I love dBlog!
Immagine
 Antica macchina per tessuti... di Admin
 
"
Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
"
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Sabrina (del 28/08/2010 @ 19:48:27, in Racconti, linkato 1379 volte)
RACCONTO DI UNA SERA

Che serata strana, me ne sto qui da sola nella camera ad ascoltare le note di una canzone e i miei pensieri si lasciano cullare piano dalla freschezza dell’aria che fa danzare la tenda di fronte a me. Mi avvicino alla finestra con circospezione, non voglio disturbare e non voglio incontrare occhi indiscreti che pesano la mia persona. Non ho voglia di scambiare futili parole con persone che credono di conoscermi. Cerco di restare sola, immersa in questo silenzio magico e quasi irreale.



Guardo il cielo che si tinge dei colori della notte, la sua oscurità dovrebbe intimorirmi e invece mi affascina, silenziosamente stuzzica la mia fantasia e mi permette di creare un mondo immaginario oltre la realtà. Vedo spiriti bizzarri, vestiti dei più sgargianti colori, danzare con le stelle.Osservo streghe e folletti prendersi per mano e fare un girotondo intorno alla costellazione dell’Orsa Maggiore.



Divertita guardo anime, di solito annoiate, raccontare storie di vita vissuta a piccoli gnomi dal cappello a punta, cercando così, di conquistare la tanto ambita pentola d’oro.



Su tutto, la luna vestita d’argento sfila lungo la galassia; la sua bellezza toglie il fiato e la sua luce è un brindisi alla vita. All’improvviso sento un boato. Il cielo è invaso da mille colori, il loro scintillio viene verso di me mi abbraccia piano, mi riscalda, mi prende per mano e mi porta con sé.



Volteggio nell’aria; assaporo la dolce carezza della sera sul mio corpo, festeggio con il cielo infinito e gioco con la fantasia. L’improvviso frinire di una cicala mi riporta alla realtà. Sento di aver dormito ed ho ancora il sapore del sonno appoggiato sulle labbra, il collo indolenzito e gli occhi stropicciati. Apro le mie mani stranamente serrate, una polvere luminosa si spande nell’aria: è il mio sogno che vola via. Non lo inseguo, io, quel sogno l’ho vissuto davvero.



FINE

Questa Storia è concessa del suo scrittore: Sormani Sabrina
Illustrazioni a cura di : Tonicello Valentina
Ogni divulgazione anche parziale deve essere autorizzata dagli autori

 
Di Muso (del 09/05/2010 @ 20:00:00, in Racconti, linkato 1121 volte)
Lavoro....     di  Mabbeuss

Si sta' come nel c..o tutto l'anno,
un dito.
 
Di Sabrina (del 29/10/2009 @ 21:45:28, in Racconti, linkato 2014 volte)
Visto il discreto successo del racconto, finchè Ste mi ospiterà nel suo blog, come promesso pubblico la mia seconda opera che è anche la mia prima poesia....

TI HO VISTO

Ti ho visto sorridermi in un ricordo

Ti ho visto specchiarti nel dolce viso della luna

Ti ho visto accarezzarmi nei caldi raggi del sole

Ti ho visto nel gabbiano che vola libero nel cielo

Ti ho visto nelle rondini che giocano a nascondino con le nuvole

Ti ho visto nella fiamma che arde e disegna giochi d’ombra sulla parete spoglia

Ti ho visto nei fiori che profumano l’aria e colorano il mondo

Ti ho visto nella nebbia che cancella il mondo,

nel tramonto che l’addormenta e nell’alba che lo risveglia.

Ti ho visto nel cielo,nelle stelle,nella pioggia,nel prato e nel mare.

Ti ho visto nella foglia che cade,

nel vento che danza,

nel tuono che ti spaventa.

Ti ho visto nella neve che t’abbaglia,

nel silenzio che t’incanta.

Ti ho visto in ogni angolo del mondo perché tu sei nel mondo.

Tu sei una parte di me che non svanirà mai.

Tu mi hai donato la vita ed io ti terrò in vita.

Tu sei con me in ogni giorno che trascorro,in ogni persona che incontro, in ogni errore che commetto.

Tu sei lì a brindare con me il nuovo anno che stà per arrivare.

Una poesia dedicata a mio padre per non scordarmi mai che lui è vivo nel mio cuore  ed io riuscirò sempre a vederlo ovunque sarò….finchè respirerò non sarà mai un ricordo



Questa Storia è concessa del suo scrittore: Sormani Sabrina

Illustrazioni a cura di : Tonicello Valentina
Ogni divulgazione anche parziale deve essere autorizzata dagli autori
 
Di Sabrina (del 19/10/2009 @ 17:19:18, in Racconti, linkato 3492 volte)
la prima fiaba che metto Online, speriamo accolga il vostro gradimento, ed anche quello di Ste che mi ospita nel suo blog.
Come tutte le fiabe che si rispettino anche questa incomincia con.....C'era una volta....

