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Dobbiamo imparare bene le regole, in modo da infrangerle nel modo giusto.

Dalai Lama
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Muso (del 15/12/2010 @ 17:23:28, in Informatica, linkato 2938 volte)
tratto da : Giampiero Granatella

Java è abbastanza carente nella manipolazione delle date, le sue classi java.util.Date, java.sql.Date e Calendar non facilitano il confronto e la manipolazione delle date. In parallelo a queste è comodo utilizzare la libreria open source JodaTime.

Cosa offre?

  • La possibilità di effettuare confronti fra date, senza dover gestire quanti giorni ha un mese, se l’anno è bisestile,…
  • La gestione dei periodi fra date
  • Aggiungere/sottrarre un periodo (un anno, un mese, un giorno) ad una data e fare calcoli fra date

Le classi principali

  • DateTime, rappresenta una data con l’ora
  • DateMidnight, la data alla mezzanotte (00:00), comoda per effettuare confronti senza considerare le ore
  • Interval, Period, Duration per gestire gli intervalli o periodi di tempo

La ricchezza di costruttori di DateTime e DateMidnight

DateTime (e ugualmente DateMidnight) offrono un ampia varietà di costruttori:

  • DateTime()

  • DateTime(Chronology chronology)

  • DateTime(DateTimeZone zone)

  • DateTime(int year, int monthOfYear, int dayOfMonth, int hourOfDay, int minuteOfHour, int secondOfMinute, int millisOfSecond)

  • DateTime(int year, int monthOfYear, int dayOfMonth, int hourOfDay, int minuteOfHour, int secondOfMinute, int millisOfSecond, Chronology chronology)

  • DateTime(int year, int monthOfYear, int dayOfMonth, int hourOfDay, int minuteOfHour, int secondOfMinute, int millisOfSecond, DateTimeZone zone)

  • DateTime(long instant)

  • DateTime(long instant, Chronology chronology)

  • DateTime(long instant, DateTimeZone zone)

  • DateTime(Object instant)

  • DateTime(Object instant, Chronology chronology)

  • DateTime(Object instant, DateTimeZone zone)

  • E offre una varia serie di funzionalità (javadoc).

    Esempio

    Un semplice esempio di utilizzo…

    DateMidnight oggi = new DateMidnight();

    DateMidnight domani = oggi.plusDays(1);

    DateMidnight meseProssimo = oggi.plusMonths(1);

    Period durata = new Period(domani, meseProssimo);

    int giorni = durata.getDays();
    int mesi = durata.getMonths();
    Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
     
    Di Muso (del 14/12/2010 @ 20:30:00, in Informatica, linkato 3523 volte)
    tratto da : Giampiero Granatella

    I test unitari sono problematici quando ti trovi in un ambiente dove il contesto è fondamentale per far funzionare il tuo programma. Prendiamo ad esempio una servlet che ha bisogno di un application server (come Tomcat) per poter girare, o una EJB, o un qualsiasi programma che gira all’interno di un framework.

    Come isolare il tuo programma, nascondendo l’ambiente, per poterlo testare? La soluzione è usare degli oggetti Mock, ogetti fittizzi che nascondono e fanno da interfaccia verso il mondo esterno.

    In questo esempio userò EasyMock per fare il testing di una servlet isolandola dall’application server.

    Ecco l’esempio di un mio test su una servlet che deve ricevere due parametri in ingresso: var_1 e var_2. La servlet leggerebbe i due parametri dalla request e poi li elabora all’interno del metodo doGet. Essendo il mio test fuori da un container devo nascondere HttpServletRequest tramite un mock object. Alla mia applicazione non interessa nulla di quello che la request fa o dovrebbe fare, interessa solo che mi restitutisca i miei due parametri.

    EasyMock si comporta come un registratore (simile ad una macro): registriamo cosa l’oggetto deve fare e poi ci prepariamo ad usare la nostra registrazione quante volte vogliamo nei nostri test.

    public class ServletTest extends TestCase {

    public ServletTest(String name) {
    super(name);
    }

    public void testGet() {
    //passo 1.
    HttpServletRequest request = createMock(HttpServletRequest.class);

    //passo 2.
    expect(request.getParameter("var_1")).andReturn("5");
    expect(request.getParameter("var_2")).andReturn("10");

    //passo 3.
    replay(request);

    //Passo 4.
    //Oggetto del test
    MyServlet servlet = new MyServlet();
    try {
    //esecuzione del metodo con Mock Object
    servlet.doGet(request, null);
    //TODO: verifiche...

