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Quando i molti governano, pensano solo a contentar se' stessi, e si ha allora la tirannia piu' balorda e piu' odiosa: la tirannia mascherata da liberta'

Luigi Pirandello
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Muso (del 24/06/2010 @ 20:00:00, in società, linkato 1245 volte)

BUFFONI al quadrato, che vuol dire per due volte.

La prima per la figuraccia della nazionale ieri ai mondiali del sudafrica. Un gruppo, quello degli azzurri, di buffoni, senza parole.

La seconda per la provvidenziale nomina di Aldo Brancher a "ministro per l'Attuazione del Federalismo" avvenuta il 18 giugno, giusto in tempo per avvalersi della leggina fatta da "menomale che Silvio c'e'" riguardo il legittimo impedimento. Infatti il 24 giugno ha chiesto "il legittimo impedimento" xche' deve organizzare il nuovo ministero. Aldo Brancher e' imputato, con la moglie, nel processo Antonveneta.

"menomale che Silvio c'e'" ha commentato :

" Visto che non faccio leggi ad personam "

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Di Muso (del 22/06/2010 @ 12:11:55, in Personali, linkato 1386 volte)
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Di Muso (del 19/05/2010 @ 21:00:00, in società, linkato 3897 volte)
tratto da  "il Disinformatico":

Leggo sul Corriere (e vedo anche sul Telegraph) che la British Medical Association ha definito "stregoneria" l'omeopatia e l'ha denunciata come uno spreco di soldi: 4 milioni di sterline l'anno (4,6 milioni di euro, 6,5 milioni di franchi) per prodotti che sono, in sostanza, acqua fresca. L'omeopatia, infatti, si basa sul principio della diluizione estrema del principio attivo. Così estrema che nel "medicinale" omeopatico non c'è neppure una molecola di questo principio. Pseudofarmaci del genere dovrebbero costare praticamente zero, eppure l'industria del settore vale 40 milioni di sterline solo nel Regno Unito. Il Department of Health precisa, però, che la spesa per i medicinali in sé, a carico del contribuente, ammonta a 152.000 sterline l'anno: il resto va in spese di assistenza e per il personale nei quattro ospedali omeopatici di Londra, Glasgow, Bristol e Liverpool.

La mozione della BMA mira ad eliminare l'omeopatia dai trattamenti pagati dal servizio sanitario nazionale ed entrerà a far parte delle regole dell'associazione se verrà approvata dalla sua conferenza plenaria il mese prossimo. Speriamo in bene, così chi vuole curarsi con il nulla sarà libero di farlo, ma a spese proprie.   

Per una curiosa coincidenza, questa notizia mi è arrivata proprio mentre mi stavo godendo il video di James Randi (sottotitolato in italiano) che ingoia un'intera confezione di sonniferi omeopatici prima dell'inizio della sua relazione sulle pazzie dei sensitivi che frodano il prossimo al ritmo di 700 dollari per venti minuti al telefono. Ho sbagliato mestiere.


Per chi volesse saperne di più sull'omeopatia e sulle sue assurdità di fondo, consiglio questa serie di articoli su Medbunker: Introduzione all'omeopatia, Omeopatia: la conosciamo?, Omeopatia: l'incredibile caso del dottor Benveniste (più avvincente di un giallo, con tanto di complotto, ma non da parte dei soliti noti), e Omeopatia: funziona o no?.
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Di Muso (del 19/05/2010 @ 20:00:00, in Lo sapevi che , linkato 1953 volte)
tratto daI "il Disinformatico":

Un gruppo di ricercatori del dipartimento d'informatica della University of Washington e della University of California San Diego ha pubblicato una ricerca che spiega come si può prendere il controllo di qualunque automobile moderna dotata di sistemi elettronici per la gestione del veicolo.

La ricerca, intitolata "Experimental Security Analysis of a Modern Automobile", ha dimostrato che si può utilizzare la porta diagnostica OBD-II (la sigla sta per OnBoard Diagnostics), presente per legge in tutte le automobili statunitensi e in quelle europee recenti, per "ignorare completamente i comandi del conducente" e "disabilitare i freni, far frenare selettivamente a comando le singole ruote, fermare il motore, e così via".

Se la cosa non vi ha messo abbastanza i brividi, i ricercatori aggiungono che sono stati in grado di "impiantare del codice ostile nell'unità telematica di un'automobile" in un modo che "cancella completamente ogni prova della sua presenza dopo un incidente". I complottisti di Lady Diana esulteranno.

Come si fa? La maggior parte degli attacchi realizzati concretamente dai ricercatori su automobili di produzione in condizioni reali (su circuiti stradali sicuri) richiede che l'aggressore abbia accesso fisico all'interno dell'auto e possa connettere degli apparecchi alla porta OBD-II (mostrata nella foto qui accanto, da Wikipedia). Cosa peraltro facile: immaginate di affidare la vostra auto a un parcheggiatore o a un riparatore o a un semplice installatore di autoradio.

Ma c'è una sottoclasse di attacchi, secondo i ricercatori, che può essere realizzata anche senza accedere fisicamente all'automobile, tramite i vari ricevitori senza fili presenti nelle auto moderne. Inoltre è facile concepire un dispositivo radiocomandato connesso alla porta OBD-II, come in effetti hanno fatto i ricercatori, riuscendo a spegnere tutte le luci dell'auto-cavia mentre era in moto: immaginate l'effetto che può avere uno scherzetto di questo genere di notte su una strada non illuminata. Non vedreste più la strada e non sareste visibili fino all'ultimo istante agli altri conducenti. Chi vi segue non vedrebbe accendersi le vostre luci di frenata, con conseguente rischio di tamponamento.  E qualora doveste sopravvivere all'incidente, giustificarvi di fronte all'assicuratore o al tribunale dicendo che vi hanno craccato l'automobile sarebbe difficile e rischierebbe di sfociare in prolungate sessioni di terapia psichiatrica.