C’era una volta un piccolo paesino affacciato sul mare.
In questo paesino lontano circondato dal verde e ricco di prati e alberi in fiore viveva una bambina.
A causa di un malefico sortilegio, la sua vita era molto diversa da quella di tutti gli altri bambini del posto.
I suoi occhi erano sempre tristi e non riuscivano in alcun modo a cogliere la bellezza delle cose e tutto ciò che osservava finiva per apparirle cupo.
Così guardando il mare riusciva a coglierne soltanto l’oscurità dell’abisso oppure osservando un essere umano ne coglieva soltanto la malvagità e la crudeltà .
I suoi giorni trascorrevano sempre uguali e monotoni.
Raramente usciva di casa e così passava sempre le giornate rinchiusa nella sua camera stretta nella morsa della solitudine.
La bambina però non era completamente sola ,viveva con il suo caro babbo che l’amava più di ogni altra cosa al mondo e non passava giorno in cui osservandola non si struggesse  di dolore per lei:” Povera figlia mia!” soleva dire ”Non posso più vederla così triste, devo fare assolutamente qualcosa per lei!…
Ma nulla si trovava da fare finché un bel giorno…………



Un giorno il padre ,mentre era a pesca con altri uomini del villaggio, sentì parlare di un vecchio saggio che viveva sulle montagne: ”Orbeh!  Non ne sapevo nulla!” pensò  il padre “Potrebbe fare al caso mio, forse lui potrà aiutarmi a far ricomparire il sorriso sul viso della mia piccina!”.
Detto ciò decise di andare alla ricerca del vecchio .
L’indomani mattina si alzò  molto presto , salutò la bambina ed intraprese il suo lungo viaggio.
Fu un percorso duro e faticoso.
Passarono settimane e poi mesi ma finalmente un bel dì giunse al cospetto della capanna in cui abitava il saggio e bussò alla sua porta.
Il vecchio ,d’aspetto assai gentile, lo accolse con ospitalità lo rifocillò ed ascoltò attentamente il suo racconto in silenzio ed infine disse: ”Non so davvero se sono in grado di aiutarti, molto dipenderà da tua figlia,io le tenderò una mano e se lei l’afferrerà allora sarà salva e il maleficio scomparirà!
 Il padre fu felice delle parole e pregò il vecchio saggio di fare tutto ciò che poteva per aiutarlo.
 Il vecchio diede allora al padre tre scatole da portare come doni alla figlia e gli disse inoltre: ”Dovrà aprirne una alla volta ed ogni volta che l’aprirà dovrà pronunciare la parola VOLA se dopo aver aperto queste tre scatole, tua figlia non verrà spontaneamente da me, allora per lei  non ci sarà più alcuna salvezza!”
 “Va bene ho compreso” disse il padre e dopo aver ringraziato il saggio s’incamminò verso casa con una nuova speranza nel cuore.



Giunto a casa, dopo la lunga assenza, trovò la piccola rintanata nella sua stanza, la guardò e il suo cuore pianse nel vederla così triste e sola.
“Povera piccola mia!” penso’ fra sé e sé il padre, andò da lei l’abbracciò ma a nulla valse il suo contatto.
La piccola vedendolo disse:” Mi sei mancato papà!” ma i suoi occhi erano spenti e poco era il suo entusiasmo.
Il padre allora diede alla figlia il primo dono, spiegandole esattamente quello che aveva udito dal vecchio.
 La bambina aprì la scatola e quand’ebbe pronunciato la parola” VOLA” davanti a lei comparve un bellissimo gabbiano ed al suo battito d’ali, si formò una scia dorata che avvolse la bambina addormentandola dolcemente e trascinandola via con sé.
 “Dove sono?” domandò la bambina quando si riebbe dal suo sonno .
“Sei sul mare” disse il gabbiano.
 La bambina riconobbe il suono delle onde ma non riusciva in alcun modo a credere ai suoi occhi.
Non stava vedendo l’abisso infernale, ma una limpida immensità  che si cullava dolcemente scintillando nel blu e nel verde a seconda di come i raggi del sole la colpivano.
” Sembra tempestata da milioni di pietre preziose” disse la bambina incredula e si mise ad ascoltare il mare fino a cadere di nuovo in un sonno profondo.
Quando si risvegliò si trovò di nuovo nella sua stanza.
Il mare era sparito e la bambina  corse alla finestra per guardare fuori, tutto era come prima, nessuno splendido colore solo nero e buio.
Gli occhi della bambina si rattristarono nuovamente.
Il padre vedendola cosi’ giù decise di mostrarle il secondo dono:” Ecco, questo é per te” disse porgendole la seconda scatola.
La piccina prima si mostrò un po’ dubbiosa, poi la curiosità l’avvinse, afferrò la seconda scatola ed aprendola esclamò:” VOLA!”