    } catch (ServletException e) {
    e.printStackTrace();
    fail("Servlet Exception");
    } catch (IOException e) {
    e.printStackTrace();
    fail("IO Exception");
    }
    }
    }

    Un test con un easy mock si compone di quattro fasi:

    1. Creazione dell’oggetto mock  (metodo createMock) a partire da una interfaccia (HttpServletRequest) (passo 1)
    2. Addestriamo(registriamo) il nostro mock a come deve rispondere a particolari chiamate tramite i metodi expect() andReturn (passo2)
    3. Concludiamo la fase di registrazione e ci predisponiamo all’utilizzo con il metodo replay
    4. Utilizziamo il nostro mock nella nostra classe e verifichiamo i risultati

    E questo è tutto, notate la semplicità e la pulizia offerte da EasyMock per registrare le sole funzioni che ci servono. Se volete utilizzare più volte un mock ricordate di usare il metodo reset per pulirlo prima di una successiva fase di addestramento.

    Abbiamo visto come, tramite easyMock, possiamo effettuare test unitari nascondendo tutte quelle implementazioni di interfaccie dipendenti dall’esterno del nostro test.

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    Di Muso (del 28/11/2010 @ 15:21:37, in Informatica, linkato 3412 volte)
    tratto da: Anime Curiosita
    Dalla versione 3.6.4 Firefox ha adottato un sistema per la gestione dei plugin Adobe Flash Player, QuickTime e Silverlight differente rispetto alle versioni precedente, lasciando la gestione ad un programma esterno che gira in sincornia con firefox per evitare un crash globale di firefox in caso crashasse solo la plugin, il nome di questo software per la release di windows e' plugin-container.exe.

    Ora veniamo al punto ...

    Non a tutti ma ad alcuni questo gestore di plugin provoca dei problemi, mandando la CPU alle stelle caricandola di lavoro esccessivo fino a saturarla al 100% , cio' ne comporta dei rallentamenti e dei Freeze ( dei blocchi dello schermo e del sistema momentanei ).
    Io me ne sono accorto grazie a COMODO il firewall che continuava a chiedermi se plugin-container.exe poteva accedere alla rete e quando succedeva avevo continu freez del sistema, inzialmente ho pensato ad un virus o ad un worm di qualche tipo, fortunatamente dopo la mia immediata ricerca ho letto che era il gestore di plugin di firefox.

    Le soluzioni possibili sono 2 o si termina il processo dopo la sua esecuzione da Task manager, ma ogni volta che riavvierete Firefox lui fara' la sua ricomparsa, in piu' non e' mai consigliabile terminare un processo in atto potrebbe portare degli strascichi.
    Oppure la seconda soluzione che e' quella che poi ho adottato anche io e' di disattivare la gestione dei plugin in questione tramitegestore esterno, per farlo bisogna entrare nella configuarzione dei plugin di firefox e cambiare 4 impostazioni di numero.

    allora vediamo come fare ...

    digitate nella barra degli indirizzidi firefox il seguente comando
    CODICE
    about:config

    apparira' un avvertimento dove vi chiede di fare attenzione nella modifica dei parametri, voi ditegli che sarete prudenti.

    nel campo dei filtri inserite questa piccola stringa

    CODICE
    dom.ipc

    il risultato dovrebbe essere il seguente, vi vengono date 6 righe di impostazioni

