia, linkato 5568 volte)
traddo da: PreventviPerTE

Ecco 7 informazioni importanti che devi sapere prima di installare un impianto fotovoltaico per la tua casa o per la tua azienda:

1) In media un impianto fotovoltaico dura circa 25 anni; l’investimento per realizzarlo si ripaga da solo nel giro di circa 10 anni se abiti al Nord, nel giro di circa 7 anni se abiti al Sud (perché al Sud c’è più sole). Un impianto ben progettato ti permette di ottenere il meglio e ottimizzare il tuo investimento.

2) Farti realizzare l’impianto fotovoltaico più grande possibile non è quasi mai la soluzione più conveniente; di solito ottieni un maggior ritorno sull’investimento se ti fai realizzare un impianto medio/piccolo, in base alle caratteristiche del tuo tetto e anche in base agli incentivi che riceverai; fatti indicare dal progettista/installatore quale soluzione può essere più adatta al tuo caso specifico, per portarti il miglior ritorno sull’investimento.

3) Scegliere i pannelli fotovoltaici più economici raramente è la soluzione migliore. Tieni conto che il tuo impianto dovrà essere progettato e realizzato con elementi di qualità, per poter durare a lungo (nel costo deve essere anche prevista l’assicurazione). In più, per poter usufruire degli incentivi che lo rendono un investimento così utile, l’impianto deve essere a norma.

4) Il Conto Energia è il sistema di incentivazione che lo Stato Italiano mette a disposizione di privati, enti ed aziende per rendere più conveniente l’installazione di pannelli fotovoltaici. Il Conto Energia non eroga un finanziamento in conto capitale per la realizzazione di un nuovo impianto; ti fornisce invece una remunerazione legata all’energia che il tuo impianto produce.

5) La modalità di integrazione architettonica dei pannelli fotovoltaici influisce sul ritorno dell’investimento. Infatti, se usufruisci del Conto Energia, ti verrà riconosciuta una tariffa incentivante differente a seconda della potenza dell’impianto e del tipo di integrazione architettonica realizzata. Anche su questo aspetto, il tuo progettista/installatore potrà fornirti le soluzioni più adatte al tuo caso specifico.

6) Se metti in atto degli interventi atti a ridurre i consumi energetici di almeno il 10%, puoi ottenere un ulteriore premio che consiste nella maggiorazione della tariffa incentivante. E questo rende il tuo impianto fotovoltaico ancora più utile e conveniente. A questo proposito, senti i consigli del tuo progettista/installatore.

7) Quando pensi di far realizzare il tuo impianto, è bene chiedere un preventivo a più aziende, per identificare la soluzione migliore. Quando valuti il preventivo, considera il costo dell’impianto, la sicurezza e affidabilità della soluzione proposta, i vantaggi economici che ottieni (dal conto energia) e il costo di manutenzione (solitamente ridotto). Una volta individuata una soluzione che ti dà fiducia, è bene metterla in atto rapidamente, così da iniziare ad usufruire da subito dei benefici del tuo nuovo impianto fotovoltaico. Un impianto fotovoltaico non è solo uno strumento per ottenere un ritorno finanziario, ma è anche un modo per contribuire a rispettare l’ambiente.
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Di Muso (del 08/11/2011 @ 17:04:15, in Blogosfera, linkato 3220 volte)
tratto da: Andrea Beggi, come indicato dall'autore il seguente articolo e' coperto da Licenza Creative Commons

La sicurezza della maggior parte dei nostri account dipende da un solo fattore di autenticazione, il che è abbastanza rozzo e non particolarmente sicuro; questo fattore è la password: un oggetto che può essere indovinato, forzato, smarrito, trovato in un cassetto e così via. In pratica, per accedere a un sistema, oltre al nome utente mi basta “qualcosa che so”.

Aggiungere un fattore aumenta drasticamente la sicurezza, oltre a “qualcosa che so”, mi serve “qualcosa che ho”. Un esempio noto a tutti è il bancomat: il PIN (che “so”) non serve senza la tessera (che “ho”). Un caso simile sono i token forniti dalle banche per i servizi online, ma in quel caso la sicurezza è ulteriormente incrementata perché si aggiunge il fattore tempo: le password che il token mi aiuta a generare non sono riutilizzabili (one-time password) e funzionano solo in un determinato arco di tempo.