Subito d’ innanzi a lei si materializzò una bellissima farfalla bianca, che sbattendo le ali produsse una magnifica scia argentata ed avvolse la bimba come in un manto trasportandola lontano come in un magnifico sogno.
La bambina si trovò adagiata su di un morbido tappeto verde:” Che bello” disse accarezzando i soffici steli d’erba che le solleticavano la pelle.
La farfalla le si avvicinò e disse:” Questo, piccola, é un prato; quelli colorati sono dei fiori, avvicinati e prova ad annusarli”.
La piccola fece come la farfalla le aveva detto;” Oh, che profumo meraviglioso! Io non avevo mai visto l’erba così verde e luminosa, l’ho sempre vista avvizzita ed arida,
é bellissima “.
La bambina continuando a ripensare a quella meraviglia, si addormentò cullata dal vento e accarezzata dal profumo del prato e dai petali dei fiori.
Quando si risvegliò era ancora nella sua camera ,come la volta precedente andò di corsa alla finestra e ……Tutto era ancora buio e spento.
La bimba iniziò a piangere ed a nulla valsero gli sforzi del padre per farle tornare il sorriso.
 “Piccola mia, hai ancora un dono” ma la bambina a queste parole s’infuriò “ No!!! ”disse “Non voglio più alcun dono, tutto é magnifico quando apro le scatole, ma quando ritorno nella mia stanza  tutto é uguale a prima, cosa cambia? No! Non voglio risvegliarmi e soffrire di nuovo!”.
Il padre allora la baciò dolcemente e carezzandole la nuca disse:” Piccina mia, so che é difficile e che hai paura, però devi superare il tuo dolore ed andare avanti, solo così tutto sarà più bello!.”
La bambina annuì ed asciugandosi le lacrime decise di aprire il terzo dono.
Appena l’ebbe aperto e pronunciata la solita parola VOLA d’ innanzi a lei apparve una maestosa aquila reale, circondata da un bellissimo alone rosso fuoco, che avvolse la bambina in un abbraccio sicuro ed addormentandola la trascinò nuovamente via.
Quando si risvegliò la bambina volava libera in un’immensità azzurra, tutto era leggero,
sfiorava con le braccia dei morbidi batuffoli bianchi e rise, rise di gioia.



L’aquila le si avvicinò e le disse:” Questo é il cielo, queste sono le nuvole”.
“ C I E L O! “ Ripeté   la bambina estasiata ed intanto volava.
“ Oh! Guarda il mare, il prato, li riconosco…e quell’immensa macchia gialla laggiù cos’é ? ”  
“ E’ un campo di grano”
“ E quell’ammasso grigio cos’è ? “ Domandò la bambina sempre più curiosa.
“ E’ una montagna” rispose l’aquila.
 “ Voglio avvicinarmi” e così fece, fino a toccarne la cima più alta “brrr che freddo! Cos’é questa cosa tanto fredda e tanto lucente che abbaglia la mia vista?”
“ E’ la neve “ rispose l’aquila.
La bambina era senza fiato, voleva volare e volare ancora, voleva vedere e scoprire tutte le meraviglie del mondo, poi si buttò in picchiata e l’aquila per un attimo la perse di vista per poi ritrovarla che passeggiava tra un filare di cipressi.
“ Gli alberi sono verdi, hanno folte chiome, io non lo sapevo, avevo paura di loro li vedevo come brutti spettri pronti a prendermi e a portarmi via “ disse la bambina all’aquila quando questa l’ebbe raggiunta.
L’aquila si commosse alle parole della piccola e sbattendo le ali le disse:”Guarda!”…
Il cielo da prima azzurro divenne poi una tonalità infinita di colori: giallo, rosso, rosa e poi giù, più giù fino a divenire una  immensità blu cobalto senza fine.
La bambina era estasiata, mai nella sua vita aveva visto qualcosa di così bello.
“ Hai visto il tramonto piccola, il sole che ci lascia per riposare ed ora quella che vedi é la luna la signora della notte con le sue ancelle, le stelle”.
La bambina guardava il cielo e le sue luci e se ne stava con il naso all’insù quando……Improvvisamente si ritrovò nella sua camera.
Questa volta si avvicinò lentamente alla finestra, chiuse gli occhi per un attimo e fece un profondo sospiro…intanto a suo padre parve di vederla sorridere.
La bambina si accostò a suo padre lo abbracciò e gli disse:”Papà voglio andare a trovare il vecchio saggio che ti ha donato le tre scatole, voglio ringraziarlo per avermi permesso di vedere il mondo come ogni altro bambino lo vede.
Ora infatti guardando fuori dalla mia finestra e chiudendo gli occhi, con il mio ricordo posso vedere ogni sorta di colore: il verde, il blu, il bianco…e la mia giornata ora é più viva e più bella!”.
Il padre ricordando le parole del vecchio “<….Tua figlia dovrà venire spontaneamente da me e solo allora per lei ci sarà salvezza>” Si rallegrò ed acconsentì alla partenza della figlia.
La bambina s’incamminò alla ricerca del vecchio saggio.
Il percorso fu ancora più duro di quanto lo fosse stato per suo padre, tutto le sembrava nemico: gli alberi le parevano enormi fantasmi ed il cielo con le sue scure nubi e le sue tenebre la minacciava di continuo.
 Ma la bambina non si perdeva d’animo e ogni volta che lo sconforto l’assaliva  pensava al gabbiano, alla farfalla, all’aquila e ai suoi viaggi in  loro compagnia e tutto appariva all’istante più bello.
Cammina, cammina, finalmente giunse alla capanna del vecchio saggio; stava per bussare quando la porta si aprì e una voce gentile le disse:”Vieni pure avanti, ti stavo aspettando, sapevo che prima o poi saresti venuta.”
 La bambina entrò.
Davanti a lei si trovò un anziano signore, sinceramente non se lo aspettava così, il viso emanava calma, semplicità e tanta dolcezza.
“ Com’é possibile?” pensò la bambina “ io negli  uomini vedo solo la parte peggiore ma in lui colgo solo la bontà”.
 Il vecchio intuì i suoi pensieri e le disse:” Piccina, piccina é vero che per il tuo maleficio tu vedi solo il male, ma ricorda che tu puoi vedere ciò che vuoi, basta crederci davvero".
La bambina non capì di cosa il saggio stesse parlando e lo guardò con aria interrogativa.
Egli sorrise e porse un fiore multicolore alla piccola.