    CODICE
    dom.ipc.plugins.enabled;false
    dom.ipc.plugins.enabled.npctrl.dll;true
    dom.ipc.plugins.enabled.npqtplugin.dll;true
    dom.ipc.plugins.enabled.npswf32.dll;true
    dom.ipc.plugins.enabled.nptest.dll;true
    dom.ipc.plugins.timeoutSecs;45

    ora non tenete conto della prima e dell'ultima riga

    ma solo di queste

    CODICE
    dom.ipc.plugins.enabled.npctrl.dll;true
    dom.ipc.plugins.enabled.npqtplugin.dll;true
    dom.ipc.plugins.enabled.npswf32.dll;true
    dom.ipc.plugins.enabled.nptest.dll;true


    basta un seplice doppio click su ognuna per farle passare da TRUE a FALSE per tutte e 4, in questo modo disattiverete l'utilizzo del gestore di plugin esterno

    potete chiudere e riavviare firefox.

    e questo e' quanto ^^


    P.S. lo stesso gestore e' presente anche per la versione 3.6.4 di Linux non ho potuto fare nessuna verifica con quello per vedere se micrea gli stessi problemi in quanto io utilizzo ancora la verisione dei repository di ubuntu che e' la 3.0 di firefox, se qualcuno avesse problemi di qualche tipo a riguardo con linux me lo faccia sapere che provo a vedere l'eventuale soluzione che penso sia molto simile a questa data qua sopra.

    se avete domande chiedete pure.
    Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
     
    Di Muso (del 26/11/2010 @ 09:38:40, in Politica, linkato 1769 volte)
    tratto da Quintarelli Blog:
    Due fatti ed una considerazione.

    PRIMO: Domani c'è una riunione dell'Autorità delle Comunicazioni che approverà un provvedimento di regolamentazione delle WebTV, come effetto del recepimento della direttiva europea Audiovisual Media Services.

    E' stato scritto molto, il testo della legge prevede di regolamentare i siti in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, esentando  specificamente i siti privati e i servizi UGC.

    Ma cosa vuol dire ? alla fine AGCOM pare abbia maturato che non ha senso imporre un balzello ed una burocratica registrazione preventiva a chiunque faccia video su internet: l'obbligo e conseguente tassa da qualche mila euro sarà limitata alle aziende di video online che facciano piu' di Xcentomila euro di fatturato.

    UPDATE: gira voce che sia tipo 2000 euro per chi fa piu' di 100.000 euro... quindi la frase sotto va mesa in forse..

    Certo, bene cosi': il rischio della chiusura del web video è arginata. L'importo sarà modesto e sopportabile per chi fa business e non ci sarà per gli altri.

     

    Pero'...

    Alla fine avremo un registro ed una tassa il cui gettito non servirà a retribuire una attività specifica, salvo la autoreferenziale tenuta del registro stesso.

    Importo che, è facile predire, non sarà nemmeno sufficiente a coprirne i costi associati.

    Lancio una provocazione..  non si potrebbe tenere il registro solo come dichiarazione mandata per posta certificata ad un indirizzo specifico, senza una tassa associata ? costi di esercizio zero, minimizzazione della burocrazia; il registro sarebbe il contenuto della casella di posta certificata.

    Temo sia facile predire che andremo di raccomandate e qualche migliaio di euro di tassa inutile...

    SECONDO: è una chicca ancora "migliore": Questo è un provvedimento del CdM del 22 ottobre scorso.

    Se vuoi attaccare un oggetto alla rete (non terminale/pc, ma router, switch, ecc), devi essere un installatore iscritto all'albo (per tutto, eccetto ciò che verrà esplicitamente escluso (2.f)) pena sanzione da 15.000 a 150.000 euro

    Governo Italiano - Provvedimenti.

    1. Gli utenti delle reti di comunicazione elettronica sono tenuti ad affidare i lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1), che realizzano l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, ad imprese abilitate secondo le modalità e ai sensi del comma 2.

    sarebbero "le apparecchiature allacciate direttamente o indirettamente all’interfaccia di una rete pubblica di telecomunicazioni per trasmettere, trattare o ricevere informazioni; in entrambi i casi di allacciamento, diretto o indiretto, esso può essere realizzato via cavo, fibra ottica o via elettromagnetica;"