Qualcuno potrebbe obbiettare che anche “qualcosa che ho” può essere rubato, e infatti il terzo strato di sicurezza è quello biometrico: “qualcosa che sono”. Impronte digitali o della retina o vocali, o altre forme di identificazione personale possono essere utilizzate per raggiungere un livello di sicurezza molto elevato, se combinate con i fattori visti prima. (Se poi vi picchiano per estorcervi la password, vi rubano il portafoglio per la tessera magnetica e vi cavano un occhio perché serve la vostra retina, avete un problema più grosso).

La password del vostro account Google vi fa accedere  alla vostra casella Gmail e a tutta la serie dei servizi forniti da Big G; inoltre serve per autenticarsi su tutti quei siti di terze parti che avete autorizzato nel tempo. E’ evidente che si tratta di qualcosa che deve essere custodito con la massima cura e deve essere ragionevolmente complesso.

Google stessa ha tutto l’interesse perché  il bouquet della sua offerta sia il più possibile sicuro, in modo da tranquillizzare gli utenti che vi si sono affidati. Per questo ha introdotto la possibilità di attivare su tutti gli account la verifica in due passaggi. Il processo è spiegato in dettaglio nella pagina dedicata. Vediamo di chiarire alcuni dubbi che potrebbero sorgere.

Intanto: come funziona? Una volta attivata, per accedere al vostro account Google (il caso più frequente è la posta), dovrete inserire come sempre la vostra password, dopodiché vi verrà richiesto un codice numerico che verrà immediatamente mandato via SMS. Al momento dell’inserimento, potete decidere se mantenere “registrato” il computer che state usando per un periodo di 30 giorni. Cosa significa? Se decidete di non registrare il computer, il codice verrà richiesto anche agli accessi successivi, mentre nel caso opposto passerà un mese; potete quindi discriminare tra un computer “temporaneo” ed il vostro.

Anche se la password viene rubata o intercettata, un malintenzionato non potrà accedere alla casella perché sprovvisto di PIN, e quello che avete usato sul computer non sicuro è scaduto pochi secondi dopo l’utilizzo. In pratica, il PIN rende la password ogni volta nuova, unica, utilizzabile una sola volta e in un arco ristretto di tempo. Non male.

Analogamente alla spiegazione precedente, adesso i fattori sono due: qualcosa che “sapete” (password) con qualcosa che “avete” (il cellulare). Inoltre, la sicurezza è ulteriormente aumentata dalla password one-time che scade dopo pochi secondi. Naturalmente in questo caso la vostra password originale non cambia, è l’unione con il PIN che la rende unica ogni volta. Anche se qualcuno viene a conoscenza, indovina o ruba la password, essa è inutile senza il vostro cellulare.

Per attivare la verifica in due passaggi (2 step authentication) è necessario collegare un telefono cellulare al vostro account Google. Il numero verrà utilizzato solo per l’invio dei PIN necessari all’autenticazione. Se possedete uno smartphone, potete anche utilizzare in alternativa un’apposita applicazione gratuita fornita da Google. Il dispositivo va autorizzato tramite un codice o un QR code, e da quel momento in poi il PIN sarà fornito da Google Authenticator, che in pratica trasforma il vostro smartphone in un token software concettualmente analogo ai token forniti dalle banche o dalle aziende per l’accesso VPN. Authenticator esiste per Android, iCoso e BlackBerry.

Ma non tutte le applicazioni supportano la 2 step authentication: il caso più comune sono i client di posta e le applicazioni desktop che accedono ai servizi Google. In questo caso vanno create delle password “dedicate” per ciascuna applicazione. La spiegazione di Google è un po’ fumosa, al riguardo. In realtà il concetto è semplice: per le applicazioni che non supportano il PIN (G. lo chiama “codice di verifica”) è necessario far creare dal sistema una nuova password. Benché sia possibile utilizzare la stessa per diverse cose, è più flessibile fare in modo che ciascun programma abbia la sua, in modo da poter in qualunque istante revocare la validità delle credenziali di una singola applicazione. E’ per questo che al momento della creazione viene chiesta un’etichetta: in modo da poter distinguere. Esempio (brutto): vi rubano il portatile ma voi potrete disattivare le credenziali di Mail o di Outlook senza che la posta e la sincronizzazione sul vostro Android/iPhone/BlackBerry smetta di funzionare. Fate attenzione che la password generata viene mostrata una sola volta, se la dimenticate, dovete cancellarla e ricrearla, quindi nella applicazione in cui la userete assicuratevi di selezionare “ricorda password”, a meno che non vogliate usarne una nuova di zecca ogni volta.