“Questo é per te” le disse “ tienilo sempre vicino al tuo cuore e lui ti permetterà di vedere ciò che vuoi….tutta la bellezza”.
La bambina rispose:” Caro vecchio saggio ti ringrazio per questo dono e per gli altri che tu hai dato a mio padre, sei stato davvero gentile con me e io sono venuta fin qui per conoscerti: ringraziarti e chiederti di sciogliere il mio maleficio…..”
“ Oh come t’inganni piccola mia, i doni che ti ho dato erano già tuoi, appartenevano a te e a te soltanto, io non posso scioglierti dal sortilegio, solo tu lo puoi fare e sappi inoltre che tu non sei la sola a vivere così, a tanti altri bambini é toccata la tua stessa sorte”.
“ Ma io credevo che….cosa posso fare?”
“ Pensa alle mie parole e conserva il fiore vicino a te, tutto si chiarirà vedrai”,
La bambina prese il fiore diede un bacio al vecchio e s’incamminò per la sua strada.
La via del ritorno fu altrettanto difficile.
Incontrò persone false, aride di sentimenti pronte a rubarle anche solo quel poco che possedeva, il suo bellissimo fiore.
Una sera la bambina, stanca di camminare si sedette ai piedi di una grande quercia, prese il suo fiore lo strinse a sé e gli disse:” Fiore mio, mostrami il vero aspetto della quercia sotto cui mi sono seduta” e questa divenne maestosa e bella, anziché spettrale come gli occhi della bambina l’avevano vista poc’anzi.
Mentre era assorta nella contemplazione della quercia, le sue orecchie sentirono una melodia che pian piano si avvicinava sempre più.
Ora vedeva un bambino piccino quanto lei che si avvicinava cantando una simpatica canzoncina.
La bambina prese il fiore e disse:” Ti prego mostrami quel bambino com’é veramente, fa che io non veda solo il suo lato peggiore, é piccolo quanto me….oh ti prego fiore!"
Il bimbo si avvicinò e le sorrise e lei vide il suo sorriso e i suoi magnifici occhi azzurri con il colore del mare e del cielo che già tanto amava.
“ Ciao bambina ti sei persa? “:
“ Ciao, no non mi sono persa sto tornando da un viaggio”
“ Da un viaggio? Tutta sola?”
“ Si “ disse la bambina.
“ Cos’é che tieni stretto nelle mani?” Domandò il bambino incuriosito.
La bambina non sapeva se fidarsi, in molti avevano provato a portarle via il suo preziosissimo fiore, tuttavia decise di mostrarlo al bambino e gli disse:” E’ un fiore colorato”.
“ Che bello! “ Disse il bambino e si sedette ai piedi della quercia e per un attimo rimase ad osservare in silenzio quella bambina ed il suo strano fiore.
Poi incominciò a parlare, ma ora nella sua voce c’era un filo di tristezza :“ Sai bambina” disse “ sono contento di averti incontrato, io viaggio sempre solo, non ho una meta e per la prima volta riesco davvero a stare vicino a qualcuno e a parlare. Per la prima volta davvero non  mi sento solo”.
“ Oh “ pensò la bambina e subito guardò il fiore che teneva nella mano e le venne un’idea.
“ Tieni” disse porgendo il fiore al nuovo amico “ non ho nient’altro da poterti donare se non quest’umile fiore che ti potrà rallegrare con i suoi colori e ti potrà accompagnare nel tuo viaggio, così non sarai più solo”.
Il bambino non sapeva se accettare  il dono, poi guardò gli occhi della bambina e vi vide una luce speciale e così acconsentì e prese con sé il fiore che già tanto gli piaceva e un calore sconosciuto si diffuse nel suo cuore.
La bambina si sentì felice come non mai ed improvvisamente si accorse di riuscire a vedere il mondo a colori .
Alzò gli occhi al cielo e vide l’azzurro, guardò il prato e vide il verde, vedeva la bellezza anche se il fiore non era più vicino al suo cuore.
Allora capì le parole del vecchio, lei doveva imparare a credere in se stessa e negli altri.
Il maleficio era davvero svanito perché lei non credeva più nella sua esistenza.
Il  fiore colpito dai raggi del sole o forse dalla felicità che i due fanciulli emanavano, esplose in una moltitudine di colori che inondarono il cielo, creando un magnifico arcobaleno.