    2. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, il Ministro dello sviluppo economico, adotta, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, un decreto volto a disciplinare:
    a) la definizione dei requisiti di qualificazione tecnico-professionali che devono possedere le imprese per l’inserimento nell’elenco delle imprese abilitate all'esercizio delle attività di cui al comma 1;
    b) le modalità procedurali per il rilascio dell’abilitazione per l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica;
    c) le modalità di accertamento e di valutazione dei requisiti di qualificazione tecnico-professionali di cui alla lettera a);
    d) le modalità di costituzione, di pubblicazione e di aggiornamento dell’elenco delle imprese abilitate ai sensi della lettera a);
    e) le caratteristiche e i contenuti dell’attestazione che l’impresa abilitata rilascia al committente al termine dei lavori;
    f) i casi in cui, in ragione della semplicità costruttiva e funzionale delle apparecchiature terminali e dei relativi impianti di connessione, gli utenti possono provvedere autonomamente alle attività di cui al comma 1.
    3. Chiunque, nei casi individuati dal decreto di cui al comma 2, effettua lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1), realizzando l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, in assenza del titolo abilitativo di cui al presente articolo, è assoggettato alla sanzione amministrativa pecuniaria da 15.000 euro a 150.000 euro, da stabilirsi in equo rapporto alla gravità del fatto.

    Scegliete voi se ridere o piangere.

     

    CONSIDERAZIONE:

    Boston Tea Party - Wikipedia.

    Il cosiddetto "Boston Tea Party" (lett. "Ricevimento del tè di Boston") fu un atto di protesta da parte dei coloni americani diretta contro il governo britannico, in relazione alle loro recenti leggi sulla tassazione, con la quale vennero distrutte molte ceste di tè. Si svolse giovedì 16 dicembre 1773 nel porto di Boston e fu vista da molti come la scintilla che fece iniziare la rivoluzione americana.

    Dato l'andamento della nostra stuazione economica,



    noi avremmo bisogno di qualcosa di piu' ricostituente, un Brodo party.
    Le scelte corporative di tutela dei bei tempi andati rispetto all'apertura al futuro, per piccole che siano, sono una goccia che carsicamente erode spazi di opportunità.
    Ma, alla fine, se non favoriamo la crescita economica chi pagherà debito e welfare state ?
    Articolo (p)Link Commenti Commenti (2)  Storico Storico  Stampa Stampa
     
    Di Muso (del 16/11/2010 @ 20:30:00, in Tecnologia, linkato 1696 volte)
    Da mercoledì 17 novembre, Milano diventerà la città italiana di riferimento per tutti gli operatori del mercato nazionale e internazionale delle energie rinnovabili. Con oltre 400 espositori, più di 30.000 metri quadrati di superficie espositiva, 60 sessioni di convegni e 407 relatori, Greenergy Expo, EnerSolar+, PV Tech e Invex, che si rivolgono sia al B2B, sia al consumer, richiameranno migliaia di visitatori. Organizzato da Artenergy Publishing e Fiera Milano Rassegne, dopo il successo della prima edizione EnerSolar+ si conferma in particolare l'evento più importante del secondo semestre per il settore dell'energia solare, e a una settimana dall'apertura registra già un significativo aumento in termini di espositori italiani e internazionali e di superficie espositiva occupata. EnerSolar+ 2010 si svolgerà ancora in contemporanea con Greenergy Expo il salone dedicato alle altre energie rinnovabili (geotermia, biomasse, pellet, biogas, cogenerazione, mini-idroelettrico, energia verde, biocarburanti, mobilità sostenibile) e PV TECH, il salone internazionale dei macchinari e delle tecnologie produttive per l’industria fotovoltaica, garantendo quindi forti sinergie. Il 17 novembre, inoltre, si terrà INVEX, l’unico evento al mondo dedicato all’industria degli inverter, che alla sua prima edizione nel 2009 ha ottenuto un successo oltre ogni aspettativa, con la partecipazione di oltre 450 delegati. Anche nel 2010 EnerSolar+ sarà arricchito da un qualificato programma di conferenze, workshop e tavole rotonde, che vedranno la partecipazione dei più autorevoli esponenti del mondo industriale, delle istituzioni e della ricerca, a livello nazionale e internazionale.
    Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
     