I ricercatori statunitensi si sono divertiti a creare anche una dimostrazione di "autodistruzione": usando il loro software, denominato Carshark, sul cruscotto compare un conto alla rovescia di 60 secondi, accompagnato da ticchettii di cadenza crescente e dal suono del clacson negli ultimi secondi. Poi si spegne il motore e si bloccano le porte. A discrezione è possibile inoltre attivare di colpo i freni o rilasciarli.

Qui accanto vedete una demo di tachimetro craccato: indica 140 miglia orarie (225 km/h) nonostante il cambio dell'auto sia in modalità Park e riporta un messaggio scelto dagli aggressori (Pwned by CarShark - CARSHARKED X_X).

Certo, i ricercatori hanno fatto tutto questo per mettere in luce l'approccio carente alla sicurezza informatica attuale nelle automobili e stimolare i costruttori a valutare più attentamente questo aspetto, e dicono che non c'è motivo di allarmarsi perché a loro non risulta che questi attacchi vengano usati. Ma altri potrebbero non essere così altruisti e sistemi come OnStar della General Motors già adesso permettono di sbloccare a distanza un'auto o di fermarne il motore in caso di furto.

Non so voi, ma io vado a comperarmi una Dune Buggy.

Fonti aggiuntive: New York Times
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Di Muso (del 09/05/2010 @ 20:00:00, in Racconti, linkato 1213 volte)
Lavoro....     di  Mabbeuss

Si sta' come nel c..o tutto l'anno,
un dito.
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Di Muso (del 02/03/2010 @ 20:00:00, in Informatica, linkato 2421 volte)
Purtroppo lo scopro solo ora, anche xche' solo ora ne ho avuto la necessita', un fantastico emulatore IE per firefox. Il nome e' "IE Tab" e lo sitrova tra gli "Add-ons" o "Componenti Aggiuntivi" di Mozzilla Firefox. A me e' sevito per accedere a quel fantastico (e sono sarcastico) prodottino che e' "Office Outlook Web Access" di cui molte aziende si stanno dotando e che essendo ovviamente compatibili solo con se stesso (spesso anche questo non e' vero) non ha tutte le funzionalita' se vi accedete con firefox. Come questo prodotto ne esistono altri i ci sono siti che offrono il meglio solo con IE, quindi vi consiglio di provare questo emulatore, magari la situazione migliora.
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Di Muso (del 14/01/2010 @ 14:15:57, in Lo sapevi che , linkato 1625 volte)
Questo e' un link molto utile, se hai un dubbio su come si scrive o pronuzia una parola nella nostra lingua madre, qui' puoi sicuramente trovare una risposta. Dall'accademia della crusca ecco il Dizionario Italiano Multimediale e Multilingue d'ortografia e pronunzia
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Di Muso (del 13/01/2010 @ 20:00:00, in Personali, linkato 1699 volte)
Ebbene sì, dopo quasi sei mesi di progetto è arrivato anche il mio turno. Presente!! Da lunedi' faccio parte anche io del gruppetto che risiede a Monaco di baviera durante la settimana, in lussuosi hotel, circodati da splendide ragazze teutoniche, ristoranti di classe e lavoro imperdibile. . . . . alla fine pero' ci sveglia sempre!!! Scherzi a parte essere all'estero per lavoro ti fa' trascorrere piu' tempo in ufficio di quando sei vicino a casa e questo rende impossibile visitare la citta' o organizzare qualche serata carina. D'altronde c'e' molto lavoro da fare e non possiamo distrarci, fortunatamete gli hotel sono molto belli e offrono ogni genere di comfort a qualsiasi ora e questo allieta almeno il fine giornata.
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Di Muso (del 13/12/2009 @ 20:00:00, in Politica, linkato 1761 volte)
Secondo questa classifica il nostro premier e' il meno amato all'estero, credo che dopo i fatti di ieri sera anche in Italia non e' messo benissimo.
La giuria, composta da rappresentanti e inviati a Bruxelles delle maggiori agenzie di stampa e testate europee, ha valutato i ventisette leader dando a loro un punteggio per ognuno di questi sette criteri: capacità di leadership, capacità di lavorare in squadra, atteggiamento nei confronti delle tematiche ambientali, politica economica, rispetto del mercato interno, conformità alle linee guida del trattato di Lisbona e impegno europeista. Il presidente del consiglio italiano riesce nell'impresa di accaparrarsi non solo l'ultimo posto nella classifica generale, ma anche su cinque dei sette criteri presi in considerazione dai giurati. Berlusconi riesce a staccarsi dal fondo classifica soltanto per capacità di leadership, in cui risulta terzultimo, e politica economica, nel quale riesce a raggiungere addirittura il quartultimo posto.
Qui' trovate la classifica completa: CLASSIFICA
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Di Muso (del 10/12/2009 @ 13:18:28, in Tecnologia, linkato 1709 volte)

Ho aderito con piacere a questa campagna per cercare di porre fine agli effetti nefasti del Decreto Pisanu e di questo ne sia seguito a livello normativo.

wifi_zone

Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore.

Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità .

Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.

Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.

Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte.

Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.

Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet.

Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico.

Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese.

Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al parlamento di non prorogare l’efficacia delle disposizioni del Decreto Pisanu in scadenza e di abrogare la previsione relativa all’obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti.

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