“Ma ho lasciato il cellulare (o lo smartphone) a casa, come faccio a ricevere il PIN?” C’è una soluzione: durante il processo di attivazione potrete stampare una tabella analoga a quella che vedete nell’immagine a lato, con una serie di PIN utilizzabili una sola volta in caso non disponiate temporaneamente del dispositivo di autenticazione che avete registrato. E’ una soluzione meno “robusta” perché i codici non scadono, ma è ugualmente “una cosa che avete” e non è riutilizzabile. Naturalmente dovete tenere questi codici al sicuro, nel vostro portafoglio, oppure online su un altro servizio. Potete generare nuovi “pin pad” accedendo alle impostazioni della 2-step-authentication nel vostro account Google.

L’autenticazione in due fattori aumenta drasticamente la sicurezza del vostro account e lo protegge da intercettazioni, furti e altre pratiche illecite. Utilizzando questo processo si possono tagliare fuori gran parte degli attacchi più banali e alla portata di molti, rendendo il vostro account meno “appetibile” di altri più vulnerabili. Un plauso a Google che in questo caso dimostra attenzione per la sicurezza dei suoi utenti.

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Di morale (del 11/10/2011 @ 14:43:58, in Eventi, linkato 2330 volte)
Segnalo questa promozione di Amaro Ramazzotti che mi sembra molto interessante:

http://www.ramatonic.it/regolamento2011.pdf


in pratica l'estratto dal regolamneto :
Nel periodo previsto, ovvero dal 1 ottobre 2011 al 31 marzo 2012 compreso, verranno poste in distribuzione n. 100.000 bottiglie con materiali promozionali nei supermercati, negli ipermercati e nei cash&carry.
Ogni bottiglia promozionale di Amaro Ramazzotti cl. 70 (di seguito “Prodotto”) avrà, ON-PACK, un collarino (di seguito “Collarino”) contenente un codice alfanumerico.
Tutti i clienti che, durante il periodo promozionale, acquisteranno il Prodotto, con esposto il relativo materiale promozionale, potranno partecipare all’operazione a premi “Chiama i tuoi amici con Ramazzotti”. Per ogni bottiglia promozionale acquistata, il cliente avrà in premio n. 2 USIM ricaricabili dell’operatore H3G (di seguito “Usim 3”) ciascuna con l’opzione “Gente di 3” che prevede i seguenti benefici:
- n. 60 minuti al giorno, per 6 (sei) mesi dall’attivazione, di traffico telefonico da utilizzare per chiamate
verso numeri 3, sotto copertura nazionale di 3;
- n. 60 SMS al giorno, per 6 (sei) mesi dall’attivazione, verso numeri 3, sotto copertura nazionale di 3.
Il premio potrà essere redento ed attivato solo ed esclusivamente presentando lo scontrino fiscale in originale ed il Collarino esposto sulla bottiglia e riportante il codice alfanumerico chiaramente leggibile ad un qualsiasi 3 Store aderente all’iniziativa, entro e non oltre il 31 marzo 2012. Si sottolinea che verranno presi in considerazione esclusivamente gli scontrini che riportano l’indicazione specifica “bottiglia Ramazzotti” o analoga. In presenza di indicazioni generiche lo scontrino non sarà ritenuto valido.
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Di morale (del 11/10/2011 @ 14:38:33, in Societa', linkato 1829 volte)
Segnalo i siti di due centri medici "Low Cost" a Milano, dove e' possibile effettuare esami e piccoli interventi a cosi contenuti:

Centro Medico Santagostino
http://www.cmsantagostino.it/


Centro Medico Ambrosiano
http://www.centromedicoambrosiano.it/index.html
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Di Muso (del 26/09/2011 @ 15:10:43, in Informatica, linkato 3424 volte)
from :  Jayway Team Blog