I due bambini si presero per mano e s’incamminarono verso quell’arcobaleno che gli avrebbe condotti in un nuovo mondo pieno di colori e di serenità, lo sapevano perché ora ci credevano entrambi davvero.

FINE

Questa Storia è concessa del suo scrittore: Sormani Sabrina
Illustrazioni a cura di : Tonicello Valentina
Ogni divulgazione anche parziale deve essere autorizzata dagli autori

 
Di Muso (del 08/04/2009 @ 14:42:11, in Racconti, linkato 1658 volte)
 
Di Muso (del 12/02/2009 @ 15:00:01, in Racconti, linkato 1496 volte)
C'era un giovanotto che un giorno esternò il suo desiderio di diventare un grande scrittore. Gli chiesero di definire la sua aspirazione: "Voglio scrivere cose che leggerà la gente di tutto il mondo, cose a cui la gente reagirà a livello veramente emozionale, cose che le faranno urlare, piangere, ululare di rabbia e di dolore!" Ora lavora per la Microsoft e scrive i messaggi di errore...
 
Di Muso (del 12/02/2009 @ 11:27:40, in Racconti, linkato 1632 volte)
Si, ho visto due donne, non che sia cosa fuori dal comune, quindi cio' che hanno scaturito in me queste due donne e' la domanda che Vi pongo alla fine di questo racconto. Nell'arco di questo 2008 ho avuto l'ormai rara opportunita' di ottenere due pause di vita nel continuo lavorativo. La prima donna, se devo essere sincero, non l'ho notata al primo colpo d'occhio, forse perche' ero preso nel sistemare le mie cose o forse perche', come in un affresco, i particolari risaltano solo ad una visione attenta. Sono passato almeno quattro o sei volte al giorno per quella sala e per quella scala che portava al piano superiore, alla mia camera, eppure, l'unica cosa che mi aveva colpito fino ad all'ora era quell'accogliete camino che rischiarava e riscladava la sala. Quel giorno ero paraticolarmente stanco e infreddolito, le piste erano fantastiche ed io ero distrutto. Entrato in casa, invece di dirigermi in camera mi sono avvicinato al camino e con stupore mi accorgo di una donna sulla ottantina che lavora a maglia accanto al camino, sembra li da molto tempo, quasi a far parte dell'arredamento. Penso subito alla nonna di casa e approccio un bel "buongiorno come va?", in cambio ricevo uno sguardo freddo e interrogativo, poi dalle mie spalle "Non ci faccia caso e' un po' sorda e non parla italiano!" era la padrona di casa che con spiccato accento nordico mi sbatteva in faccia una realta' incredibile. Saluto, mi giro e riprendo la strada per la mia camera. Al momento non mi sono posto troppe domande poi .....passano i mesi e le stagioni, arriva il caldo e la seconda pausa di vita. Questa volta mi trovo al caldo, caldo torrido, terra arida e polverosa, la gola arsa, la maglietta bagnata e io disperso nel nulla con poca benzina. Non che mi aspettassi un'oasi ma almeno una piccola pompa di servizio si! Invece nulla, proseguo per strade molto piu' vicino a mulattiere che statali fino a scorgere un pasino arroccato su un altipiano. Che fortuna sfacciata in centro ad un paese deserto il distributore che cercavo, purtroppo pero', all'ora di pranzo e' chiuso. Uno sguardo rapido intorno e scorgo subito una figura nera sotto un pegolato che bene risalta con il bianco candido del muro alle spalle. Mi avvicino per chiedere informazioni e mano a mano che la distanza si riduce non riesco a spiegarmi come mai la macchia nera rimane tale, malgrado mi sforzi per mettere a fuoco non distinguo il viso le braccia o le gambe, sembra un tutt'uno indefinito. Finalmente sono di fronte alla cosa, da questa distanza posso distinguere molte cose, decisamente donna, non molto alta, sicuramente anziana ma l'eta' non e' definibile, sara' per via dello scialle che le copre quasi completamete il viso. Cmq a me interessa solo sapere quando riapre la pompa di benzina e quindi chiedo. Pausa di silenzio, ok sara' piu' anziana di quello che pensavo e spontaneamente ripeto alzando il tono della voce. Nessuna risposta, poi una frase urlata, probabilmete proveniente dalla finestra, dalle imposte bianche accanto alla vecchina, che poteva essere un "Sto scendendo!" o qualcosa di simile. Passano pochi secondi e appare un uomo sulla cinquantina decisamente sovrappeso che passandomi accanto senza nemmeno guardarmi compone una frase che riesco a scomporre e capire solo dopo averlo inseguito fino all'auto. Rispondo " il pieno grazie" salgo in auto e condivido con i miei compagni di viaggio la frase incriminata, ci voleva poco, un po' di sangue del posto e la soluzione arriva come un fulmine a ciel sereno......."Non capisce l'italiano" e una frazione di secondo ecco che due momenti della mia vita si congiungono. In un attimo mi si aprono un sacco di cassetti nella testa, un insieme di pensieri, l'Italia che si curva su se stessa e congiunge i due estremi in una frase assurda. Due donne, due donne italiane, due donne anziane, due cittadine, due storie, due vite, due . . . . appunto, due come le italie che rappresentano o forse NON rappresentano,. . . . . due non parlano ITALIANO! Ora non voglio raccontarvi o riassumervi i problemi del nostro bel paese, voglio solo lasciarvi con una domanda che puo' riassumere il tutto. Cosa ha fatto, cosa sta facendo o cosa potra' fare lo stato italiano per queste due?
 