    Di Muso (del 15/11/2010 @ 20:30:00, in Lo sapevi che , linkato 2284 volte)
    Sabato sera ho potuto vedere la seconda puntata di " E SE DOMANI " (trasmissione in onda il sabato su RAI 3 ore 21:30). Trasmissione condotta da Alex Zanardi che tratta argomenti scientifici in maniera chiara e interessante.
    Proprio nell'ultima puntata vengono presentati i "Neuroni Specchio" , vi consiglio di spendere qualche minuto per leggere cosa scrivono su wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Neuroni_specchio.
    Ovviamente viene spiegato molto meglio di come potrei fare io, quindi spiegazione a parte mi piacerebbe focalizzare l'attenzione sulla seguente frase :

    "L'osservazione sulla scimmia e sull'uomo comporta anche evidenti studi
    sulla possibile evoluzione dei rispettivi sistemi specchio.
    Nell'uomo, ad esempio, è presente un complesso
    sistema di espressione delle emozioni
     che in tutte le altre specie è assente, per cui la ricerca si allarga anche al campo della conoscenza
     dei meccanismi sociali, con la prova che il concetto di "individuo" è assai relativo."


    Questa si' che e' una rivoluzione, l'autodeterminazione, cioe' il libero arbitrio, non sarebbero altro che risposte preimpostate (quindi non volontarie) e indotte dall'esperienza della persona e quindi espressione della societa' (o specie) in cui si vive. Questo perche' apprese a livello inconscio.
    E' sicuramente un argomento da approfondire, io ho dato lo spunto a voi il seguito.
    Link:
    Articolo 1
    Video 1
    Video 2
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    Di Admin (del 08/11/2010 @ 20:00:00, in Lo sapevi che , linkato 1606 volte)
    Nei Comuni al confine tra le due province è caos. Ma cosa succederà da lunedì, dopo che Varese ha introdotto un oblligo che Milano ha respinto? La mancanza di uniformità crea non pochi disagi agli automobilisti legnanesi.
    Certo pretendere che in inverno con ghiaccio e neve si montino delle gomme specifiche sa un po' di ricatto, ma pensate voi se con tutti i problemi che ha il cittadino medio si deve preoccupare anche della sicurezza stradale del suo automezzo in inverno, una vera sconcezza, per fortuna che il comune di Milano ci ha esentato da questo obbligo. Quando inizieranno le prime ghiacciate o la nevicatina dell'anno passato e sarete in colonna o tamponati da un'auto con delle belle e fiammanti ruote estive, ecco all'ora ne riparliamo.
    questo un articolo de "il giornale"
    Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
     
    Di Muso (del 20/10/2010 @ 20:30:00, in Societa', linkato 1987 volte)
    Il sindaco di Kamikatsu, una piccola comunità sulle colline del Giappone orientale, ha esortato i politici di tutto il mondo a seguire il suo esempio e rendere le loro città "Rifiuti Zero", questo il loro sito http://www.kamikatsu.jp/.

    Non molto tempo fa' la vita in Kamikatsu ruotava intorno alla coltivazione del riso e i turisti arrivavano per un bagno ristoratore nelle calde acque della sorgente locale. Ora il piccolo villaggio, situato sulle montagne ricche di boschi dell'isola di Shikoku, nel sud-ovest del Giappone, ha una nuova ossessione: la spazzatura.


    Dal 2003 Kamikatsu e i suoi 2.000 residenti sono parte di un esperimento ecologico che, se accolto, potrebbe costringere i netturbini di tutto il paese a cercare un nuovo posto di lavoro.


    Il sindaco ha detto a BBC News che tutte le comunità potrebbero imparare da Kamikatsu, dove i residenti hanno una compostiera (compostaggio) per tutti i rifiuti alimentari e dividono gli altri rifiuti domestici in 34 diverse categorie prima di portarlo nel centro di riciclaggio, nel quale i volontari controllano chi si dimentica di togliere il coperchio da una bottiglia di plastica o sciacquare una bottiglia di birra vuota.