I've been spending some time studying a tool for looking at the structure of code bases. After having tried out some of the more basic possibilities I wanted to go for the finer points and study changes between two versions of code to see what effect my changes made. This is where I realise that I would like to have a local Subversion repository not only for this, but also for how it would benefit some of my hobby projects. After some googling I found my way to http://subversion.tigris.org/project_packages.html where, since I'm on windows, I picked the windows path. I end up downloading the latest version of Subversion: http://subversion.tigris.org/files/documents/15/45344/svn-win32-1.6.0.zip

I unpack it in "C:\Program Files\Subversion". To get the commands to work you have to add the bin to your path. In my case I add "C:\Program Files\Subversion\svn-win32-1.5.6\bin" to the path. After this I open up a command window and do the following:

mkdir subversionRepository 
cd subversionRepository
svnadmin create project1

Now, in order to make Subversion work in Eclipse I add http://subclipse.tigris.org/update_1.6.x to my update sites. After downloading this I restart my Eclipse and go to Window -> Show View ->Other->SVN -> SVN Repositories.
I right click in the opened view and create a new repository location. Instead of writing a http adress in the URL window I now type "file:///C:/subversionRepository/project1". Notice the three forward slashes after "file:".

I now have an empty repository that I want to put my project into so I right click on the repository and add a new remote folder that I call trunk. Right clicking on the trunk I can now import my project by importing the folder that contains the .project file. I hit F5 to refresh the view and can see that the trunk is now filled with my first version of my project.

But I also have to associate the repository version with Eclipse, so now I right click in the Package Explorer and choose Import -> SVN -> Checkout Projects from SVN. I pick my previously created repository, click next, mark the trunk and then click finish. I get a question if I want to overwrite my previously created project with the same name and say ok. I won't need that now that I got a versioning system!

I can now finally continue my studies of the tool I was looking into.

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Di Muso (del 13/09/2011 @ 14:04:24, in Eventi, linkato 2039 volte)
Dopo l’enorme successo della prima edizione, Taste of Milano torna dal 15 al 18 settembre 2011 per deliziare i palati di tutti gli appassionati di cucina o semplicemente chi non vuole lasciarsi scappare la possibilità di assaggiare la migliore cucina della città.

Taste of Milano è un grande Temporary Restaurant e l’evento enogastronomico più cool dell’anno grazie ai 20 ristoranti top che sono stati selezionati per una vera e propria festa dei sensi.

L’edizione 2011 inoltre presenta due importanti novità: una nuova ed esclusiva location, l’Ippodromo del Galoppo di San Siro, il più grande spazio verde della metropoli meneghina la cui pista per la prima volta verrà aperta al pubblico, ed un maggior numero di Chef e Ristoranti della città (20 appunto) che per quattro giorni lavoreranno per preparare dei menu di tre mini-portate che si potranno acquistare e mixare a piacere, oltre che per mettersi a disposizione del pubblico in corsi di cucina.

I ristoranti che parteciperanno all’evento sono: Al Pont de Ferr, AliceBianca, D’ODon Carlos del Grand Hotel et de MilanFinger’sFood ArtIl LibertyIl Luogo di Aimo e Nadia, Il MarchesinoInnocenti EvasioniJoia, Ernst KnamLangosteria 10, Nicola CavallaroOsaka, SaviniTano Passami l’OlioThe Park Restaurant del Park Hyatt Hotel Milano, Trussardi alla Scala.

I visitatori avranno la possibilità di degustare le singole specialità spostandosi solo di pochi metri immersi nella natura e nella tranquillità di un grande prato mai aperto al pubblico. I menu, formati da tre piatti maggiormente rappresentativi della filosofia culinaria di ogni Chef, saranno proposti a un prezzo compreso tra 4 e 6 euro o più semplicemente 4 o 6 Ducati (la moneta ufficiale dell’evento, il cui valore corrisponde a 1 euro).

In questa edizione si è voluto creare un vero e proprio parco giochi per gourmet, dove non vi saranno solo gli assaggi dei piatti, ma anche mini-corsi di cucina con Sale & Pepe, laboratori di pasticceria proposti da California Bakery, workshop sul vino con San PellegrinoAcqua Panna e gli alcolici più pregiati ed infine brevi show cooking degli chef.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito del Taste of Milano all’indirizzo www.tasteofmilano.it oppure, per acquistare i biglietti, il sito di TicketOne.