Di Muso (del 06/01/2009 @ 21:57:41, in Racconti, linkato 1621 volte)
…non riesco a dormire…il cartone mi è sceso sotto al culo…e mi sta gelando…
ci si è messa sta cazzo di nebbia…il freddo mi entra attraverso i vestiti..e attraverso le ossa…
apro gli occhi ed è ancora buio…
Sono le 6.30 del mattino..e non ci riusciro’ piu’…il lampeggiante dell’AMSA mi abbaglia gli occhi..speriamo non si prendano pure me…
Guardo di la’ il primo tram che parte…la città si sveglia..
Mi tiro su e mi appoggio al muro di sta’ cazzo di stazione…
Chissa’ quanti stronzi oggi partiranno per andare in montagna..al mare…fanculo a loro..
Ho la bocca impastata…ho ancora mezzo tavernello li..che faccio colazione??
No dai oggi è Natale e aspetto di brindare piu’ tardi…
L’alba è vicina…le macchine impazziscono…clacson che suonano..gente che urla…e la mia dose giornaliera di smog…
Passa una puttana…la guardo “che ti farei…se fossi ancora in grado…” ho 60 anni…e sono tutto rotto…fossi passata 30 anni fa…
Ora è giorno…quanta gente passa davanti a me…frenetica..nervosa…sare
i curioso di sapere quanta ne passa e dove va..
Be’ la stazione è casa mia oramai da diversi anni…e non riesco a vedere una persona per due volte di seguito..o forse si è quel giorno non volevo pensare ed ero ubriaco…
Passa una mamma con un bambino…il bambino mi guarda e mi indica…e dice..” mamma mamma guarda la barba..è babbo natale…e mi sorride…lo guardo e dico “ no non sono…” ci penso..” si sono Babbo Natale…ma ho avuto qualche problema…” la mamma sorride e abbassa la manina del bimbo…e lo prende in braccio e va..mentre il bambino mi guarda ancora..e mi saluta…ciao bimbo..
E Natale anche per me…
Cazzo..una fitta allo stomaco..questa non mi lascia in pace nemmeno oggi…
Ok sono le 12.00 provo a tirarmi su…ahi ahi…
Il mio giro di bar lo conosco…vediamo che si racimola…
Saluto “ IL CIOTTO” che mi fa vedere mezzo panettone che ha racimolato..sto’ stronzo..tutte agli altri le fortune…
Quanta gente che si bacia..e si fa gli auguri…va’ ci provo anche io…vedo l’autista di sto’ pulman..” ehi auguri” e mi becco il mio “ma vai a cagar!”
Sti milanesi cafoni …e sorrido..
Adesso è cosi’..dieci anni fa ti cagavo in testa amico mio!
Se avessi ancora la mia ditta…e va be’ me la sono voluta…ma quanto stronzo sono stato??? Mia moglie non aveva tutti i torti!!
…ma per quanto dovro’ ancora pagare? Dio è crudele con me…ma perche tutto sto’ accanimento?
Ci sono stronzi e piu’ stronzi di me…ma perche io?? Perche’ devo soffrire cosi’ tanto…odio tutto e tutti..perche devo morire cosi’?? un cenno..un segno..oggi ti prego si…è Natale anche per me guardami cazzo! Non vedi che freddo che sento??? Che fai mi guardi e basta?? Dov’è il tuo voler bene?? Non voglio morire cosi…
…fanculo al brindisi…fanculo a tutti…mi scolo sto’ mezzo tavernello…e mi rilasso…
Mi siedo qualcosa ho racimolato…be’ dai oggi qualcosa in piu’…sono le 16.00..la giornata e corta…e dal buio al buio..quasi non te ne accorgi…
Stasera molta gente brindera’…e per un attimo..lo so’ non mi fregate…per un attimo sarete felici..contenti…ma forse un po’ meno soli…
Io saro’ qui a pensarVi’…a preparare questa ennesima notte…a sperare di addormentarmi prima possibile…ma con la piccola gioia di essere stato babbo natale per un attimo..e di aver fatto contento qualcuno..
Oggi guardami nonostante tutto io ti credo!