    Sonae Fujii presso il centro di riciclaggio dei rifiuti in Kamikatsu, Giappone

    Gli abitanti di Kamikatsu intendono eliminare gli inceneritori entro il 2020, diventare la prima comunita' a rifuti zero del Giappone. Fotografia: Robert Gilhooly

    A un'ora di macchina dalla città più vicina e 370 km da Tokyo, il villaggio è stato costretto a cambiare il modo in cui gestire i rifiuti nel 2000, quando rigorose nuove normative sulle emissioni di diossina hanno costretto a chiudere i suoi due inceneritori da all'ora Kamikatsu cerca di porre fine alla sua dipendenza da impianti di incenerimento e discariche entro il 2020 e fregiarsi del titolo di primo comune in Giappone a zero-rifuti.

    L'ottimismo del sindaco è supportato dai dati che mostrano che il tasso di riciclo Kamikatsu è cresciuto a dismisura dal 55% di dieci anni fa a circa 80% di oggi. Solo cinque anni dopo che il progetto e' iniziato il 98% della popolazione utilizzava gia' un composter domestico.

    Un recente sondaggio ha mostrato che il 40% dei residenti sono ancora scontenti su almeno un aspetto della politica di rifiuti zero. "Abbiamo ancora degli avversari, soprattutto perché quasi tutto deve essere lavato", ha detto Fujii "Tutto ciò che possiamo fare è parlare con i dubbiosi e spiegare loro perché quello che stanno facendo è così importante . . . . che non è solo la cosa giusta da fare, ma l'unica cosa da fare ".

    Il sindaco Teruhiko Kasuichi è imperterrito: "Dobbiamo considerare che cosa è giusto e cosa è sbagliato, e credo che sia sbagliato mandare un camion per raccogliere i rifiuti e bruciarlo. Questo è un male per l'ambiente." e invita i politici di tutto il mondo a seguire il suo esempio.

    In italia sono 3.644 i comuni con meno di 2.000 abitanti (rapporto "Investire nel BelPaese") cioe' 7.300.000 abitanti, il 12% degli italiani potrebbero tranquillamente seguire questo progetto, pecentuale che salirebbe notevolmente se ad aderire al progetto fossero i comuni con meno di 5000 abitanti cioe' 5.868 pari a ben il 72% dei comuni italiani (stima per eccesso 30.000.000 di abitanti il 50% ! ! ! ! !).

    Sorgenti:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Kamikatsu
    http://www.kamikatsu.jp/
    http://it.wikipedia.org/wiki/Compost
    http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/7499954.stm
    http://www.guardian.co.uk/environment/2008/aug/05/recycling.japan
    http://www.uniurb.it/giornalismo/lavori2002/antonucci/files/InvestiresulBelPaese.pdf
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    Di Muso (del 18/10/2010 @ 15:14:23, in Lo sapevi che , linkato 1321 volte)

    Gesu' condivideva copie pirata

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    Di Muso (del 17/10/2010 @ 20:30:00, in Tecnologia, linkato 2987 volte)
    Ebbene si'! Sembra INCREDIBILE ma e' vero, telefonando da un telefono fisso al numero 190 non e' possibile parlare con un operatore, notizia confermatami anche da un negozio rivenditore Vodafone che dopo aver provato per piu' di 30 minuti dalla sua linea fissa, ha chiamato con il telefono di servizio (al quale ovviamente rispondono) e dopo aver fatto presente la problematica (io ho la sim che non va' e per saperne lo stato devo chiamare il 190 ovviamente da telefono fisso) la risposta e' stata . . . . . . . . . . NON SAPPIAMO COME FARE !!!!!!!!!!
    Cmq per completezza di informazione nei vari menu' proposti dal risponditore automatico e' presente quello per il blocco della sim in caso di furto o smarrimento, inserendo il numero viene detto che la sim verra' automaticamente bloccata (balla) e che dopo risponde un operatore per la conferma.
    Io ho provato, l'operatore ha risposto e la sim non e' stata bloccata pero' . . . . . la mia gia' non funzionava per altre problematice quindi . . . . . . a voi il rischio.
    Ho avuto notizia (non suffagrata da prove) che Vodafone abbia abilitato un risponditore automatico "dinamico" cioe' si modifica a seconda del profilo utente che chiama il 190, assegnando anche un livello di priorita' per l'attesa.
    Notizia che, visto quello che mi e' successo, considero verosimile ma non vera, se avete info in merito scrivetele.
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