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Di morale (del 22/07/2011 @ 13:39:07, in Lo sapevi che , linkato 4462 volte)
tratto da: L'albero dei Gelati

A 30 km da Milano
, ad Ossona, forse non ci si aspetta di trovare dei frutti di bosco cosi'; buoni. Invece ci sono. Ed eccome. Sono così buoni forse perché la campagna, da quelle parti, e' ancora molto diffusa. Sara' perche' il parco del Ticino e il canale Villoresi colorano di verde questa zona. Sara' perche' Filippo Cucco, il “nostro” produttore di lamponi, more e mirtilli fa le cose fatte bene e coltiva i piccoli frutti rossi in modo responsabile, rispettando la natura.

Così possiamo veramente parlare di “km0” per valorizzare le produzioni locali e per prestare attenzione all’ambiente che ci circonda, facendo percorrere meno km possibili ai prodotti che scegliamo.

I nostri piccoli frutti crescono senza trattamenti chimici, ma solo arricchendo di torba il terreno per renderlo più acido, che è il vero segreto per avere ottimi frutti di bosco, anche sul balcone di casa. Un altro piccolo accorgimento è prestare attenzione all’acqua che si usa per innaffiare le piante:  i piccoli frutti non sopportano il calcare, elemento molto presente nell’acqua delle nostre  zone.

Filippo produce lamponi, more e  mirtilli con grande passione dal 2004, da quando ha deciso di fare un “investimento” nella coltivazione e quindi nella “terra”. Il risultato è molto gustoso: i lamponi sono dolci e succosi, i mirtilli saporiti e polposi, mentre le more, una vera delizia del palato.

Ogni sapore è così particolare e ben distinto. Questo è il motivo per il quale preferiamo proporre ogni singolo sapore, per ritrovare il gusto originale del frutto e non racchiuderli ,tutti e tre, in un unico gusto chiamato “frutti di bosco”.

Perché ogni gusto è unico, da gustare a occhi chiusi.

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Di Muso (del 17/07/2011 @ 20:00:00, in Tecnologia, linkato 13822 volte)
Dopo anni di ottimo servizio il mio MySky collegato al proiettore da ieri mi da' qualche problemino:
"Autenticazione HDCP fallita"
essendo sempre piu' probabile un problema degli apparti sky che altro, provo a scrivere al servizio tecnico che cosi' mi riponde:

la informiamo che il messaggio “Autenticazione HDCP Fallita” appare quando il televisore non decodifica correttamente il formato di protezione HDCP adottato su tutti i canali Sky.
 
Per una possibile risoluzione le consigliamo di spegnere e riaccendere il televisore e, se il messaggio di errore dovesse essere ancora presente, di scollegare e successivamente ricollegare il cavo HDMI (cavetto nero collegato all’uscita HDMI del decoder) sia sul decoder che sul televisore.

In caso il disguido non si risolva le consigliamo di staccare e riattaccare il cavo di alimentazione del decoder.

 
Le ricordiamo inoltre che il decoder Sky HD o My Sky HD, per il suo corretto funzionamento, deve essere posizionato in luogo areato lasciando almeno 10 cm di spazio libero per ogni lato.

certo la probabilta' che non avessi gia' provato e' molto alta, stasera riprovo e prima di riaccendere conto fino a 10 e faccio una giravolta . . .gurdo in su . . . guardo  in giu . . . . . .   :))))) 

Forse che la soluzione risieda tra le ultime righe della risposta ???
Secondo me, se chiamassero le cose con il loro nome, ........si chiama SURRISCALDAMENTO, quel macinino rimane sempre acceso e raggiunge temperature da caffettiera..appunto !!!!
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Log4J exception FAQ: "How do I print the stack trace of an exception using Log4J or Commons Logging?"

Printing the stack trace of a Log4J exception seems to be something of a trick question. In reviewing Java code from different developers at different organizations I see a lot of people working very hard to print a stack trace using Log4J, including a lot of variations of calling e.printStackTrace() method.

Log4J exception stack trace - short answer

The short answer is that all you have to do to print the stack trace of an exception using Java and Log4J (or the Apache Commons Logging project) is this:

log.error("Your description here", exception); 

where exception is your Java Exception object. The Log4j error method that takes a description followed by a Throwable will print the stack trace of the Java Throwable object.

For more information on how this works with Log4J I recommend looking at the API documentation for the Logger class.

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