…non riesco a dormire…il cartone mi è sceso sotto al culo…e mi sta gelando… ci si è messa sta cazzo di nebbia…il freddo mi entra attraverso i vestiti..e attraverso le ossa… apro gli occhi ed è ancora buio… Sono le 6.30 del mattino..e non ci riusciro’ piu’…il lampeggiante dell’AMSA mi abbaglia gli occhi..speriamo non si prendano pure me… Guardo di la’ il primo tram che parte…la città si sveglia.. Mi tiro su e mi appoggio al muro di sta’ cazzo di stazione… Chissa’ quanti stronzi oggi partiranno per andare in montagna..al mare…fanculo a loro.. Ho la bocca impastata…ho ancora mezzo tavernello li..che faccio colazione?? No dai oggi è Natale e aspetto di brindare piu’ tardi… L’alba è vicina…le macchine impazziscono…clacson che suonano..gente che urla…e la mia dose giornaliera di smog… Passa una puttana…la guardo “che ti farei…se fossi ancora in grado…” ho 60 anni…e sono tutto rotto…fossi passata 30 anni fa… Ora è giorno…quanta gente passa davanti a me…frenetica..nervosa…sarei curioso di sapere quanta ne passa e dove va.. Be’ la stazione è casa mia oramai da diversi anni…e non riesco a vedere una persona per due volte di seguito..o forse si è quel giorno non volevo pensare ed ero ubriaco… Passa una mamma con un bambino…il bambino mi guarda e mi indica…e dice..” mamma mamma guarda la barba..è babbo natale…e mi sorride…lo guardo e dico “ no non sono…” ci penso..” si sono Babbo Natale…ma ho avuto qualche problema…” la mamma sorride e abbassa la manina del bimbo…e lo prende in braccio e va..mentre il bambino mi guarda ancora..e mi saluta…ciao bimbo.. E Natale anche per me… Cazzo..una fitta allo stomaco..questa non mi lascia in pace nemmeno oggi… Ok sono le 12.00 provo a tirarmi su…ahi ahi… Il mio giro di bar lo conosco…vediamo che si racimola… Saluto “ IL CIOTTO” che mi fa vedere mezzo panettone che ha racimolato..sto’ stronzo..tutte agli altri le fortune… Quanta gente che si bacia..e si fa gli auguri…va’ ci provo anche io…vedo l’autista di sto’ pulman..” ehi auguri” e mi becco il mio “ma vai a cagar!” Sti milanesi cafoni …e sorrido.. Adesso è cosi’..dieci anni fa ti cagavo in testa amico mio! Se avessi ancora la mia ditta…e va be’ me la sono voluta…ma quanto stronzo sono stato??? Mia moglie non aveva tutti i torti!! …ma per quanto dovro’ ancora pagare? Dio è crudele con me…ma perche tutto sto’ accanimento? Ci sono stronzi e piu’ stronzi di me…ma perche io?? Perche’ devo soffrire cosi’ tanto…odio tutto e tutti..perche devo morire cosi’?? un cenno..un segno..oggi ti prego si…è Natale anche per me guardami cazzo! Non vedi che freddo che sento??? Che fai mi guardi e basta?? Dov’è il tuo voler bene?? Non voglio morire cosi… …fanculo al brindisi…fanculo a tutti…mi scolo sto’ mezzo tavernello…e mi rilasso… Mi siedo qualcosa ho racimolato…be’ dai oggi qualcosa in piu’…sono le 16.00..la giornata e corta…e dal buio al buio..quasi non te ne accorgi… Stasera molta gente brindera’…e per un attimo..lo so’ non mi fregate…per un attimo sarete felici..contenti…ma forse un po’ meno soli… Io saro’ qui a pensarVi’…a preparare questa ennesima notte…a sperare di addormentarmi prima possibile…ma con la piccola gioia di essere stato babbo natale per un attimo..e di aver fatto contento qualcuno.. Oggi guardami nonostante tutto io ti credo! Qui il link all'originale http://www.facebook.com/note.php?note_id=41003986138
 
Di Muso (del 10/02/2008 @ 18:30:59, in Racconti, linkato 1681 volte)
TITOLO:
HAI 2 MUCCHE

SOCIALISMO:
Hai 2 mucche.
Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.

COMUNISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.

FASCISMO:
Hai 2 mucche
Il governo te le prende e ti vende il latte.

NAZISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo prende la vacca bianca ed uccide quella nera.

DITTATURA:
Hai 2 mucche.
La polizia te le confisca e ti fucila.

FEUDALESIMO:
Hai 2 mucche.
Il feudatario prende metà del latte e si tromba tua moglie.


DEMOCRAZIA:
Hai 2 mucche.
Si vota per decidere a chi spetta il latte.

DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA:
Hai 2 mucche.
Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.

ANARCHIA:
Hai 2 mucche.
Lasci che si organizzino in autogestione.

CAPITALISMO:
Hai 2 mucche
Ne vendi una per comprare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.

CAPITALISMO SELVAGGIO:
Hai 2 mucche.
Fai macellare la prima ed obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4 mucche. Alla fine licenzi l'operaio che se ne occupava accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.

BERLUSCONISMO:
Hai 2 mucche.
Ne vendi 3 alla tua Società quotata in borsa, utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito, con una partecipazione in una Società soggetta ad offerta pubblica e nell'operazione guadagni 4 mucche beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche. I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una Società con  sede alle Isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua Società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche.
Nei libri contabili di questa Società figurano 8 ruminanti con l'opzione d'acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 mucche perchè sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti, diventi Presidente del Consiglio.

PRODISMO:
Hai 2 mucche.
Tu le mantieni, il governo si prende il latte e ti mette una tassa su: la stalla, la mangiatoia, la produzione. A te rimane lo sterco. Intanto è in approvazione un disegno di Legge sulla tassazione dei rifiuti organici animali.
 
Di Muso (del 29/12/2007 @ 20:48:23, in Racconti, linkato 1462 volte)
Un tipo sta guidando la macchina, quando a un certo punto capisce di essersi perso.
Avvista un uomo che passa per la strada, accosta al marciapiede e gli grida:
- Mi scusi, mi potrebbe aiutare? Ho promesso a un amico di incontrarlo alle due, sono in ritardo di mezz'ora e non so dove mi trovo...
- Certo che posso aiutarla. Lei si trova in un'automobile, tra 40 e 42 gradi latitudine Nord e tra 58 e 60 gradi longitudine Ovest, sono le 12 e 23 minuti e 35 secondi e oggi venerd e ci sono 21,5 gradi centigradi...
- Lei un informatico? - chiede quello dentro l'automobile.
- Certamente. Come fa a saperlo?
- Perche’ tutto ci che mi ha detto "tecnicamente" corretto, ma praticamente inutile. Infatti non so che fare con l'informazione che mi ha dato e mi ritrovo ancora qui perso per strada!
- Lei allora deve essere un dirigente, vero? - risponde stizzito l'informatico.
- Infatti, lo sono. Ma... da cosa lo ha capito?
- Abbastanza facile: lei non sa' dove si trova, ne dove andare, ha fatto una promessa che non sa assolutamente come mantenere ed ora spera che un altro le risolva il problema. Di fatto, esattamente nella stessa situazione in cui si trovava prima che ci si incontrasse... ma adesso, per qualche strano motivo... risulta che la colpa la mia!
 
Pagine: 1 2


Blog ON-LINE dal 01/06/2007 
Sono state qui' 4396 persone
Sono state viste 6684 pagine
Oggi ho ricevuto 0 visite
Ieri ho ricevuto 0 visite
 
Locations of visitors to this page
 
Add to Technorati Favorites

Ci sono 625 persone collegate

< novembre 2017 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
     
             

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Blogosfera (11)
Eventi (12)
Films (2)
Gossip Corner (4)
Informatica (51)
Lo sapevi che (49)
Personali (24)
Politica (39)
Racconti (16)
Recensioni (2)
Societa' (6)
società (11)
Spazio DIL (2)
Sport (8)
Tecnologia (21)
Top 5 (3)
Vendesi (4)

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
ciao, io sono SABRIN...
22/11/2017 @ 14:48:21
Di SABRINA BELLARDINI
Chiamo Marisa,li con...
21/11/2017 @ 05:17:29
Di Marisa Salzano
Chiamo Marisa, li co...
21/11/2017 @ 05:10:27
Di Marisa Salzano

Titolo
Eventi (16)
Header (7)
Informatica (3)
Personali (23)
Sport (14)
Vendesi (7)

Le fotografie più cliccate

Titolo
Ti piace questo blog?

 Fantastico!
 Carino...
 Così e così
 Bleah!

Titolo

Listening
Vasco
Ligabua
Doors
Caparezza
U2
Rolling Stones
Beatles

Reading
Franceschi - Fiabe della Bouna Notte
Ken Follett

Watching
Diamanti di Sangue - Blood Diamond
L'ombra del potere - The Good Shepherd



Errore Flickr RSS.




23/11/2017 @ 12:19:47
script eseguito in 439 ms


Visitor locations